{"id":42466,"date":"2024-05-30T11:53:40","date_gmt":"2024-05-30T09:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=42466"},"modified":"2025-03-25T14:36:07","modified_gmt":"2025-03-25T13:36:07","slug":"il-cuor-business-la-sostenibilita-secondo-carolina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/il-cuor-business-la-sostenibilita-secondo-carolina\/","title":{"rendered":"Il \u00abCuor Business\u00bb: la sostenibilit\u00e0 secondo Carolina"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"42466\" class=\"elementor elementor-42466\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-659b97c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"659b97c\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-41cc4fb\" data-id=\"41cc4fb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8c421d5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8c421d5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Heritage al femminile: Workout magazine incontra Carolina de Miranda di ORI Martin S.p.A.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-deccca2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"deccca2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Facile che il nome <em>xkcd<\/em> non vi dica nulla. Non \u00e8 un acronimo n\u00e9 un simbolo chimico e nemmeno l\u2019appellativo di qualche remoto corpo celeste: \u00e8 invece il titolo di un <em>webcomic<\/em> creato da un tipo simpaticamente bizzarro, Randall Munroe, che si presenta cos\u00ec nel suo sito (ammetterete che sia abbastanza inquietante): \u00abMi sono laureato in fisica alla CNU (Christopher Newport University <em>n.d.r.)<\/em>. Prima di dar vita a <em>xkcd<\/em>, lavoravo nel campo della robotica al NASA Langley Research Center in Virginia. Dal giugno 2007 vivo in Massachusetts. Nel tempo libero mi \u201carrampico\u201d su oggetti e concetti, apro porte strane e frequento i <em>goth club<\/em> vestendomi come quelli della mia confraternita e sentendomi cos\u00ec terribilmente a disagio. Alle feste della confraternita faccio esattamente il contrario\u00bb. Nel 2005 Randall ha cominciato a mettere in rete i suoi fumetti nei quali utilizza la matematica, la statistica e l\u2019informatica per parlare della vita e della societ\u00e0 con una buona dose di umorismo, ma anche, non di rado, in modo graffiante.<br \/>Bene, qualche anno fa circolava su Internet una sua vignetta, un grafico cartesiano che analizzava la frequenza di utilizzo dell\u2019aggettivo \u00absostenibile\u00bb nei testi in lingua inglese, espressa in percentuale sulla globalit\u00e0 delle parole. Si partiva dal 1960, si arrivava ai giorni nostri e si ipotizzava lo stesso andamento incrementale per il futuro. Cos\u00ec costruito, il grafico mostra che nel 2036 l\u2019aggettivo comparir\u00e0 in media una volta a pagina, nel 2061 una volta per frase per arrivare al 2109 in cui l\u2019inglese sar\u00e0 costituito dal solo aggettivo \u00absostenibile\u00bb ripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.<\/p><p>\u00c8 un paradosso naturalmente, ma interrogatevi: vi ha fatto pi\u00f9 ridere o pi\u00f9 riflettere? Se la vostra reazione \u00e8 del secondo tipo, vi voglio fornire un altro dato interessante. 2020: nel mondo in piena pandemia di Covid, con i media praticamente incentrati solo su questo tema, la parola \u00absostenibilit\u00e0\u00bb, secondo il Global Language Monitor (una societ\u00e0 americana che analizza i <em>trend<\/em> nella lingua inglese), occupava il decimo posto nel ranking delle parole pi\u00f9 usate al mondo quell\u2019anno. Niente male no?<br \/>Oggi la parola pare essere retrocessa di qualche posizione, ma \u00e8 indiscutibile che <strong>delle tematiche ESG (Environmental, Social, Governance) che esprimono l\u2019impegno in termini di \u00absostenibilit\u00e0\u00bb di un\u2019impresa o di un\u2019organizzazione si parla ormai moltissimo e che esse sono oggetto di un\u2019attenzione crescente da parte delle aziende<\/strong> che sanno che il raggiungimento di taluni obiettivi si pu\u00f2 tradurre in un vantaggio competitivo o che, viceversa, la povert\u00e0 di visione in questi campi, pu\u00f2 determinare un rifiuto pi\u00f9 o meno marcato da parte del mercato. Senza contare che dal 2025 il bilancio di sostenibilit\u00e0 diventer\u00e0 obbligatorio per le grandi imprese e questa imposizione si estender\u00e0 successivamente anche alle PMI quotate.<\/p><p>Volete ulteriori evidenze? Si possono trarre dal Global ESG Monitor 2023 di Sec Newgate, gruppo globale di comunicazione strategica. Il 53% del campione intervistato (circa 12.000 persone sparse su 12 Paesi del mondo) si dichiara a conoscenza e interessato alle tematiche ESG con il 67% di esso che posiziona il proprio coinvolgimento al settimo posto in un ranking da 1 a 10 (l\u2019incremento \u00e8 dell\u201911% rispetto al 2022), il che impatta inevitabilmente su una serie di scelte individuali, da ci\u00f2 che si mangia alla tipologia e al brand dei prodotti acquistati e addirittura all\u2019impresa per cui si accetta di lavorare. Non solo: il 77% ritiene che per le aziende sia importante agire in questi campi e il 45% dichiara che si aspetta di pagare di pi\u00f9 un prodotto di quelle imprese che hanno pi\u00f9 forti <em>performance<\/em> in campo ESG (affermazione interessante ma ambigua: quelle persone se l\u2019aspettano e perci\u00f2 l\u2019accetterebbero di buon grado oppure l\u2019affermazione va a braccetto con una buona dose di rassegnazione? Non \u00e8 dato saperlo), fermo restando che la componente principale di quest\u2019ultimo gruppo \u00e8 rappresentata dai Millennials e dalla GenZ e comunque \u00e8 caratterizzata da un titolo di studio pi\u00f9 alto.<\/p><p>Quelli citati sono solo alcuni punti di una ricerca che evidenzia bene quanto sia importante per un\u2019impresa non solo pensare in termini globali all\u2019impatto delle proprie azioni sul nostro pianeta (per esempio alla decarbonizzazione) ma anche essere allineata ai valori e ai bisogni, in termini di sostenibilit\u00e0, della comunit\u00e0 locale la cui prossimit\u00e0 implica una valutazione e un giudizio continui nel tempo. <strong>Questo \u00e8 il motivo del sempre pi\u00f9 frequente ricorso da parte delle aziende a figure come il Sustainability Manager il cui compito \u00e8 proprio quello di fare da ponte tra l\u2019ovvia ricerca del profitto e l\u2019adesione a modelli di comportamento che tengano conto dell\u2019impatto sociale ambientale dell\u2019impresa a 360 gradi.<br \/><\/strong>\u00c8 il ruolo di Carolina de Miranda, quarta generazione di ORI MARTIN, colosso bresciano degli acciai speciali che comprende 11 aziende, ha nel suo organico 1.200 dipendenti con un fatturato di 650 milioni di euro e nelle sue molteplici iniziative a favore del territorio ha messo le persone al centro: \u00ab\u00c8 il nostro \u201ccuor business\u201d \u2013 dice Carolina \u2013 ma \u00e8 naturale perch\u00e9 noi abbiamo qui le nostre radici, siamo legati a questa terra, non siamo un\u2019azienda di servizi nata cinque anni fa a Londra, abbiamo una storia che conta ormai novant\u2019anni e nella quale la nostra famiglia ha sempre guardato non solo all\u2019azienda, ma anche a quello che la circonda\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-62e99f8 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"62e99f8\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3b5a44a elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"3b5a44a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_drone.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0NzEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvb3JpX2Ryb25lLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_drone.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42471\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_drone.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_drone-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_drone-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Foto aerea dello stabilimento ORI Martin a Brescia.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e257017 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e257017\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Cominciamo dal nome. Che si pronuncia Mart\u00e8n perch\u00e9 non \u00e8 veneto, \u00e8 francese o meglio belga: <strong>Oger Martin, fondatore dell\u2019azienda nonch\u00e9 bisnonno di Carolina, era infatti di Liegi<\/strong>. Ingegnere, nel 1911 arriva a Brescia a ventun anni con l\u2019incarico, da parte dell\u2019azienda meccanica per cui lavora, di esplorare il mercato italiano. Qui si fermer\u00e0: conosce Lorenzo Ferretti e con lui fonda la Ferretti&amp;Martin, che con una quindicina di operai fabbrica attrezzi agricoli a partire dal ferro recuperato da rotaie in disuso. Un\u2019attivit\u00e0 poco pi\u00f9 che artigianale, che per la produzione si avvale di un maglio alimentato dal fiume Grande. Nel 1940, con il Paese appena entrato in guerra, il grande salto: i due soci rilevano fabbrica e marchio della O.R.I. (Officine Riunite Italiane) che a sua volta era nata agli inizi del Novecento dalla fusione tra le ditte \u00abCeschina, Busi e C.\u00bb e \u00abIng. Conti e C.\u00bb. La O.R.I. a suo tempo realizzava turbine, ma non solo, anche presse, pompe, magli, macchine per pastifici e mulini (soprattutto quest\u2019ultimo segmento era prospero nel settore delle esportazioni), occupava un gigantesco stabilimento che all\u2019epoca era all\u2019avanguardia per attrezzature e capacit\u00e0 di far fronte alle commesse pi\u00f9 impegnative e aveva nello stesso Giovanni Conti, classica figura di imprenditore ottocentesco dedito anche all\u2019associazionismo, il direttore amministrativo. Come spesso accade \u00e8 la casualit\u00e0, questa volta tragica, a cambiare il corso degli eventi. L\u2019unico figlio di Conti, che nella mente del padre avrebbe dovuto succedergli alla guida dell\u2019azienda, muore subito dopo la laurea in un incidente e questo sar\u00e0 per la O.R.I. l\u2019inizio di una parabola discendente che sfocer\u00e0 nella sua messa in liquidazione nel 1930. Dieci anni dopo l\u2019acquisto da parte di Oger Martin e Lorenzo Ferretti che vi installano un piccolo laminatoio e passata ancora una decade l\u2019impianto del primo E.A.F., il forno elettrico ad arco, che aprir\u00e0 la porta alla produzione dell\u2019acciaio a partire dal rottame, ci\u00f2 che \u00e8 rimasto nel DNA di ORI Martin ancora oggi. <strong>Il volano \u00e8 la ricostruzione post bellica che fa decollare la richiesta di tondino per cemento armato e che porter\u00e0 l\u2019azienda a ingrandirsi progressivamente, a dotarsi di forni elettrici sempre pi\u00f9 performanti, della colata continua nel 1965 e a cambiare a poco a poco i propri prodotti che oggi sono gli acciai speciali destinati essenzialmente ai settori <em>automotive<\/em> e ferroviario<\/strong>.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cc14ca8 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"cc14ca8\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-95308fc elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"95308fc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/busto-oger-martin.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0NzMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvYnVzdG8tb2dlci1tYXJ0aW4uanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/busto-oger-martin.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42473\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/busto-oger-martin.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/busto-oger-martin-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/busto-oger-martin-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Il busto commemorativo di Oger Martin nel parco San Bartolomeo, a fianco della ORI Martin di Brescia.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-028a53b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"028a53b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Una crescita impetuosa che non \u00e8 stata merito solo dell\u2019intelligenza imprenditoriale di Oger Martin, scomparso nel 1961. L\u2019azienda non sarebbe quella che oggi \u00e8 senza la figura del primo (in ordine di tempo) genero, Roberto de Miranda, nato a Napoli, carabiniere di stanza a Brescia dove conosce e sposa Camille Martin, la maggiore delle tre figlie di Oger. Carolina lo ricorda cos\u00ec: \u00abDiceva sempre che pur essendo del Sud e senza nulla togliere alla gente di l\u00e0 si sentiva pi\u00f9 bresciano per la voglia di lavorare che lo animava, quella che lo faceva alzare presto la mattina impaziente di venire in fabbrica dove conosceva tutti per nome, figli degli operai inclusi, e dove salutava tutti. Aveva una scorza ruvida, ma gli veniva riconosciuta una grandissima generosit\u00e0 che \u00e8 poi quella passata a mio padre. Sono orgogliosa di essere sua nipote. Il mio pi\u00f9 grande dispiacere \u00e8 che oggi, con le dimensioni che il Gruppo ha, non \u00e8 pi\u00f9 possibile avere quella conoscenza diretta dei dipendenti che aveva invece lui\u00bb.<br \/>Un altro genero di Oger Martin entrer\u00e0 poi in azienda: \u00e8 Walter Magri, giovane medico di Desenzano che Leontine, la seconda delle tre sorelle Martin, ha conosciuto da sfollata sul lago di Garda durante la guerra e che, alla morte del suocero, decider\u00e0 di lasciare la professione per abbracciare l\u2019attivit\u00e0 di famiglia.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4830998 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"4830998\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-01e7bc6 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"01e7bc6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Roberto-de-Miranda.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0NzUsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvUm9iZXJ0by1kZS1NaXJhbmRhLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Roberto-de-Miranda.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42475\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Roberto-de-Miranda.jpg 720w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Roberto-de-Miranda-333x500.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Roberto de Miranda, genero di Oger Martin e nonno di Carolina de Miranda.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8453ec8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8453ec8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Dunque in ORI Martin coesistono due rami parenti intrecciati, con grande affetto reciproco, ma, come talvolta accade in queste imprese \u00abdinastiche\u00bb, anche con rischio di tensioni. \u00ab\u00c8 per questo motivo che il CEO \u00e8 oggi un esterno alla famiglia<\/strong> \u2013 spiega Carolina \u2013 \u00e8 stata una scelta che facilita le decisioni e lima gli eventuali attriti\u00bb. Chiss\u00e0 se non sia stato anche il pensiero di entrare in una compagine aziendale che avrebbe potuto diventare ingombrante a spingere il padre di Carolina, Uggero de Miranda, a lavorare a lungo fuori da ORI Martin: \u00abPap\u00e0 \u00e8 stato ingegnere chimico in ASM fino a quando non sono nata io. Poi ha deciso di provare la realt\u00e0 di famiglia: forte della sua esperienza ha iniziato occupandosi di tutto il settore dell\u2019energia e oggi, oltre a essere Presidente, \u00e8 anche Direttore R&amp;D ed Energia quindi \u00e8 ancora una figura operativa\u00bb.<\/p><p>Uggero e Carolina, un rapporto padre-figlia intenso e affettuoso che non esclude per\u00f2 frizioni: \u00abDiciamo che abbiamo due caratteri e due approcci diversi per cui, soprattutto all\u2019inizio, ci scontravamo molto. Ma con il tempo e con l\u2019acquisizione di una maggior sicurezza da parte mia, le cose sono andate migliorando e oggi lui \u00e8 il mio punto di riferimento soprattutto su alcuni temi, per esempio quelli legati all\u2019ambiente, dove avverto pi\u00f9 forte in me l\u2019assenza di un <em>background<\/em> tecnico. Senza di lui su tante cose mi sentirei persa\u00bb.<br \/>Proprio un certo senso di insicurezza ha contrassegnato Carolina da giovanissima: \u00abAvevo fatto il liceo classico, ero una secchiona incredibile e amavo le lettere antiche per cui quando \u00e8 arrivato il momento di scegliere la facolt\u00e0 a cui iscrivermi, mi sembrava naturale seguire quel filone. Anche l\u2019economia era un argomento che mi interessava, ma me ne sentivo spaventata. C\u2019entrava anche il fatto di avere due fratelli pi\u00f9 grandi di me che hanno entrambi studiato in quel campo e che io percepivo cos\u00ec bravi e preparati che mi dicevo che non sarei mai stata alla loro altezza. Sono stati loro a incoraggiarmi a provare almeno il test di ammissione alla Bocconi: l\u2019ho superato brillantemente e a quel punto mi si \u00e8 aperto un mondo: cinque anni meravigliosi in cui ho fatto anche molte esperienze all\u2019estero, a Londra, Dubai, Los Angeles, Hong Kong aggiungendo ogni volta un tassello alla costruzione della mia persona\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f6f1fcc e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"f6f1fcc\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d1ad4bd elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"d1ad4bd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Uggero-e-Carolina-de-Miranda.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0NzcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvVWdnZXJvLWUtQ2Fyb2xpbmEtZGUtTWlyYW5kYS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Uggero-e-Carolina-de-Miranda.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42477\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Uggero-e-Carolina-de-Miranda.jpg 720w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Uggero-e-Carolina-de-Miranda-333x500.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Padre e figlia: Uggero e Carolina de Miranda.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3cad62f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3cad62f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Carolina si laurea e come nell\u2019allora migliore tradizione delle \u00abfanciulle in fiore\u00bb bocconiane entra nel campo della moda. Un paio d\u2019anni, giusto il tempo di capire che non fa per lei che desidera piuttosto un settore con pi\u00f9 sfumature e opportunit\u00e0: si licenzia e va in EY, \u00abdove \u2013 racconta ridendo \u2013 mi hanno uccisa di lavoro\u00bb. \u00c8 un periodo di grande crescita per Carolina, \u00e8 messa sotto una continua pressione, ma questo le fa tirare fuori il meglio di s\u00e9, lavora fino all\u2019una di notte, ma impara tantissimo e in tantissimi campi, dal manifatturiero all\u2019energia, in un ambiente giovane, dinamico, grintoso, a sua misura.<\/p><p>In lei per\u00f2 stanno nascendo esigenze diverse a cui risponde con una scelta che le cambier\u00e0 la vita: si iscrive all\u2019MBA della Bocconi e vista l\u2019impossibilit\u00e0 di conciliare un\u2019attivit\u00e0 cos\u00ec fagocitante come quella in EY con la preparazione per l\u2019ammissione, concepisce l\u2019idea di lasciare l\u2019agenzia e di entrare per qualche mese nell\u2019azienda di famiglia, \u00abin quel momento mi sentivo pronta a capire se mi sarebbe piaciuto lavorare l\u00ec\u00bb. La prima sensazione \u00e8 di panico, per usare le sue stesse parole, tutto \u00e8 diverso, a partire dall\u2019ambiente: in EY era una ragazza come tante, qui \u00e8 un\u2019azionista, le persone le si rivolgono con una cortesia formale che rasenta la deferenza e che la mette a disagio. Lavora un po\u2019 nel controllo di gestione, poi passa al commerciale e infine il padre le propone di occuparsi del bilancio di sostenibilit\u00e0: \u00abera il 2019, prima non era mai stato fatto e anche per me si trattava di un\u2019esperienza completamente nuova, ma mi sono bastate poche settimane per innamorarmi follemente di queste tematiche\u00bb. Cos\u00ec, finito l\u2019MBA, Carolina non ha pi\u00f9 dubbi: nel suo futuro ci saranno ORI Martin e la sostenibilit\u00e0.<br \/>Il 2019 rester\u00e0 un anno memorabile per Carolina anche per un altro motivo: conosce l\u2019uomo che diventer\u00e0 suo marito. E adesso che \u00e8 diventata mamma felice dice che la scelta di entrare nell\u2019impresa di famiglia e quella di sposarsi sono state le decisioni pi\u00f9 importanti della sua vita, quelle che l\u2019hanno portata a essere la donna realizzata di oggi.<\/p><p><strong>Parlandole si capisce subito che la responsabilit\u00e0 sociale \u00e8 quella pi\u00f9 vicina alla sua indole carica di positivit\u00e0 e di entusiasmo, gli stessi sentimenti che cerca di trasmettere agli altri: \u00abLa valorizzazione delle persone \u00e8 per me la chiave di tutto. Valorizzazione e attenzione nei loro confronti. Questo si traduce innanzitutto in formazione, diretta a tutti i dipendenti, pagata e svolta in orario di lavoro, perch\u00e9 lo sviluppo delle competenze significa crescita virtuosa del business\u00bb<\/strong>. 29 ore <em>pro capite<\/em> su temi sia tradizionali, ambiente, sicurezza, energia, qualit\u00e0, sia pi\u00f9 \u00abemergenti\u00bb come le <em>soft skills<\/em> che sempre pi\u00f9 sono oggetto di attenzione in tutto il mondo del lavoro. E se pensate sia cosa facile, immaginate che significa in termini di impegno organizzare corsi per pi\u00f9 di mille persone (ogni sessione accoglie non pi\u00f9 di venti partecipanti), distribuite in sedi diverse e su orari differenti\u2026<br \/><strong>In pi\u00f9, spiega Carolina, \u00ababbiamo iniziato da poco un percorso di <em>coaching<\/em> individuale, rivolto ai responsabili e a quelle persone sulla cui crescita, non solo professionale, ma anche personale, l\u2019azienda vuole investire\u00bb<\/strong>. Di questi processi fa parte la valutazione periodica delle <em>performance<\/em>, che non \u00e8 affatto il momento in cui si \u00abdanno i voti\u00bb ma \u00e8 l\u2019occasione per fare il punto della situazione su e con ciascuno, per individuarne i punti forti, eventualmente da potenziare, e gli eventuali punti deboli per trovare congiuntamente soluzioni migliorative. Ed \u00e8 anche l\u2019opportunit\u00e0 per capire cosa il dipendente si aspetta per il futuro, qual \u00e8 nella sua testa il suo <em>next step<\/em>, in un dialogo franco e costruttivo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b02547f e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"b02547f\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b39824 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"5b39824\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_prod-process.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0NzksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvb3JpX3Byb2QtcHJvY2Vzcy5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_prod-process.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42479\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_prod-process.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_prod-process-500x332.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_prod-process-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-98bb849 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"98bb849\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>I corsi di formazione non sono sempre e solo diretti ai dipendenti: alcuni sono aperti anche ai loro famigliari e trattano temi quali le vecchie e nuove dipendenze oppure l\u2019approccio al mondo giovanile e ai suoi disagi allargando cos\u00ec il concetto di elargizione di conoscenza alla comunit\u00e0. E sempre in questo filone si inscrivono i momenti informativi su argomenti legati alla salute: \u00abPer esempio di recente abbiamo ospitato un ricercatore dell\u2019AIRC che \u00e8 venuto a parlare di prevenzione dei tumori\u00bb. N\u00e9, per quanto concerne la salute, ci si ferma qua perch\u00e9 l\u2019azienda offre visite gratuite per la prevenzione dei melanomi, in aumento in Italia<strong>. E poi l\u2019attenzione per il cibo. La buona salute comincia dal piatto, \u00e8 un detto comune confermato per\u00f2 dalla medicina. Ecco perch\u00e9 Carolina ha pensato fosse giusto intervenire sull\u2019alimentazione offerta ai dipendenti e quindi sulla qualit\u00e0 dell\u2019offerta della mensa aziendale<\/strong>: \u00abNon \u00e8 stato facile perch\u00e9 da noi ci sono impiegati e operai e a questi ultimi non possiamo mica dare da mangiare un\u2019insalata. Per di pi\u00f9 siamo un\u2019azienda a ciclo continuo, lavoriamo cio\u00e8 anche di notte, e quindi bisogna cambiare i menu a seconda dei turni e degli orari. Inoltre bisogna anche guardare alle linee guida dell\u2019OMS e questo \u00e8 il motivo per cui ho voluto a tutti i costi inserire la frutta di stagione sia a fine pasto sia come spuntino\u00bb. Possibilit\u00e0 di avere a disposizione cibi integrali come pane, pasta e riso, utilizzo dell\u2019olio extravergine d\u2019oliva come condimento, meno sale nelle pietanze e almeno un piatto vegetariano al giorno rispondono alle esigenze delle nuove generazioni dei lavoratori, attente a queste tematiche.<\/p><p><strong>Il mondo degli anziani non \u00e8 rimasto estraneo alle iniziative di ORI Martin<\/strong> anche perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 un gruppo di pensionati particolarmente attivi: \u00abLi vorremmo coinvolgere nella nostra futura Academy, sia perch\u00e9 sono i depositari di conoscenze che \u00e8 giusto e bello mettere a disposizione dei lavoratori pi\u00f9 giovani sia perch\u00e9 hanno aneddoti veramente pazzeschi sulla storia e le persone di questa azienda. Anzi, li stiamo gi\u00e0 \u201cspremendo\u201d sulla figura del nonno perch\u00e9 abbiamo in cantiere un libro su di lui\u00bb. Tradizionalmente \u00e8 il Primo Maggio la \u00abGiornata dell\u2019Anziano\u00bb in ORI Martin, quando si festeggia chi ha raggiunto i dieci, venti o trent\u2019anni di lavoro. \u00c8 un momento al quale vengono invitate anche le famiglie dei dipendenti con la possibilit\u00e0 di visitare lo stabilimento, un\u2019esperienza sempre entusiasmante per i bambini. Ma la terza et\u00e0 purtroppo implica anche l\u2019insorgenza dei declini cognitivi che \u00e8 opportuno intercettare fin dal loro primissimo esordio. Ecco il perch\u00e9 del progetto <em>Train the Brain<\/em>, indirizzato agli ex dipendenti, che prevede colloqui individuali con un neuropsicologo al fine di valutare e monitorare l\u2019efficienza cognitiva dei partecipanti.<\/p><p>E il mondo femminile? <strong>In ORI Martin di donne ce ne sono proprio pochine: il 6-7% dei dipendenti dell\u2019intero Gruppo, valore peraltro allineato con quello delle altre aziende che \u00abtrattano\u00bb metallo. Ma non \u00e8 frutto di discriminazione. \u00abIl fatto \u00e8 \u2013 sostiene Carolina \u2013 che il mondo dell\u2019acciaio \u00e8 ancora sinonimo, per come \u00e8 visto all\u2019esterno, di fabbrica, di luogo brutto, buio, sporco, di lavoro pesante, insomma un ambiente che difficilmente risulta attrattivo per il mondo femminile<\/strong>. Tant\u2019\u00e8 che quando dico che lavoro in un\u2019acciaieria rimangono tutti a bocca aperta: stupore assoluto. E invece bisognerebbe far capire che qui ci sono moltissimi ruoli, dalla sostenibilit\u00e0 al marketing, al commerciale\u00bb. C\u2019entra senz\u2019altro anche la radicata diffidenza femminile nei confronti delle materie STEM, un atteggiamento che, secondo Carolina, nasce da stereotipi di genere e preconcetti culturali interiorizzati dalle donne che fa loro dire: non \u00e8 per me. E che va sradicato fin dai primi anni di scuola: \u00abA settembre inizieremo, insieme all\u2019Associazione Chirone, un progetto destinato agli alunni delle elementari in cui, in maniera giocosa e divertente, spiegheremo che cosa fa un\u2019azienda manifatturiera, che cos\u2019\u00e8 l\u2019acciaio, dove lo si produce e cos\u00ec via, arrivando a parlare anche della nostra realt\u00e0\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-17ab0cd e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"17ab0cd\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-43fa485 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"43fa485\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_facility-process3.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0ODEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvb3JpX2ZhY2lsaXR5LXByb2Nlc3MzLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_facility-process3.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42481\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_facility-process3.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_facility-process3-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori_facility-process3-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4284976 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4284976\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>\u00abSiamo in poche a lavorare nell\u2019acciaio \u2013 continua Carolina \u2013 ed \u00e8 per questo motivo che anni fa ho accolto con entusiasmo l\u2019invito di Francesca Morandi, fondatrice di Siderweb, ad aderire a una community che gi\u00e0 dal titolo \u00e8 un manifesto: <em>Acciaio al femminile<\/em><\/strong>. Le prime riunioni sono avvenute su piattaforma perch\u00e9 eravamo al tempo del <em>lockdown<\/em>, ma fin da subito ho trovato bellissimo potersi confrontare apertamente tra noi, raccontarci le reciproche esperienze, condividere dubbi, chiedere consiglio in un mondo che di norma \u00e8 molto maschile, \u201cduro e puro\u201d. Anche se le cose stanno un po\u2019 cambiando e oggi non mi capiterebbe pi\u00f9 di sentirmi dire, come \u00e8 accaduto nel corso del mio primo anno in azienda, che sarebbe stato meglio che non fossi io a parlare in un video sul progetto I-Recovery (di cui parleremo a breve <em>ndr<\/em>) perch\u00e9 non sarei stata credibile\u00bb. Lo stesso modello Carolina l\u2019ha esportato all\u2019interno del piccolo gruppo di donne dell\u2019azienda promuovendo momenti conviviali, pranzi e colazioni, che sono anche un\u2019occasione per capire eventuali criticit\u00e0 e gestirle in un clima rilassato e amicale: \u00abLa prima volta si sono tutte messe in un angolo, si capisce, mi vedevano come l\u2019azionista, un po\u2019 di diffidenza c\u2019era, ma adesso mi danno quasi tutte del tu\u00bb e si vede che \u00e8 contenta di questo nuovo modo di relazionarsi. Merito anche di un\u2019empatia che le viene naturale, ma che per lei \u00e8 una caratteristica tipica della leadership al femminile: \u00abNoi donne siamo capaci di modificare il nostro approccio a seconda di chi abbiamo davanti, cosa che agli uomini non risulta cos\u00ec facile, anche perch\u00e9 tendono sempre in qualche modo a voler primeggiare e a imporsi. Mio padre \u00e8 un\u2019eccezione a questa regola, lui non \u00e8 per niente cos\u00ec\u00bb<br \/><strong>Va detto che in ORI Martin vige l\u2019assoluta parit\u00e0 di genere <\/strong>in termini di retribuzione e opportunit\u00e0 di carriera, lo <em>smartworking<\/em> \u00e8 concesso a entrambi i sessi, sia pure su decisione dei singoli responsabili e a seconda degli ambiti lavorativi, e il cosiddetto \u00abbonus beb\u00e8\u00bb di 3.000 euro viene erogato a ogni collaboratore o collaboratrice che diventa genitore. Tuttavia Carolina \u00e8 determinata ad aumentare il numero delle donne in organico e va letta in questa ottica la collaborazione con Women at Business, un\u2019associazione che si prefigge di valorizzare il lavoro femminile e che ha messo a disposizione di ORI Martin la propria piattaforma ricca di ben 7.000 profili di lavoratrici.<\/p><p>La parte <em>Environmental <\/em>del Bilancio di Sostenibilit\u00e0 di ORI Martin \u00e8 altrettanto ricca di iniziative e progetti, alcuni dei quali veri e propri fiori all\u2019occhiello dell\u2019azienda. <strong>\u00c8 il caso di I-Recovery che recupera la grande quantit\u00e0 di calore prodotto dall\u2019attivit\u00e0 dell\u2019acciaieria convertendolo in vapore che viene immagazzinato e poi trasformato in energia termica da destinare al teleriscaldamento di Brescia oppure, per mezzo di una turbina ORC, in energia elettrica, che in parte \u00e8 utilizzata dall\u2019azienda stessa e in parte ceduta alla citt\u00e0<\/strong>. E non stiamo parlando di piccoli numeri: con questo progetto che ha richiesto la costruzione di un impianto <em>ad hoc<\/em> viene coperto durante tutto l\u2019inverno il fabbisogno di calore di ben 2.000 famiglie, mentre d\u2019estate si riforniscono 700 famiglie. Senza dimenticare che cos\u00ec si riduce considerevolmente la dispersione del calore nell\u2019atmosfera. \u00abQuesto \u2013 dice Carolina \u2013 \u00e8 il nostro modo di pensare alla sostenibilit\u00e0: fare qualcosa che apporti vantaggi contemporaneamente alla collettivit\u00e0 e a noi\u00bb.<br \/><strong>Tra l\u2019altro ad I-Recovery \u00e8 stato da pochissimo affiancato il progetto Heatleap, che si basa sempre sul recupero del calore, ma dall\u2019acqua dei forni: entrambi i progetti sono stati finanziati dall\u2019Unione Europea e vedono la partecipazione di altre grandi realt\u00e0 come Tenova, Turboden e A2A.<\/strong><\/p><p>Al pari di altre aziende \u00abdi livello\u00bb, <strong>anche ORI Martin si \u00e8 data obiettivi sfidanti sul tema della riduzione delle emissioni dei gas serra nell\u2019atmosfera: -30% entro il 2030 con l\u2019obiettivo futuribile di produrre un acciaio totalmente <em>green<\/em>, cio\u00e8 a zero emissioni<\/strong>. Le leve per raggiungere questi risultati si basano essenzialmente su una maggiore efficienza energetica dei processi con conseguente riduzione dei consumi di combustibili fossili e di elettricit\u00e0 e la sostituzione progressiva dei primi con soluzioni pi\u00f9 ecologiche. Il ricorso a fonti energetiche rinnovabili completa il quadro.<br \/><strong>Analoga grande attenzione \u00e8 posta su tutti i possibili tipi di impatto ambientale: dai rifiuti (le scorie generate durante il processo di fusione del rottame e la scaglia prodotta invece durante il raffreddamento e la laminazione delle billette), che vengono indirizzati a reimpieghi di vario tipo, all\u2019acqua che viene riciclata attraverso impianti di depurazione e ricircolo, alle emissioni di fumi monitorati e gestiti con speciali sistemi di filtri al rumore che viene contenuto da strutture isolanti:<\/strong> \u00abBisogna anche ricordare che ORI Martin a Brescia \u00e8 collocata in area residenziale \u2013 spiega Carolina \u2013 il che ci pone ulteriori scrupoli quando pensiamo al nostro impatto. Proprio per questo abbiamo istituito una procedura di ascolto degli abitanti del quartiere che ci segnalano qualunque problema riconducibile all\u2019attivit\u00e0 dello stabilimento in modo che noi si possa intervenire per risolverlo o migliorarlo\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e7197d9 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e7197d9\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-25f8279 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"25f8279\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori-aree-reparti-a1_00749.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDI0ODMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI0XC8wNVwvb3JpLWFyZWUtcmVwYXJ0aS1hMV8wMDc0OS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori-aree-reparti-a1_00749.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-42483\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori-aree-reparti-a1_00749.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori-aree-reparti-a1_00749-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ori-aree-reparti-a1_00749-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Un altro scorcio dello stabilimento ORI Martin di Brescia.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f91bf29 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f91bf29\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Gli aspetti relativi all\u2019ambiente restano, a parere di Carolina, i pi\u00f9 difficili da affrontare, anche sul piano relazionale esterno e interno. Cominciamo dall\u2019esterno, dai clienti: \u00abRiceviamo fortissime pressioni da parte loro che vanno molto al di l\u00e0 delle certificazioni, che abbiamo ma non bastano pi\u00f9. Ci mandano questionari in cui chiedono i nostri piani sulla sostenibilit\u00e0 a cinque e anche dieci anni, e che non sono interlocutori, sono veri e propri impegni che se non rispetti ti fanno depennare dalla lista dei loro fornitori. Il fatto \u00e8 che alcuni sono veramente <em>demanding<\/em>, tali da mettere a rischio la nostra competitivit\u00e0 oppure obbligarci a cambiamenti drastici in un arco temporale troppo ristretto. Il tema qual \u00e8? Che i nostri competitor francesi o tedeschi, che utilizzano ancora il carbone come combustibile, sono facilitati perch\u00e9 \u00e8 sufficiente che passino al forno elettrico per vedersi dimezzate le emissioni. Per noi invece \u00e8 molto pi\u00f9 complicato. Diciamo che la nostra strada \u00e8 la concretezza, comunichiamo quelle iniziative che effettivamente riusciremo a \u201cmettere a terra\u201d, non per inseguire i concorrenti\u00bb.<br \/><strong>Riguardo all\u2019interno il problema \u00e8 trasmettere a tutti i livelli, dal vertice alla base, la cultura della sostenibilit\u00e0<\/strong> e in un\u2019azienda dalla forte storicit\u00e0 le resistenze possono essere anche molto tenaci: \u00abD\u2019altro canto le persone a volte fanno fatica a comprendere e accettare che si debbano cambiare processi, a volte con strascichi sugli orari, sull\u2019organizzazione, se fino a poco prima questi stessi processi andavano benissimo. Bisogna comunicare e comunicare, spiegare che certi cambiamenti sono per il bene di tutti e magari andare anche a utilizzare degli MBO specifici legati alla sostenibilit\u00e0\u00bb.<\/p><p><strong>Nel 2023 Carolina ha vinto il premio <em>She made a difference<\/em>,<\/strong> un riconoscimento istituito da EWMD \u2013 European Women\u2019s Management Development \u2013 che dal 2008 ogni anno premia una donna che con la sua professione contribuisce ad abbattere stereotipi e barriere di ogni tipo nei confronti del mondo femminile. La domanda \u00e8 di prammatica: in che cosa Carolina pensa di aver fatto la differenza? \u00abSono entrata in azienda senza interpretare ruoli o voler imitare qualcuno, semplicemente con il mio modo di essere. E ho voluto porre la mia attenzione su tanti aspetti, anche piccoli, della quotidianit\u00e0 qui dentro creando un ambiente di lavoro che ritengo oggi pi\u00f9 accogliente, pi\u00f9 inclusivo e talvolta anche pi\u00f9 rispettoso. Noi siamo una S.p.A., dobbiamo produrre, ma il profitto pu\u00f2 essere perseguito anche in modo diverso. Ed \u00e8 quello che cerco di fare tutti i giorni con sforzo e a volta con fatica, ma che mi porta tanta felicit\u00e0 e orgoglio\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facile che il nome xkcd non vi dica nulla. Non \u00e8 un acronimo n\u00e9 un simbolo chimico e nemmeno l\u2019appellativo di qualche remoto corpo celeste: \u00e8 invece il titolo di un webcomic creato da un tipo simpaticamente bizzarro, Randall Munroe, che si presenta cos\u00ec nel suo sito (ammetterete che sia abbastanza inquietante): \u00abMi sono laureato in fisica alla CNU (Christopher Newport University n.d.r.). <\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":42498,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[233],"tags":[223],"class_list":["post-42466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-heritage","tag-223"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il \u00abCuor Business\u00bb: la sostenibilit\u00e0 secondo Carolina - Studio Chiesa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In ORI Martin coesistono due rami parenti intrecciati, con grande affetto reciproco, ma, anche con rischio di tensioni.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/il-cuor-business-la-sostenibilita-secondo-carolina\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il \u00abCuor Business\u00bb: la sostenibilit\u00e0 secondo Carolina - 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