{"id":39083,"date":"2023-05-30T10:05:26","date_gmt":"2023-05-30T08:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=39083"},"modified":"2023-11-02T13:01:40","modified_gmt":"2023-11-02T12:01:40","slug":"la-grande-scommessa-dellimprenditoria-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/la-grande-scommessa-dellimprenditoria-femminile\/","title":{"rendered":"La grande scommessa dell\u2019imprenditoria femminile"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><b>WORKOUT MAGAZINE INTERVISTA VALENTINA PARENTI.<\/b><\/p>\n<p>Le imprenditrici la adorano. Perch\u00e9 Valentina Parenti, ideatrice e anima di GammaDonna, da vent\u2019anni, con la sua associazione e il premio a essa collegato, \u00e8 punto di riferimento per l\u2019imprenditoria femminile, a lungo poco valorizzata e considerata. Il suo mantra \u00e8 l\u2019innovazione ed \u00e8 soprattutto su questo tema che forma e supporta giovani, e anche meno giovani, donne attraverso eventi e iniziative che la vedono bussare alle porte di investitori e istituzioni che rispondono, c\u2019\u00e8 da dire, sempre con entusiasmo. Un\u2019innovazione che pu\u00f2 avere tante facce, ma che negli ultimi anni ha visto entrare di gran passo anche la tecnologia con le <em>researchpreneur<\/em>, nuove figure che fanno a pezzi tutti gli stereotipi sul fatto che l\u2019imprenditoria pi\u00f9 adatta alle donne sia quella connessa alla \u201ccura\u201d.<\/p>\n<p>Workout magazine l\u2019ha intervistata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cominciamo da Valentina. Dunque, lei \u00e8 un\u2019imprenditrice, oltre a essere una professionista che aiuta le imprenditrici (ma di questo parleremo dopo), in quanto titolare di un\u2019agenzia di comunicazione che \u00e8 di famiglia. Viene quindi da pensare che il suo percorso professionale si sia naturalmente indirizzato, fin dall\u2019inizio, all\u2019attivit\u00e0 che era di sua madre. \u00c8 andata cos\u00ec? O \u00e8 stata una vocazione?<\/strong><\/p>\n<p>Come dice giustamente lei, sono figlia d\u2019arte <em>(ride)<\/em> e, come accade per tutti i figli d\u2019arte, la vocazione \u00e8 un po\u2019 indotta. Di solito si reagisce a quella che sembra una strada gi\u00e0 segnata con due modalit\u00e0 opposte: o aderendo pienamente a essa, oppure occupandosi decisamente di altro. Nel mio caso diciamo che ho provato a percorrere una strada autonoma, allontanandomi anche fisicamente dal \u201cluogo del delitto\u201d, perch\u00e9 in giovinezza ho studiato all\u2019estero abbastanza a lungo, e all\u2019estero ho fatto pi\u00f9 esperienze. C\u2019era forse il desiderio di crearmi un\u2019indipendenza, una mia identit\u00e0, pi\u00f9 che una mia figura professionale. Diciamo che penso di essere quella che sono anche grazie al fatto di aver vissuto lontano dalla famiglia, quando non c\u2019era Internet, non c\u2019era Whatsapp, e quindi erano rare le possibilit\u00e0 di sentirsi. Si era a tutti gli effetti lontani, in culture che erano straniere ma non per questo aperte, perch\u00e9 si trattava spesso di posti piccoli e sperduti. Mi sono ritrovata per esempio ai confini con il Canada, in Minnesota, piuttosto che in Terra del Fuoco, a Ushuaia, luoghi nei quali la mentalit\u00e0 era sovente chiusa e limitata. Questo per\u00f2 ha contribuito a formarmi come persona lontana dai pregiudizi. Aperta al cambiamento, curiosa e amante &#8211; fin da piccola &#8211; della diversit\u00e0. Ho sempre concepito la diversit\u00e0 come un grande valore, le mie amicizie per anni sono state le pi\u00f9 disparate, diverse tra loro per etnia, lingua, cultura, background. Dopodich\u00e9 sono stata richiamata all\u2019ordine (<em>ride<\/em>) e ho abbracciato questa professione che in realt\u00e0 mi si cuciva molto bene addosso: l\u2019agenzia \u00e8 stata fondata da mia madre, e io in molto assomiglio a lei, soprattutto come indole. Inizialmente non \u00e8 stato facile, come per tutti i passaggi generazionali \u2013 cosa tipicamente italiana; poi per\u00f2, a un certo punto, \u00e8 arrivata GammaDonna. Nata come un progetto d\u2019impresa, inizialmente in risposta a un\u2019esigenza di un cliente, GammaDonna mi ha consentito di tirare fuori quella vocazione al \u201csociale\u201d che in qualche modo albergava gi\u00e0 in me. Perch\u00e9 fin da subito, era il 2004, in un contesto in cui ancora non si parlava di questi temi, n\u00e9 se ne sentivano l\u2019urgenza e la necessit\u00e0, abbiamo intravisto un <em>gender gap<\/em> fortissimo. GammaDonna mi ha consentito di dare un senso alla professione di comunicatrice perch\u00e9 vi ha portato un <em>purpose<\/em>, una finalit\u00e0 pi\u00f9 alta. Quella che prima era per me semplicemente una professione, bella ed entusiasmante ma un po\u2019 vuota, con GammaDonna ha assunto tutto un altro valore e ne ho capito appieno le potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vogliamo andare pi\u00f9 in profondit\u00e0 su questa associazione e sul premio che a essa \u00e8 collegato?<\/strong><\/p>\n<p>GammaDonna \u00e8 un\u2019associazione no profit, che dal 2004 lavora proprio per contribuire a ridurre il <em>gender gap<\/em> in campo economico e lo fa attraverso la valorizzazione dell\u2019iniziativa imprenditoriale femminile, mettendone in luce la capacit\u00e0 innovativa. L\u2019obiettivo primario di GammaDonna \u00e8 quello di contribuire alla crescita dell\u2019imprenditoria femminile, agevolando la creazione di connessioni di valore, attraverso iniziative dedicate che prevedono anche un importante networking tra imprenditrici, imprenditori, mondo delle big corp, investitori e istituzioni. Siamo partiti dal fatto che in Italia solo un milione e trecentomila imprese sono a conduzione femminile, circa il 22% del totale, un valore a cui siamo fermi da quando faccio questo lavoro. L\u2019imprenditoria innovativa \u00e8 una nicchia ancora pi\u00f9 piccola, parliamo del 13% sul totale del mondo dell\u2019impresa italiana. Ci \u00e8 stato subito chiaro come l\u2019imprenditoria femminile e giovanile costituisse un giacimento inesplorato e al tempo stesso un enorme spreco di talenti perch\u00e9 non valorizzata nel nostro Paese, quando di fatto rappresenta una leva importantissima di sviluppo economico e sociale. Unioncamere, lo scorso anno, ha documentato per la prima volta una riduzione nella nascita di nuove imprese femminili. Ma nell\u2019ambito di questo calo, ha anche registrato una crescita importante nel numero di imprese innovative a conduzione femminile. Questo significa che l\u2019innovazione \u00e8 un fattore fondamentale non solo per lo sviluppo di nuove imprese, ma anche per la loro crescita. Ed \u00e8 su questo che abbiamo puntato: un\u2019innovazione che per noi non \u00e8 solo tecnologica, ma anche valoriale, gestionale, organizzativa, di mentalit\u00e0, di <em>mindset<\/em> come si dice oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E il premio? Evidentemente \u00e8 un \u201cdi cui\u201d di quanto detto, ma in base a quale criterio viene attribuito? E chi giudica le concorrenti e stabilisce le vincitrici?<\/strong><\/p>\n<p>Anch\u2019esso nasce nel 2004 proprio come strumento fattivo per mettere in luce la qualit\u00e0 e la vitalit\u00e0 dell\u2019imprenditoria femminile innovativa italiana che sembrava inesistente ma che invece, dati alla mano, ha dimostrato di dare un contributo importante alla nostra economia. Con una giuria molto variegata e qualificata, composta da investitori, da manager, imprenditori e imprenditrici, e presieduta da uno dei pi\u00f9 importanti <em>venture capitalist<\/em> italiani, Gianluca Dettori, il Premio si pone l\u2019obiettivo di sradicare pregiudizi andando a fare scouting di modelli innovativi di fare impresa, per evidenziare <em>role model<\/em> contemporanei ai quali le nuove generazioni, ma non solo quelle, si possano ispirare. Negli anni si \u00e8 trasformato radicalmente, anche a causa della drammaticit\u00e0 della pandemia che per il Premio si \u00e8 rivelata invece essere un momento di rigenerazione e ha dato le ali a un progetto rimasto nel cassetto per troppo tempo: il format TV.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa \u00e8 una caratteristica molto interessante dell\u2019associazione. <\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, questo nuovo format ci ha consentito di ampliare notevolmente il pubblico e quindi di amplificare la nostra mission, che \u00e8 quella di promuovere la cultura d\u2019impresa. Ma soprattutto ci permette, proprio perch\u00e9 andiamo fisicamente con la nostra troupe nelle case e nelle aziende delle imprenditrici, di tracciare di loro un racconto diverso, pi\u00f9 \u201ctridimensionale\u201d come lo definisco io, che descrive non solo la figura professionale, ma anche la donna che le \u201csta dietro\u201d. E che mette in luce pi\u00f9 efficacemente anche i fattori che hanno contribuito al loro successo. Grazie anche al format, poi, siamo stati inseriti nell\u2019Italian Tech Week, il pi\u00f9 importante evento di tecnologia e innovazione del nostro Paese, un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi.<\/p>\n<p>Da quest\u2019anno il Premio subisce un\u2019ulteriore evoluzione e diventa un percorso, oltre che di valorizzazione, anche di accelerazione ed empowerment dell\u2019imprenditoria femminile. Insieme a investitori e partner eccellenti abbiamo dato il via a un road show con tappe a Roma, Milano e Torino e con eventi che consentono alle imprenditrici di acquisire strumenti utili a potenziare il proprio racconto d\u2019impresa, a pensare fuori dagli schemi attraverso l\u2019approccio del design thinking e, al contempo, fare networking ad alto livello, un passo chiave per il business al quale le donne sono storicamente poco abituate. Questa \u00e8 la nuova anima del Premio che intercetta alcuni stimoli e spunti che il nostro network ci ha fornito negli ultimi anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parliamo dunque di questo universo dell\u2019imprenditoria femminile. Innanzitutto, in che cosa si differenzia da quella maschile in base alla sua esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>Premesso che bisogna sempre andare cauti nelle generalizzazioni, appare evidente come ci siano caratteristiche ricorrenti tra le nostre imprenditrici: per esempio il fatto che il mettersi in proprio nasca sempre di pi\u00f9 non da una risposta a un tentativo di conciliazione di vita privata e lavoro, come accadeva spesso solo una decina di anni fa, bens\u00ec da un desiderio di generare un impatto positivo su comunit\u00e0 e territorio. Sempre di pi\u00f9 scorgiamo in loro un fuoco, il desiderio di \u201clasciare un segno\u201d, e vediamo come le imprese delle nostre imprenditrici considerino la condivisione valoriale un vero e proprio vantaggio competitivo. Sono imprese guidate da donne che forniscono risposte a quei bisogni sociali e di qualit\u00e0 della vita che loro stesse hanno sperimentato in prima persona. Ecco perch\u00e9 prima dicevo che parliamo spesso di innovazione valoriale, non solo di innovazione tecnologica o di prodotto. In ultima analisi direi che le imprenditrici sono pi\u00f9 inclusive, pi\u00f9 sostenibili, pi\u00f9 attente al welfare, all\u2019impatto che aspirano a generare in tutti i campi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i settori che vedono un tasso maggiore di imprenditoria femminile?<\/strong><\/p>\n<p>Storicamente, per ragioni culturali, le donne sono molto presenti nei settori che hanno a che vedere con la \u201ccura\u201d, quindi i servizi, la sanit\u00e0, il commercio, la ristorazione e le attivit\u00e0 alberghiere. Ultimamente per\u00f2, soprattutto negli ultimi due anni, si \u00e8 registrata una diminuzione del numero di nuove imprese a conduzione femminile proprio in questi settori e un incremento significativo, invece, in quelli che storicamente sono a prevalenza maschile: i settori ad alto contenuto tecnologico. Lo abbiamo notato anche dal nostro \u201cosservatorio\u201d GammaDonna, dove anno su anno vediamo la crescita di imprenditrici che provengono dal mondo della ricerca e della scienza, le cosiddette <em>researchpreneur<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sempre dal vostro osservatorio, quali sono le principali difficolt\u00e0 che incontra una donna quando decide di diventare imprenditrice?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente molte complicazioni sono legate al \u201ccarico mentale\u201d: il peso invisibile che deriva dal dover bilanciare la vita, il lavoro e la gestione domestica che da sempre grava principalmente sulle donne e d\u00e0 origine a quello che i sociologi hanno definito il fenomeno della &#8220;doppia giornata&#8221;. Insomma, un lavoro continuo.<\/p>\n<p>Sul fronte del business, troviamo una maggiore difficolt\u00e0 nell\u2019accesso al credito, cosa che impatta sulla crescita aziendale, minore o pi\u00f9 lenta, e su problemi di liquidit\u00e0. E questo \u00e8 un fattore culturale, la risultante di un pregiudizio nei confronti delle donne, ma anche di un limite che le stesse donne si autoimpongono. Si parla spesso del fatto che le donne siano maggiormente <em>risk-adverse<\/em>, cio\u00e8 pi\u00f9 restie al rischio. In realt\u00e0 non \u00e8 propriamente cos\u00ec. Sono pi\u00f9 conservatrici, pi\u00f9 attente: prima di \u201cgettare il cuore oltre l\u2019ostacolo\u201d vogliono considerare tutti gli aspetti di un problema. Sarebbe pi\u00f9 corretto parlare di gestione cauta del rischio, non di mancata predisposizione al rischio, tant\u2019\u00e8 che esistono numerosi studi di finanza che attestano come gli investimenti in imprese innovative a conduzione femminile siano pi\u00f9 sicuri e remunerativi.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 un tema di insicurezza, anche in questo caso retaggio culturale derivante dal <em>milieu<\/em> in cui cresciamo e dall\u2019educazione che riceviamo: prima di agire le donne vogliono essere sicure di possedere uno skill set adeguato, di avere \u201ctutte le carte in regola\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 attendere di avere tutte le skill necessarie pu\u00f2 tradursi in un immobilismo deleterio<\/strong>.<\/p>\n<p>Assolutamente concorde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Trova una differenza tra le donne imprenditrici che sono diventate tali \u201cper eredit\u00e0\u201d diciamo cos\u00ec, in quanto appartenenti a famiglie di imprenditori, e imprenditrici che invece sono partite da zero<\/strong>?<\/p>\n<p>A mio parere si tratta di un tema trasversale ai generi: l\u2019imprenditrice <em>founder<\/em>, come si dice oggi, cio\u00e8 chi ha creato un\u2019impresa da sola, e l\u2019imprenditrice che l\u2019ha ereditata, a cui il testimone \u00e8 stato tramandato, sono certamente due figure diverse. Una piccola testimonianza di questo dal punto di vista di una comunicatrice: una founder \u00e8 in genere molto preparata quando si tratta di presentare efficacemente il proprio business e la propria impresa, mentre questo \u00e8 pi\u00f9 difficile per chi eredita un\u2019impresa \u2013 e un sistema di valori \u2013 da altri. C\u2019\u00e8 da dire, per\u00f2, che finch\u00e9 non sei al timone di un\u2019impresa, l\u2019imprinting non \u00e8 ancora veramente il tuo, il che ha una serie di implicazioni, non solo di carattere gestionale. \u00a0E purtroppo nelle piccole e medie imprese italiane, che spesso sono a struttura famigliare, le ultime generazioni arrivano ai vertici molto tardi, in alcuni casi tardissimo, con la conseguenza dispersione di quel patrimonio di entusiasmo e innovativit\u00e0 che sono tipiche dell\u2019et\u00e0 giovanile. Come GammaDonna, da sempre cerchiamo di intercettare anche le imprenditrici \u201ceredi\u201d, perch\u00e9 siamo convinti che il tema dell\u2019innovazione, nostro cavallo di battaglia, non \u00e8 e non debba essere appannaggio solo delle startup, ma che anzi debba permeare il tessuto produttivo storico del Paese che senza innovazione non ha possibilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tornando al tessuto produttivo italiano che vede una netta separazione, purtroppo atavica, tra Nord e Sud del Paese, come si colloca l\u2019imprenditoria femminile all\u2019interno di questo divario?<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019<\/strong>imprenditoria femminile \u00e8 anch\u2019essa maggiormente concentrata al Nord per un ovvio problema culturale che si fa sentire sempre pi\u00f9 man mano che si scende lungo lo Stivale, e che va a braccetto con la crescente disoccupazione femminile meridionale. Tuttavia negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita incredibile nel Mezzogiorno &#8211; soprattutto in alcune regioni come Puglia, Sicilia e Campania &#8211; dell\u2019imprenditoria innovativa e delle figure apicali femminili. Si tratta di un dato molto positivo che testimonia un processo che va supportato adeguatamente. Anche noi di GammaDonna, nel nostro piccolo, abbiamo intenzione di essere pi\u00f9 presenti al Sud, e cominceremo con la tappa di Roma del road show.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un tema per me particolarmente interessante \u00e8 relativo alla gestione \u201cdel potere\u201d da parte di un\u2019imprenditrice, anche se giustamente si diceva prima che bisognerebbe evitare le generalizzazioni. D\u2019altro canto nei discorsi delle imprenditrici ricorrono spesso termini come <em>sisterhood<\/em> il che fa presumere che quando a capo di un\u2019impresa c\u2019\u00e8 una donna, ci sia una maggiore attenzione nei confronti delle altre donne, che siano dipendenti o competitor. Ma \u00e8 cos\u00ec? Esiste questa sorellanza di intenti e di azioni?<\/strong><\/p>\n<p>Le posso rispondere dal mio vissuto personale, come Valentina Parenti, perch\u00e9 negli ultimi anni, soprattutto durante la pandemia, sono scesa in campo come attivista per i diritti delle donne e ho quindi vissuto in prima persona una serie di eventi e situazioni. Sono stata socia fondatrice di diverse realt\u00e0 tra cui \u201cDateci voce\u201d e \u201cGiusto mezzo\u201d che durante il Covid hanno acceso un riflettore sul dramma che stava colpendo soprattutto le donne, tra le categorie pi\u00f9 penalizzate in genere e a maggior ragione in momenti di crisi. Ho quindi toccato con mano che cosa significhi la sorellanza, la <em>sisterhood<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Quello che vedo \u00e8 una polarizzazione tra le donne che per \u201crompere il tetto di cristallo\u201d e raggiungere posizioni apicali hanno adottato uno stile di management molto aggressivo e maschile e quelle invece che hanno capito che quel soffitto pu\u00f2 essere davvero permanentemente sfondato solo attraverso l\u2019unione e il supporto reciproco. Come? Intanto non facendo il verso alla leadership maschile, ma portando nel business le nostre caratteristiche, il nostro DNA diciamo, le valenze che ha il femminile, che possono avere un impatto straordinario e rivelarsi molto pi\u00f9 efficiente ed efficace di un imprinting \u201cmarziale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Questo imprinting \u201cal femminile\u201d si traduce poi in iniziative concrete nei confronti delle donne, pi\u00f9 che in aziende a conduzione maschile?<\/strong><\/p>\n<p>Non necessariamente, ma per chi abbraccia lo stile di leadership di cui parlavamo, e che io trovo pi\u00f9 contemporaneo, assolutamente s\u00ec. Vedo tantissime realt\u00e0 a conduzione femminile che adottano politiche di welfare innovative con grande attenzione e sensibilit\u00e0 nei confronti dei dipendenti, non solo delle donne. A livello statistico tutto il filone del benessere aziendale, dell\u2019attenzione alla felicit\u00e0, il cosiddetto PIF (il prodotto interno di felicit\u00e0), parte quasi sempre dalle donne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che consiglio darebbe a una neolaureata che decidesse oggi di fare l\u2019imprenditrice?<\/strong><\/p>\n<p>Io dico sempre che quello che conta non \u00e8 ci\u00f2 che siamo, ma ci\u00f2 che scegliamo di diventare. Quindi, a mio parere, lavorare sodo per migliorarsi e poi soprattutto credere in se stesse sono sfide importantissime che toccano ciascuna di noi. Considerato il periodo molto instabile, incerto, in cui ci muoviamo, suggerisco di partire dalle proprie competenze, dalle proprie inclinazioni, da quello che sappiamo fare bene, che ci appassiona cercando per\u00f2 di intercettare un bisogno, di rispondere a un\u2019esigenza del mercato: inseguire i sogni, s\u00ec, ma cercare sempre di avere un riscontro concreto a ci\u00f2 che abbiamo in mente.<\/p>\n<p>La seconda cosa, fondamentale, \u00e8 circondarsi di gente competente, se possibile anche migliore di noi. Il team \u00e8 diventato LA discriminante per il successo di un\u2019azienda e le persone di cui ci circondiamo, oltre a essere bravi professionisti, devono appassionarsi, sposare la nostra idea di impresa e condividerne i valori. Questo ormai \u00e8 imprescindibile.<\/p>\n<p>E poi, mai arrendersi davanti alle porte chiuse perch\u00e9 se crediamo in quello che facciamo dobbiamo perseguirlo fino in fondo con intelligenza, tenacia e passione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Workout magazine intervista Valentina Parenti.<\/p>\n<p>Le imprenditrici la adorano. Perch\u00e9 Valentina Parenti, ideatrice e anima di GammaDonna, da vent\u2019anni, con la sua associazione e il premio a essa collegato, \u00e8 punto di riferimento per l\u2019imprenditoria femminile, a lungo poco valorizzata e considerata. Il suo mantra \u00e8 l\u2019innovazione ed \u00e8 soprattutto su questo tema che forma e supporta giovani, e anche meno giovani, donne attraverso eventi e iniziative che la vedono bussare alle porte di investitori e istituzioni che rispondono, c\u2019\u00e8 da dire, sempre con entusiasmo. Un\u2019innovazione che pu\u00f2 avere tante facce, ma che negli ultimi anni ha visto entrare di gran passo anche la tecnologia con le researchpreneur, nuove figure che fanno a pezzi tutti gli stereotipi sul fatto che l\u2019imprenditoria pi\u00f9 adatta alle donne sia quella connessa alla \u201ccura\u201d.<\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":39084,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[233],"tags":[223],"class_list":["post-39083","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-heritage","tag-223"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La grande scommessa dell\u2019imprenditoria femminile - Studio Chiesa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Valentina Parenti, ideatrice e anima di GammaDonna, con la sua associazione \u00e8 punto di riferimento per l\u2019imprenditoria femminile\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/la-grande-scommessa-dellimprenditoria-femminile\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La grande scommessa dell\u2019imprenditoria femminile - 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