{"id":39887,"date":"2023-07-11T11:37:27","date_gmt":"2023-07-11T09:37:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=39887"},"modified":"2023-09-01T18:06:04","modified_gmt":"2023-09-01T16:06:04","slug":"tre-pezzi-iconici-museo-collezione-branca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/tre-pezzi-iconici-museo-collezione-branca\/","title":{"rendered":"Tre Pezzi Iconici: #MUSEO COLLEZIONE BRANCA"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"39887\" class=\"elementor elementor-39887\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-64ca314a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"64ca314a\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6cf81d5b\" data-id=\"6cf81d5b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7bc0af00 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7bc0af00\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u201cMa qual \u00e8 l\u2019origine del nome Fernet?\u201d La domanda non sar\u00e0 originale, ma la curiosit\u00e0 \u00e8 genuina. Lo sguardo di Marco Ponzano brilla divertito dietro gli occhiali: \u201cMe lo chiedono sempre. Lo scoprirete cammin facendo\u201d. Il cammino che ci attende \u00e8 quello che si snoda lungo le sale della Collezione Branca, di cui Ponzano \u00e8 non solo il responsabile, ma anche forse qualcosa di pi\u00f9, una sorta di padre putativo: \u201cNel 1995 ero Responsabile della Comunicazione dell\u2019azienda. Era da tempo che mi dicevo che avrei voluto fare qualcosa di veramente innovativo, diverso dalle r\u00e9clame a mezzo stampa e dagli spot trasmessi per TV o ai comunicati radio. Non volevo farmi sfuggire le persone, volevo che ricevessero il nostro messaggio di qualit\u00e0, naturalit\u00e0, continuit\u00e0 storica. Questo museo \u00e8 stato la risposta\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019inizio sar\u00e0 solo privato: una chicca riservata a dipendenti, clienti e fornitori. Gli eventi per\u00f2 si rivelano talvolta pi\u00f9 forti delle intenzioni: questo luogo cos\u00ec particolare colpisce l\u2019immaginazione dei visitatori, il racconto di ci\u00f2 che vi \u00e8 custodito incuriosisce e la richiesta di visite \u00e8 cos\u00ec elevata da indurre la propriet\u00e0 a spalancare al mondo esterno il coperchio del suo scrigno di memoria. Verr\u00e0 inaugurata ufficialmente nel 2009 per iniziativa della famiglia Branca all\u2019interno dello storico stabilimento milanese costruito nel 1915.<\/p>\n<p>La storia delle Distillerie Branca inizia nel 1845 da un alchimista, Bernardino Branca, esperto conoscitore di erbe officinali, che vuole trovare un rimedio a quelle che ai tempi erano due vere piaghe sanitarie: la malaria e il colera. Quest\u2019ultimo morbo vide nell\u2019Italia dell\u2019Ottocento il succedersi di ben sei epidemie con decine di migliaia di morti, la malaria in alcune regioni del nostro Paese era (e lo \u00e8 stata fino alla sua eradicazione negli anni Cinquanta) una triste e abituale compagna dell\u2019esistenza che causava pi\u00f9 o meno 20.000 vittime ogni anno. Nel suo laboratorio Bernardino mischia e miscela, macera e distilla e alla fine arriva a formulare un vero e proprio elisir di lunga vita, almeno a leggerne l\u2019entusiastica descrizione apparsa una quindicina di anni dopo sul quotidiano milanese <em>La Perseveranza <\/em>che dopo averne esaltato tutta una serie di importanti effetti terapeutici concludeva scrivendo: \u201cFacilita la digestione, impedisce l\u2019irritazione dei nervi ed eccita l\u2019appetito in modo meraviglioso. Esso \u00e8 sorprendente nel guarire in poche ore quel malessere prodotto dal splean, patema d\u2019animo, non che mal di stomaco e di capo causato da cattive digestioni e vecchiaja\u201d.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8ae3a5a e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"8ae3a5a\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-116e1f2 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"116e1f2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto39.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk4OTMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvZm90bzM5LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto39.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39893\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto39.jpg 1024w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto39-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto39-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Una delle prime pubblicit\u00e0 da affissione delle Distillerie Branca.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2b4e2b8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2b4e2b8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Quello che appare curioso ai nostri occhi \u00e8 che\u2026 \u00e8 vero. Naturalmente \u201csplean\u201d (lo <em>spleen<\/em> di baudelariana memoria) a parte, o forse no, come potrebbe confessare qualche <em>desperate housewife<\/em>!<\/p><p>Tralasciando le battute, il ritrovato di Bernardino Branca venne portato all\u2019attenzione del direttore dell\u2019ospedale Fatebenefratelli di Milano, Benedetto Nappi, e sperimentato sui colerosi l\u00ec ricoverati con risultati apprezzabili e attestati positivi da parte del Nappi stesso che in una lettera ringrazi\u00f2 Bernardino per aver trovato \u201cla nuova teriaca\u201d, cio\u00e8 un antidoto (dal greco <em>th\u00e9riak\u00e8<\/em>) alla temibile infezione. La stessa lettera in capo a pochi giorni tappezzava sotto forma di un manifesto pubblicitario tutti i muri del Lombardo-Veneto: la comunicazione \u00e8 sempre stata un punto forte dell\u2019azienda!<\/p><p>In realt\u00e0 non dovremmo stupirci pi\u00f9 di tanto di questi riconoscimenti: per millenni l\u2019umanit\u00e0 si \u00e8 curata con le erbe e quelle che entrano a far parte del Fernet-Branca, almeno quelle che si conoscono \u2013 perch\u00e9 la formula completa \u00e8 tutt\u2019ora segreta \u2013 hanno un effetto benefico riconosciuto sull\u2019apparato gastroenterico e sul sistema parasimpatico che lo governa.<\/p><p>Ma torniamo a Bernardino e al suo lavoro di speziale: dice una leggenda che nella faticosa ricerca del suo miracoloso medicinale venne aiutato da un certo Dr. Fernet, medico svedese la cui longevit\u00e0 sarebbe stata utilizzata nelle prime r\u00e9clame a garanzia dell\u2019efficacia terapeutica: \u201cIl Dottor Fernet visse 104 anni, suo padre 130 e sua madre 112\u201d.<\/p><p>Aspettate un attimo, ecco la risposta alla domanda iniziale, ecco da dove viene il nome Fernet! \u201cNon corriamo\u201d ci gela bonariamente Ponzano tornando al racconto della storia dell\u2019azienda. Dal retrobottega al primo stabilimento di Porta Nuova a Milano il passo \u00e8 brevissimo: la fama del Fernet-Branca si espande rapidamente in Italia e poi nel mondo, anche al seguito degli emigranti. I figli di Bernardino, spinti dal successo crescente dell\u2019attivit\u00e0 paterna ora passata nelle loro mani, ampliano la gamma di prodotti a marchio Branca e diventano inoltre distributori per terzi. La fabbrica di Porta Nuova ormai \u00e8 troppo piccola e si decide perci\u00f2 di spostarla in quella che allora era estrema periferia, nel luogo dove ancora oggi si trova. Pi\u00f9 che uno stabilimento nel senso che ai giorni nostri viene attribuito al termine, lo si poteva considerare una sorta di villaggio di centinaia di anime, tante erano infatti le persone che vi lavoravano: c\u2019erano abitazioni, almeno quelle dei dipendenti la cui immediata reperibilit\u00e0 era considerata essenziale come per esempio il capocantina, alle spalle della fabbrica c\u2019erano la cascina, chiamata \u201cLa cavallerizza\u201d perch\u00e9 si trovavano \u00a0le scuderie per i cavalli da trasporto \u00a0e il tondino per tenerli in efficienza, gli orti, gli alberi da frutto e i campi di mais. Saranno questi orti e questi campi a garantire tante volte il cibo non solo ai dipendenti, ma anche alla popolazione locale durante la guerra. Nella fabbrica c\u2019era la sartoria, per la realizzazione delle divise che erano di colore diverso a seconda delle mansioni (\u201cMa non solo! \u2013 ride Ponzano \u2013 Quante volte qui \u00e8 stato messo rimedio a un bottone saltato o un improvviso strappo su abiti che nulla avevano a che fare con la vita aziendale!\u201d) e c\u2019era la falegnameria per la realizzazione delle botti. Negli anni Cinquanta, poi, il dopolavoro dell\u2019azienda diventer\u00e0 gettonatissimo: ci si andava a ballare, debuttarono cantanti che sarebbero diventati famosissimi come Celentano e Wilma de Angelis.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d68b32f e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"d68b32f\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-20a190f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"20a190f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Branca-176-7063.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk4OTUsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvQnJhbmNhLTE3Ni03MDYzLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Branca-176-7063.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39895\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Branca-176-7063.jpg 1024w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Branca-176-7063-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Branca-176-7063-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Una scrivania d\u2019ufficio degli anni Trenta, ricostruita all\u2019interno del Museo.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-aff9eb7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"aff9eb7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Altri decenni sono passati e oggi siamo alla quinta generazione. La produzione \u00e8 concentrata in due stabilimenti: uno \u00e8 quello di Milano e l\u2019altro \u00e8 a Buenos Aires in Argentina. Se vi sembra strano, pensate che laggi\u00f9 il Fernet-Branca, soprattutto nella sua versione \u201cFernandito\u201d (quattro parti di cola e una di fernet), \u00e8 quasi una bevanda nazionale: parliamo di un consumo annuo di oltre 53 milioni di bottiglie all\u2019anno contro i 13 milioni di tutto il resto del mondo. Fernet, ma non solo. Infatti nella sede milanese si producono anche gli altri prodotti della gamma Branca, quelli pi\u00f9 celebri come Brancamenta, il brandy Stravecchio Branca, Borghetti, Punt e Mes, Grappa Candolini e quelli meno noti al grande pubblico, ma non per questo meno pregiati come il Vermut (cos\u00ec viene scritto il suo nome sull\u2019etichetta) Carpano o la Sambuca Borghetti o ancora la vodka Sernova, italiana al 100%, alcuni dei quali hanno alle spalle storie centenarie che da sole meriterebbero un racconto.<\/p><p>Tutto <em>Made in Italy<\/em> quindi. Certamente \u2013 e questo \u00e8 un vanto dell\u2019impresa \u2013 tranne che per l\u2019origine della materia nobile che entra nella composizione del Fernet-Branca e di altri distillati della \u201cfamiglia\u201d: le spezie. Queste provengono dalle pi\u00f9 svariate parti del mondo: Sudafrica (<em>aloe ferox<\/em>), Cina (rabarbaro), India e Sri Lanka (galanga), America meridionale (corteccia di china rossa), Africa orientale (radice di colombo), Francia (genziana), solo per citarne alcune. E sono proprio le spezie il \u201ccuore\u201d della Collezione in un enorme espositore ricavato da una botte originale di ben 17.000 litri di capacit\u00e0: \u00e8 il nostro primo pezzo iconico, una sorta di ruota \u2013 inequivocabile rimando alla Terra sovrastata dall\u2019aquila con la bottiglia di fernet tra gli artigli che \u00e8 il logo del prodotto dalla fine dell\u2019Ottocento \u2013 i cui scomparti ospitano erbe, radici, semi, scorze, cortecce, tutto un mondo vegetale che trova la sua esaltazione nel gusto e nel profumo di quell\u2019amaro che \u00e8 tra i pi\u00f9 imitati al mondo (di questo avremo modo di parlare pi\u00f9 avanti). E qui entra uno degli aspetti pi\u00f9 intriganti del Fernet-Branca: i suoi tre segreti. <\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fa77f69 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"fa77f69\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7655c54 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"7655c54\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto2.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk5MDksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvZm90bzIuanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"521\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto2.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39909\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto2.jpg 1024w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto2-500x326.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto2-768x500.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">La \u201cruota\u201d delle spezie, cuore della Collezione.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a0b7f9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8a0b7f9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Innanzitutto quello degli ingredienti cio\u00e8 le 27 spezie utilizzate. Poi il segreto delle dosi: la pesatura delle spezie viene eseguita dal direttore dello stabilimento ad eccezione di alcune\u2026\u00a0 di pertinenza del Presidente che effettua personalmente questa operazione. Infine il segreto della modalit\u00e0 di lavorazione degli ingredienti la cui conoscenza da parte degli addetti \u00e8 vincolata da un severissimo contratto di riservatezza. Una discrezione che in ogni caso nessuno si sognerebbe mai di infrangere, per l\u2019orgoglio tutto alchimistico di far parte di una schiera di eletti: Ponzano ci racconta, ridendo, di aver a volte messo alla prova questo riserbo facendosi prontamente mandare \u201ca stendere\u201d con una secca risposta: \u201cnon ti riguarda\u201d.<\/p><p>Tutt\u2019attorno alla grande ruota delle spezie gli strumenti che appartengono all\u2019azienda di ieri emanano un fascino antico: mortai, stadere, caldaie in rame e alambicchi si contendono lo spazio con pi\u00f9 domestici attrezzi per il trasporto delle bottiglie. C\u2019\u00e8 il distillatore da laboratorio, nostro secondo pezzo iconico, utilizzato da Bernardino Branca ed \u00e8 impossibile non notare, in un angolo, un gigantesco estrattore in rame (il terzo pezzo iconico), simile a un calderone dell\u2019altezza di un uomo, dove veniva versata l\u2019aloe da sciogliere prima dei successivi utilizzi. Ponzano ci spiega che per mescolare il contenuto l\u2019addetto si serviva di uno strumento in ferro che, a operazione conclusa, veniva estratto lucido e pulito, quindi, in dialetto milanese, \u2026 \u201cfer net\u201d. Attimo di silenzio. Ma allora\u2026 Ponzano sembra benevolmente farsi beffe della nostra perplessit\u00e0. Quindi \u00e8 questa l\u2019origine del nome? \u201cIn realt\u00e0 si parla anche di un certo abate francese, padre Fernet\u2026\u201d.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4ac4ac6 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"4ac4ac6\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e3030eb e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"e3030eb\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-51ccf9f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"51ccf9f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/distillatore-da-laboratorio.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk4OTcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvZGlzdGlsbGF0b3JlLWRhLWxhYm9yYXRvcmlvLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/distillatore-da-laboratorio.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39897\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/distillatore-da-laboratorio.jpg 800w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/distillatore-da-laboratorio-500x346.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/distillatore-da-laboratorio-768x532.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Distillatore da laboratorio in uso nell\u2019Ottocento.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c7dda2e e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"c7dda2e\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-541faf8 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"541faf8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/DO01058345.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk4OTksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvRE8wMTA1ODM0NS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/DO01058345.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39899\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/DO01058345.jpg 800w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/DO01058345-500x346.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/DO01058345-768x532.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">L\u2019estrattore in rame, usato per sciogliere l\u2019aloe.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5bfcc25 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5bfcc25\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Prima di riuscire ad approfondire queste rivelazioni, siamo gi\u00e0 passati alla parte del museo dedicata alla comunicazione, che \u00e8 cospicua, variegata e avvincente tanto da farci dimenticare le nostre curiosit\u00e0 etimologiche. La Fratelli Branca \u00e8 stata tra le prime aziende italiane a investire nella pubblicit\u00e0 in tutte le sue forme traendo ispirazione da quanto era in uso soprattutto in Francia. Gi\u00e0 alla fine dell\u2019Ottocento il suo nome circolava su calendari, manifesti, placche in metallo destinate all\u2019affissione nei punti vendita, e poi, via via che i decenni passavano, anche su tipici oggetti da bar come carte da gioco, scacchiere, sottobicchieri, posaceneri, colpendo l\u2019immaginario collettivo, oggi si direbbe, con messaggi e immagini che rispecchiavano non solo il gusto estetico delle varie epoche, ma anche l\u2019evoluzione della societ\u00e0, con l\u2019aggiunta di una strizzatina d\u2019occhio a quello che evidentemente era il cliente tipo: l\u2019uomo di mondo sensibile alle belt\u00e0 dell\u2019altro sesso, lo stesso gentiluomo che in un manifesto degli anni Venti, in giacca e cappello a cilindro, sigaretta tra le labbra e aria compiaciuta, legge il giornale su una comoda <em>chaise-longue<\/em> con a fianco la bottiglia del Fernet-Branca.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-35db1b5 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"35db1b5\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1b1fdb9 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1b1fdb9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk5MDEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvY2hhaXNlLWxvbmd1ZS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"599\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39901\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue.jpg 599w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/chaise-longue-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 599px) 100vw, 599px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Manifesto pubblicitario degli anni Venti.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2026757 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2026757\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Quasi sempre le protagoniste sono giovani e attraenti e non di rado esibiscono generosamente le loro forme o perch\u00e9 poco coperte (come nel caso di un calendario del 1904 dove due sirene, che si palleggiano divertite il globo terracqueo del logo Branca, salvaguardano il pudore con strategici spruzzi di schiuma) oppure perch\u00e9 esaltate da un abbigliamento che fa vedere poco ma immaginare molto. \u00c8 questo il caso di un calendario del 1887 ambientato su un transatlantico, in cui una ragazza strizzata in un abito che ne esalta il petto generoso e il vitino da vespa accetta dal comandante un bicchierino di Fernet. In questa immagine per\u00f2 un osservatore attento e curioso coglie altri dettagli che raccontano il momento storico: le prime traversate oceaniche, ai tempi pi\u00f9 per necessit\u00e0 che per svago, con destinazione le Americhe. Le scritte sulle casse di Fernet-Branca che sul ponte fungono sia da sedile che da tavolino evocano i luoghi delle grandi emigrazioni italiane, Brasile, New York, Sidney, Buenos Aires, ma indicano anche l\u2019effervescenza delle esportazioni del prodotto sottolineandone il successo mondiale.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9d8286e e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"9d8286e\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5eeaf47 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"5eeaf47\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/calendario-1887.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk5MDMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvY2FsZW5kYXJpby0xODg3LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"502\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/calendario-1887.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39903\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/calendario-1887.jpg 502w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/calendario-1887-349x500.jpg 349w\" sizes=\"(max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Calendario pubblicitario del 1887.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5fa70b5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5fa70b5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>E che dire del calendario dell\u2019anno precedente (1886) in cui una bersagliera, anche lei dal fiero d\u00e9coll\u00e9te, offre il Fernet-Branca a un nativo africano con tanto di barbuto musulmano sullo sfondo? Era appena iniziato il fenomeno del colonialismo italiano con l\u2019acquisto dei porti di Assab e Massaua e tutto, in quel bozzetto, rimanda alla visione che la gente \u201ccomune\u201d aveva di quei luoghi lontani e delle genti che li abitavano.<\/p><p>Molti dei manifesti dei primi del Novecento hanno firme illustri: Dudovich (che gi\u00e0 parla a un pubblico diverso, quello delle famiglie, con la bella governante che, di ritorno dagli acquisti quotidiani, reca nel cestino la bottiglia di Fernet), Jean d\u2019Ylen, Leopoldo Metlicovitz (autore del celeberrimo logo aziendale), Maga (che firma uno dei manifesti pi\u00f9 divertenti, un coccodrillo reduce da un cospicuo pasto che con aria di giubilo innalza al cielo la bottiglia di Fernet-Branca, certezza di una buona digestione). A raccogliere la loro eredit\u00e0 sar\u00e0, dagli anni Quaranta, Armando Testa, le cui pubblicit\u00e0 per il marchio Carpano colpiscono per intelligente ironia e raffinatezza grafica. Sar\u00e0 sempre lui a creare nel 1960 l\u2019ancora modernissimo logo del Punt e mes: un\u2019emisfera sovrastata da una sfera intera dello stesso diametro (un punto e mezzo, appunto, e mi si perdoni il bisticcio di parole), entrambe del medesimo rosso aranciato dello storico aperitivo. Proprio l\u2019origine del nome di questo prodotto \u00e8 al centro di un simpatico aneddoto. Siamo nel 1870, nella bottega torinese, in piazza Castello, della Carpano, affollata come al solito di professionisti e personaggi \u201cin vista\u201d della citt\u00e0. Uno dei clienti, di mestiere agente di borsa, sta discutendo animatamente di titoli e nella foga ordina il consueto vermouth che questa volta per\u00f2 vuole corretto con un po\u2019 di china e soprappensiero lo fa con il linguaggio del suo lavoro: un <em>punt e mes<\/em>, in torinese, un punto (di amaro) e mezzo (di dolce). Non solo la frase diventer\u00e0 popolare tra gli habitu\u00e9 della bottega, ma sar\u00e0 presto seguita da un gesto leggendario: il pollice alzato seguito da una linea orizzontale tracciata nell\u2019aria. Era nato uno dei prodotti pi\u00f9 longevi e famosi della Casa. <\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-de664f0 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"de664f0\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-df0db4a elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"df0db4a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Alligatore-firmato-MAGA-1922.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk5MDUsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvQWxsaWdhdG9yZS1maXJtYXRvLU1BR0EtMTkyMi5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"502\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Alligatore-firmato-MAGA-1922.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39905\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Alligatore-firmato-MAGA-1922.jpg 502w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Alligatore-firmato-MAGA-1922-349x500.jpg 349w\" sizes=\"(max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Uno dei pi\u00f9 divertenti manifesti pubblicitari del Fernet-Branca, a firma MAGA.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1db708c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1db708c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>La stessa creativit\u00e0 si ritrova anche negli spot televisivi che oggi vengono citati nelle tesi degli studenti universitari che studiano comunicazione e che affollano il Museo perch\u00e9, dice Ponzano \u201cnon si inventa nulla, basta guardare al passato\u201d. Negli anni Sessanta ci saranno le figurine in plastilina dell\u2019artista giapponese Fusako Yusaki, che metamorfosano e trasmutano da una forma all\u2019altra grazie alla tecnica della <em>claymation<\/em>, negli anni Ottanta avremo la solennit\u00e0 maestosa del volo d\u2019aquila sopra monti e vallate, per arrivare al blocco di ghiaccio scolpito a colpi di martello fino a trasformarlo in un bicchiere per il Brancamenta (Brrr\u2026 Brancamenta). Lo stesso bicchiere che si ritrova nel museo: nella realt\u00e0 \u00e8 in vetro, per ricreare l\u2019effetto del ghiaccio che si frantumava erano stati applicati dei pezzetti di vetro con un semplice biadesivo in modo che bastasse il tocco con lo scalpello per farli \u201csaltare\u201d.<\/p><p>Forse non ci si pensa, ma \u00e8 sempre comunicazione aziendale, e ai massimi livelli, la Torre Branca, che dall\u2019alto dei suoi 108 abbondanti metri di altezza domina il Parco Sempione e l\u2019intera citt\u00e0 di Milano. Contrariamente a quello che si crede, non venne commissionata dalle Distillerie Branca e nemmeno si chiamava cos\u00ec all\u2019inizio. Il suo nome era invece Torre Littoria, con un\u2019aggettivazione che la inquadra facilmente dal punto di vista temporale. La sua progettazione venne infatti affidata a Gi\u00f2 Ponti su precisa volont\u00e0 di Mussolini, nel 1932, in vista dell\u2019inaugurazione della V Triennale che si sarebbe tenuta di l\u00ec a un anno. L\u2019intenzione era quella di innalzare un faro che con la sua \u201clanterna\u201d avrebbe indicato la posizione del Palazzo dell\u2019Arte, sede dell\u2019esposizione. Dopo pochi mesi dall\u2019inizio dei lavori era gi\u00e0 finita, inaugurata nel giugno 1933, esile ed elegante struttura interamente in tubi Dalmine (dono della Dalmine stessa) con alla sommit\u00e0 un piccolo bar che poteva ospitare una ventina di persone. Diventata in seguito la Torre del Parco Sempione, negli anni Cinquanta-Sessanta venne utilizzata dalla RAI, ma gi\u00e0 alla fine anni Sessanta versava in condizioni critiche che culminarono con la dichiarazione di inagibilit\u00e0 nel 1972, triste epilogo per questa nostrana tour eiffel la cui altezza era stata fissata dal duce in persona perch\u00e9 non superasse la Madonnina del Duomo! Ma la riscossa era dietro l\u2019angolo. Nel 1985 la F.lli Branca Distillerie sigla con il Comune di Milano, di cui \u00e8 propriet\u00e0, la concessione per il restauro e l\u2019utilizzo in esclusiva e nel 2002 la riapre al pubblico in omaggio alla citt\u00e0. L\u2019apprezzamento dei milanesi, e non solo, da allora non \u00e8 mai scemato: nei weekend il numero delle visite sfiora il migliaio, con cinque persone alla volta che guadagnano con l\u2019ascensore la sommit\u00e0 con il locale panoramico da cui si gode un\u2019impagabile vista a 360 gradi per sei straordinari minuti, che \u00e8 il tempo consentito per la sosta. Il bar in cima non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma alla base \u00e8 stato realizzato uno dei luoghi pi\u00f9 famosi della movida della citt\u00e0, il JustMi. \u00a0<\/p><p>Dal linguaggio del design e dell\u2019architettura a quello dell\u2019arte. Nel 2015, in occasione del suo 170\u00b0 compleanno, la Branca ha incaricato gli street artist italiani, gli Orticanoodles (il nome rimanda al quartiere milanese, l\u2019Ortica, da dove \u00e8 partita la loro avventura artistica), di decorare con un murale la ciminiera dello stabilimento, la prima street art verticale: un intrico, alto 55 metri, di foglie, bottiglie e immagini iconiche che rimandano al marchio, realizzato con una tecnica antica, quello dello spolvero, a sottolineare l\u2019importanza della Storia per la Casa (non a caso. \u201c<em>Novare Serbando<\/em>\u201d, innovare conservando, \u00e8 il suo motto). E con una particolarit\u00e0: alla base della struttura sono dipinte le radici della ciminiera e i dipendenti sono stati coinvolti firmandole, quasi a sancire un legame di affetto e di intenzioni che dal passato si proietta nel futuro. Dall\u2019altra parte dell\u2019oceano, in Argentina, invece l\u2019azienda \u00e8 promotrice di un concorso annuale destinato ai giovani artisti argentini che si cimentano con l\u2019ideazione di un manifesto pubblicitario del Fernet-Branca, chiaro rimando alle r\u00e9clame delle origini. <\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-76068d6 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"76068d6\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-255bf86 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"255bf86\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Ciminiera.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6Mzk5MDcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDIzXC8wN1wvQ2ltaW5pZXJhLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"542\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Ciminiera.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-39907\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Ciminiera.jpg 800w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Ciminiera-500x339.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Ciminiera-768x520.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Un\u2019opera di street art sulla ciminiera delle Distilleria: \u00e8 stata realizzata in occasione del 170\u00b0 compleanno dell\u2019azienda.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f773a9e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f773a9e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Il percorso si chiude con una serie di vetrine che espongono sia i prodotti delle Distillerie lungo l\u2019arco della loro storia sia, ed \u00e8 questo il momento forse pi\u00f9 divertente, i fake. Il fatto \u00e8 che il Fernet-Branca \u00e8 imitatissimo, non tanto negli ingredienti che, come abbiamo visto, sono in parte segreti \u2013 e onestamente basta un sorso per smascherare la \u201cpatacca\u201d \u2013 quanto nella forma delle bottiglie e nelle etichette con il chiaro intento di indurre il consumatore a un acquisto che si riveler\u00e0 poi erroneo. A volte la grossolanit\u00e0 nell\u2019imitazione \u00e8 tale da strappare un sorriso e anche qualche risata. E anche in questo caso Ponzano ha pronto un aneddoto: un giorno arriva da parte di Lamberto Gancia una bottiglia del fernet prodotto dalla sua azienda (peraltro prodotto serissimo e anch\u2019esso storico) accompagnata da un biglietto: \u201cMetti anche il mio fernet nei \u201ctarocchi\u201d.<\/p><p>A dire la verit\u00e0 un po\u2019 ce lo aspettavamo, ma quando ci viene concesso di dare un\u2019occhiata alle cantine, l\u2019emozione \u00e8 comunque grande. Scendiamo nel <em>sancta sanctorum<\/em> della fabbrica dove il Fernet-Branca matura per un anno e lo Stravecchio invecchia per tre. Quasi 400 gigantesche botti in legno di rovere perfettamente allineate a perdita d\u2019occhio, in un\u2019atmosfera solenne, carica di un silenzio da cattedrale che serve, ci immaginiamo, a non disturbare i lunghi sonni dei distillati.<\/p><p>Prima di uscire un flash: allora, quale delle tre possibili origini del nome Fernet \u00e8 quella vera? Ponzano ride agitando la mano in segno di saluto \u201cMa quella che volete, quella che pi\u00f9 vi piace\u201d.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2018fb3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2018fb3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><em><span style=\"color: #7a7a7a;\">Tutte le foto sono su gentile concessione delle Distillerie Fratelli Branca.<\/span><\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa qual \u00e8 l\u2019origine del nome Fernet?\u201d La domanda non sar\u00e0 originale, ma la curiosit\u00e0 \u00e8 genuina. Lo sguardo di Marco Ponzano brilla divertito dietro gli occhiali: \u201cMe lo chiedono sempre. Lo scoprirete cammin facendo\u201d. Il cammino che ci attende \u00e8 quello che si snoda lungo le sale della Collezione Branca, di cui Ponzano \u00e8 non solo il responsabile, ma anche forse qualcosa di pi\u00f9, una sorta di padre putativo: \u201cNel 1995 ero Responsabile della Comunicazione dell\u2019azienda. Era da tempo che mi dicevo che avrei voluto fare qualcosa di veramente innovativo, diverso dalle r\u00e9clame a mezzo stampa e dagli spot trasmessi per TV o ai comunicati radio. Non volevo farmi sfuggire le persone, volevo che ricevessero il nostro messaggio di qualit\u00e0, naturalit\u00e0, continuit\u00e0 storica. Questo museo \u00e8 stato la risposta\u201d.<\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":39890,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[233],"tags":[223],"class_list":["post-39887","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-heritage","tag-223"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.3 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Tre Pezzi Iconici: #MUSEO COLLEZIONE BRANCA<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u201cMa qual \u00e8 l\u2019origine del nome Fernet?\u201d Marco Ponzano: \u201cMe lo chiedono sempre. 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