{"id":44434,"date":"2025-03-26T11:50:41","date_gmt":"2025-03-26T10:50:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=44434"},"modified":"2025-03-26T12:43:57","modified_gmt":"2025-03-26T11:43:57","slug":"women-in-plastics","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/women-in-plastics\/","title":{"rendered":"Women in plastics"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"44434\" class=\"elementor elementor-44434\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b96b17 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5b96b17\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4468652 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4468652\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Workout magazine incontra Miriam Olivi, Presidente dell\u2019associazione <em>Women in Plastics Italy<\/em><\/strong><\/p><p>Donne nella plastica, anzi \u00abnelle materie plastiche\u00bb per essere precisi, perch\u00e9 il termine \u2013 generico \u2013 raccoglie sotto di s\u00e9 parecchi tipi diversi di polimeri che differiscono moltissimo per propriet\u00e0 e caratteristiche pur essendo oggi tutti accumunati \u2013 e ne parleremo \u2013 da un diffuso stigma sociale.<br \/>Bene, di queste donne ve ne vorrei innanzitutto presentare una. Si chiamava Brownie Wise ed era nata nel 1913 in Georgia da una famiglia modesta \u2013 padre idraulico e madre cappellaia \u2013 che si sfasci\u00f2 presto. Il padre scomparve perci\u00f2 dalla vita di Brownie quando lei era ancora una bambina, ma anche la madre fu una grande assente perch\u00e9, lavorando per il sindacato della categoria, era perennemente itinerante da uno Stato all\u2019altro. Brownie crescer\u00e0 sotto l\u2019ala protettrice di una zia sarta, frequentando la scuola con poco interesse \u2013 verr\u00e0 un po\u2019 impietosamente descritta come pi\u00f9 attenta alla moda e ai primi <em>flirt<\/em> che non alle materie di studio \u2013 ma buon profitto a conferma di un\u2019intelligenza pronta e intuitiva che sar\u00e0 testimoniata anche dalle sue esperienze successive. Tra la fine degli anni Trenta e l\u2019inizio del decennio successivo la troviamo infatti tra le firme del <em>Detroit News: <\/em>ha uno pseudonimo, Hibiscus, e una <em>verve<\/em> narrativa che le fa costruire storie affascinanti in cui dettagli della sua vita reale si mischiano liberamente all\u2019invenzione creata dai suoi desideri. Nel frattempo si \u00e8 anche sposata: matrimonio infelice proprio come quello dei suoi genitori, il marito si rivela un alcolizzato violento e lei lo lascia dopo una manciata di anni tormentati. Alla fine della guerra Brownie ha trovato una nuova strada professionale: venditrice presso la Stanley Home Products. \u00c8 qui che inaugura la strategia di vendita che la render\u00e0 famosa: i party. Il sistema \u00e8 geniale: organizzare in case private dei momenti conviviali con le amiche dell\u2019ospite, nel corso dei quali una rivenditrice della Stanley, in qualit\u00e0 di <em>guest of honor<\/em>, presenta alcuni articoli e li propone per l\u2019acquisto alle partecipanti. Il successo ottenuto (si favoleggia che riuscisse a vendere due camion di prodotti alla settimana) le fa pensare di poter aspirare a un ruolo dirigenziale all\u2019interno dell\u2019azienda, ma la risposta alla sua richiesta \u00e8 una doccia fredda: il <em>management <\/em>non \u00e8 un affare da donne ed \u00e8 meglio che lei non sprechi tempo a coltivare simili ambizioni. Per Brownie quelle parole sono brucianti: decide di licenziarsi ed \u00e8 a questo punto che la sua strada si incrocia con quella di Earl Tupper.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31ccd9d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"31ccd9d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NDcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvZm90by1kaS1ncnVwcG8tV2lwcy1JdC5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44447\" alt=\"Wips-IT\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It-500x261.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It-768x401.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/foto-di-gruppo-Wips-It-1536x802.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-da81622 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"da81622\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Chimico di estrazione, Tupper aveva scoperto come purificare la scoria di polietilene nero trasformandola in una sostanza flessibile, resistente, non porosa e di aspetto opalino: il Poly-T. Con essa Tupper aveva realizzato una ciotola infrangibile e leggera, dotata di uno speciale coperchio che le consentiva di essere chiusa ermeticamente e perci\u00f2 adatta sia agli utilizzi domestici che al trasporto degli alimenti fuori casa, la Wonder Bowl. Messa in vendita nei grandi magazzini, avrebbe tutti i crismi per essere un successo e invece \u00e8 un <em>flop<\/em>: la gente non \u00e8 abituata alla plastica come materiale per i casalinghi \u2013 i contenitori del tempo sono in vetro o in ceramica \u2013 e il coperchio non ha un utilizzo intuitivo. Chi invece ne capisce le potenzialit\u00e0 \u00e8 Brownie Wise che si offre di cambiarne radicalmente le modalit\u00e0 di vendita impostandole sul modello party che tanto aveva performato con la Stanley. Tupper ne \u00e8 semplicemente conquistato e le offre di dirigere il nuovo settore della sua impresa, la Tupperware. Ha visto giusto, in breve \u00e8 il trionfo: nel 1954 le persone coinvolte nella rete di vendita e distribuzione raggiungono il numero stratosferico di 20.000 e il fatturato dell\u2019azienda \u00e8 balzato a 25 milioni di dollari che, traslati ai nostri tempi, equivarrebbero a circa 230 milioni, con una gamma di prodotti che nel frattempo, con il nome di <em>Millionaire Line<\/em>, si \u00e8 ampliata e differenziata fino a comprendere oggetti come gli stampi per i ghiaccioli e i vassoi con i divisori interni che diventeranno emblematici del nuovo <em>lifestyle<\/em> imperante negli States del Dopoguerra.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c422ae8 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"c422ae8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NDgsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvQ0JfRm90b2dyYWZpZS0wOC4wOC4yMDI0LTE2LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44448\" alt=\"Pezzi in materiale plastico stampati.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/CB_Fotografie-08.08.2024-16-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Pezzi in materiale plastico stampati.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-50c6ed1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"50c6ed1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Se vi ho intrattenuto cos\u00ec a lungo su questa storia \u2013 ne rimando la fine al termine dell\u2019articolo \u2013 \u00e8 perch\u00e9 <strong>ruota attorno a una parola che per l\u2019imprenditoria dovrebbe essere magica: comunicazione<\/strong>. Brownie Wise aveva capito che se la Wonder Bowl non aveva \u00absfondato\u00bb era semplicemente perch\u00e9 la gente non ne conosceva le caratteristiche, non era in grado di riconoscerne l\u2019utilit\u00e0 e doveva essere condotta per mano, si potrebbe dire, a scoprirne le qualit\u00e0 che la rendevano cos\u00ec indispensabile in una casa \u00abmoderna\u00bb. La conoscenza sarebbe stata la via per il successo e la comunicazione lo strumento per percorrerla. Ecco perch\u00e9 la Wise aveva un\u2019attenzione maniacale per la formazione delle rivenditrici obbligandole, tra le altre cose, a frequentare corsi di <em>public speaking<\/em> e dando loro suggerimenti perfino sulla postura e l\u2019espressione da tenere durante le presentazioni.<\/p><p><strong>Anche oggi la plastica avrebbe bisogno di una comunicazione corretta<\/strong>. Apparentemente ce ne \u00e8 in abbondanza, ma non di rado \u00e8 superficiale e polarizzata tra chi la difende a spada tratta e chi invece la vede come un prodotto satanico, mentre i consumatori avrebbero il diritto di conoscerne i pro e i contro in modo preciso, trasparente e onesto. Proprio a questo pensavo andando a incontrare <strong>Miriam Olivi, presidente della neonata Associazione <em>Women in Plastics<\/em> <em>Italy<\/em> e Sales Director di Frigosystem, azienda di Caronno Pertusella specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti per la refrigerazione industriale.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f876723 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f876723\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NDksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvY29uc2lnbGlvLWRpcmV0dGl2by5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"349\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44449\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo.jpg 1693w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo-500x218.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo-768x335.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/consiglio-direttivo-1536x670.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Il consiglio direttivo di Women in Plastics Italy.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-59f3ede elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"59f3ede\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>\u00ab<em>Women in Plastics Italy<\/em> \u2013 racconta Miriam Olivi \u2013 \u00e8 un\u2019associazione senza scopo di lucro costituita nell\u2019ottobre 2024, ma che informalmente esiste pi\u00f9 o meno da un anno prima della data ufficiale di fondazione. Lo spunto \u00e8 venuto da una serie di interviste, raccolte da una rivista tecnica, a donne del settore della plastica. Tra le intervistate c\u2019ero anch\u2019io, delle altre qualcuna la conoscevo, altri nomi invece mi erano nuovi<\/strong>. Comunque da l\u00ec abbiamo cominciato a farci delle domande, a riflettere su di noi, a dirci che forse non eravamo cos\u00ec poche, disperse e sole, che c\u2019era un terreno sul quale provare a seminare, se non altro conoscenza reciproca\u00bb.<br \/>Il primo passo \u00e8 stato organizzare un pranzo in occasione di PLAST 2023, la grande manifestazione fieristica dedicata all\u2019industria della plastica e della gomma che si tiene ogni tre anni a Milano: \u00abSiamo partite da quel primo gruppo di intervistate. Cosa ci proponevamo? Diciamo che l\u2019intenzione era essenzialmente quella di conoscersi meglio e confrontarsi ma probabilmente spingevano dentro di noi anche il desiderio, diciamo, di un conforto oltre che di un confronto, il bisogno di solidariet\u00e0, la voglia di aprirsi raccontando le proprie esperienze, a volte vissute con fatica, e il sollievo nel riconoscere quanti parallelismi esistevano con la vita professionale delle altre. Da quel momento \u00e8 totalmente cambiato il nostro modo di percepire la presenza femminile nel nostro settore, dopo quel pranzo sono certa che ciascuna di noi, girando per la fiera, avr\u00e0 gettato un occhio nei vari stand per vedere se ci fosse qualche donna e si sar\u00e0 chiesta se le sarebbe piaciuto unirsi a noi\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b7ecf8d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"b7ecf8d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvSU1HLTIwMjMwOTExLVdBMDAxNy5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1066\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44453\" alt=\"Sistema di taglio immerso \u2013 Underwater Lab.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017.jpg 1441w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017-375x500.jpg 375w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017-768x1023.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20230911-WA0017-1153x1536.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Sistema di taglio immerso \u2013 Underwater Lab.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d608af3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d608af3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u00c8 un lento avvicinamento, uno studiarsi con curiosit\u00e0 ed empatia. <strong>L\u2019appuntamento successivo \u00e8 in un hotel milanese: la voglia \u00e8 di continuare nel percorso di conoscenza reciproca, ma non solo. Perch\u00e9 adesso c\u2019\u00e8 la sensazione che si stia formando una vera <em>community<\/em> ed \u00e8 importante \u00abscoprire le proprie carte\u00bb, interrogarsi sulle reciproche aspettative, sugli obiettivi che ci si vuole dare, \u00abanche se ci siamo subito confermate l\u2019esigenza del continuare a stare insieme\u00bb ricorda Miriam. \u00abInsieme a quella certezza per\u00f2 \u00e8 emersa la concretezza che ci caratterizza e che ci ha portato a immaginare una<\/strong> <strong>serie di attivit\u00e0 future\u00bb.<\/strong> Quali? \u00abBeh, innanzitutto la ricerca di occasioni di incontro durante le fiere di settore, della serie: \u201cla prossima settimana sar\u00f2 a Dubai, c\u2019\u00e8 qualcuna di voi per un caff\u00e8 e una chiacchiera?\u201d, e cos\u00ec siamo riuscite a ritrovarci in tutte le parti del mondo, da Shangai a Orlando. E poi l\u2019organizzazione di momenti di formazione, sul <em>public speaking<\/em> piuttosto che sull\u2019<em>empowerment <\/em>femminile per far emergere il nostro talento, il nostro valore. Da l\u00ec \u00e8 venuta anche l\u2019idea di <em>speech<\/em> tematici per aumentare la nostra conoscenza su determinati temi. \u00c8 chiaro che a poco a poco, man mano che aumentava la nostra rete relazionale, man mano che cercavamo di aggregare nuove persone attorno al nostro progetto e queste persone ci ponevano domande precise, si \u00e8 imposta la necessit\u00e0 di costituire qualcosa di pi\u00f9 ufficiale e coordinato, indispensabile soprattutto perch\u00e9 volevamo, e vogliamo, interagire anche con aziende, altre associazioni e in un prossimo futuro con le istituzioni. Bisognava sacrificare la spontaneit\u00e0 del fare gruppo, la leggerezza e la libert\u00e0 che ci caratterizzavano all\u2019inizio per approdare a qualcosa di pi\u00f9 istituzionalizzato se la nostra intenzione \u00e8 di incidere in profondit\u00e0 nel nostro settore\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-97ae953 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"97ae953\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTQsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvcGxhbnRzX1NldHQuanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44454\" alt=\"Impianto di refrigerazione per processi di trasformazione delle materie plastiche.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/plants_Sett-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Impianto di refrigerazione per processi di trasformazione delle materie plastiche.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0eb8e67 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0eb8e67\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Oggi le socie sono ormai pi\u00f9 di un centinaio, un risultato incredibile che secondo Miriam Olivi si spiega con il fatto che gli scenari che caratterizzano i \u00abdietro le quinte\u00bb di tante aziende della plastica spesso non vedono il riconoscimento del talento delle donne che vi lavorano, la loro valorizzazione, \u00abnon fanno emergere le loro caratteristiche, il loro \u201ccolore\u201d.<\/strong> Perci\u00f2 quando abbiamo cominciato a promuovere la nostra iniziativa, il messaggio \u00e8 stato subito recepito e il nostro metterci a disposizione per raccontare che cosa vorremmo fare nel nostro comparto ha attirato attenzione, entusiasmo e anche emozione. Non ultima, la voglia di fare\u00bb. <strong>Nell\u2019associazione pu\u00f2 entrare qualunque donna lavori nel campo delle materie plastiche, indipendentemente dal ruolo ricoperto,<\/strong> ma poi ci sono <strong>i soci sostenitori<\/strong>, cio\u00e8 essenzialmente le aziende che hanno al loro interno una o due socie ordinarie \u00abe che vogliamo trascinare in questo percorso affinch\u00e9 apporti beneficio ai contesti in cui operiamo quotidianamente\u00bb, <strong>i soci cosiddetti aggregati<\/strong>, uomini o donne che siano, indipendentemente dal loro ambito professionale, perch\u00e9 \u00abse vogliamo essere promotrici di inclusivit\u00e0 dobbiamo essere noi stesse un esempio\u00bb, e infine i <strong>soci onorari<\/strong> che per la loro rilevanza, esperienza e competenza possano sostenere l\u2019associazione e diffonderne il messaggio.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0900fb4 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"0900fb4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTUsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvMjAyNTAxMjFfMTYwMDQxLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44455\" alt=\"Linea di estrusione.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041-500x282.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20250121_160041-1536x865.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Linea di estrusione.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9fbeb5a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9fbeb5a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Alla domanda se davvero essere donna nel mondo della plastica rappresenti qualcosa di particolare e diverso, talvolta anche in senso negativo e quindi discriminante, Miriam risponde onestamente che la sua esperienza personale \u00e8 stata diversa, che il suo percorso deve molto a figure maschili che l\u2019hanno affiancata dandole opportunit\u00e0 di crescita, <strong>ma che ci\u00f2 non esclude che \u00abil settore sia molto maschilista, se devo riportare l\u2019impressione di molte consocie. Mentre sono convinta che dare spazio al talento femminile gli apporterebbe tanti benefici<\/strong>, gli stessi che vengono riscontrati in altri campi produttivi. Per esempio ci sono studi, pi\u00f9 stranieri a dire la verit\u00e0, che sottolineano come la presenza delle donne nei CdA dia un vantaggio competitivo migliorando le prestazioni economiche delle aziende, esponendole a meno rischi, rendendole pi\u00f9 solide finanziariamente e, <em>last but not least<\/em>, alzando il livello della loro <em>reputation<\/em>\u00bb. Anche nell\u2019organizzazione del lavoro la visione femminile ha una \u00abmarcia in pi\u00f9\u00bb: Miriam racconta di come in Frigosystem, per il reparto di produzione di quadri elettrici, che tra l\u2019altro implica un lavoro non scevro da sforzi fisici, sia stata scelta una candidata donna, che \u00abin sei mesi ha riorganizzato il reparto con una metodicit\u00e0 e un\u2019accuratezza che hanno rappresentato un <em>plus<\/em>\u00bb.<\/p><p><strong>L\u2019agenda 2025 dell\u2019Associazione \u00e8 gi\u00e0 fitta di appuntamenti, che rispondono ai tre scopi che le <em>Women in Plastics<\/em> perseguono: valorizzare il ruolo delle donne nel contesto lavorativo e sociale promuovendo i principi delle pari opportunit\u00e0, diventare soggetti attivi di un\u2019informazione trasparente sul tema della plastica e fare rete per diffondere i valori che le guidano. Soprattutto l\u2019informazione ha un\u2019importanza cruciale<\/strong>. Dopo decenni nei quali la plastica \u00e8 stata celebrata, esaltata e portata nei settori merceologici pi\u00f9 vari, oggi viene guardata con sospetto e avversione, anche in modo poco razionale: \u00abS\u00ec perch\u00e9 \u2013 dice Miriam \u2013 in tantissimi ambiti la plastica, che ci piaccia o meno, \u00e8 insostituibile. Pensiamo per esempio al campo medicale e ricordiamoci la recente pandemia durante la quale l\u2019uso dalla plastica, dalle mascherine ai divisori di protezione, ha fatto la differenza. Oppure il settore alimentare, nel quale la plastica consente di conservare un prodotto, di mantenere inalterate le sue caratteristiche e, non ultimo, di trasportarlo. Senza dimenticare che i materiali plastici dominano, n\u00e9 pu\u00f2 essere diversamente, anche nell\u2019elettronica, nell\u2019<em>automotive<\/em>, nell\u2019edilizia. La plastica \u00e8 assolutamente indispensabile e la comunicazione deve invitare a utilizzarla, sia pure in modo responsabile\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d75aba7 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"d75aba7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry-.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvaW1waWFudG8tTW9ieS1kaS1TQi1EcnktLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry-.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44457\" alt=\"Impianto di trattamento del PET riciclato.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry-.jpg 1600w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry--500x347.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry--768x533.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/impianto-Moby-di-SB-Dry--1536x1066.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Impianto di trattamento del PET riciclato.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c89df96 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c89df96\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Quindi la domanda chiave \u00e8: si deve cercare di sostituire la plastica con altri materiali, ovviamente altrettanto performanti, in nome della sostenibilit\u00e0?<\/strong> E qui bisognerebbe approfondire il discorso, nonostante le difficolt\u00e0 che questo comporta, su come trasformare questa parola, sostenibilit\u00e0, in un dato oggettivo. <strong>Perch\u00e9 ciascuno di noi, in assoluta buona fede, \u00e8 convinto che materiali come il vetro o la carta siano pi\u00f9 sostenibili, pi\u00f9<em> green<\/em> della plastica, ma ci si potrebbe stupire se si andasse a confrontare l\u2019LCA di un oggetto in plastica con un analogo considerato pi\u00f9 \u00abecologico\u00bb<\/strong>. Cerco di spiegarmi meglio: LCA \u00e8 l\u2019acronimo di <em>Life-Cycle Assessment<\/em> ed \u00e8 una metodologia che permette di quantificare gli impatti sull\u2019ambiente di un prodotto (o anche di un servizio) considerando il suo intero ciclo di vita, dall\u2019acquisizione delle materie prime che lo costituiscono alla sua produzione, alla distribuzione (includendo quindi anche il packaging) e al suo utilizzo fino alla dismissione finale. Il risultato \u00e8 un valore, anzi una serie di valori che indicano gli impatti che le diverse fasi di vita dell\u2019oggetto generano nei vari comparti ambientali (sono tanti, per citare alcuni esempi: il consumo del suolo e l\u2019impoverimento delle risorse minerali, fossili o idriche oppure il <em>global warming potential<\/em> a causa delle emissioni di CO<sup>2<\/sup> o ancora la tossicit\u00e0 per gli esseri umani). \u00c8 un procedimento molto complesso, non immune da inevitabili semplificazioni \u2013 e quindi anche i dati che ne derivano sono talvolta oggetto di discussione tra gli addetti ai lavori \u2013, ma certamente \u00e8 un punto di partenza serio sul quale riflettere prima di emettere un giudizio su che cosa sia sostenibile e che cosa no.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f1e6d4e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f1e6d4e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTgsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvQWRkaXRpdmktcGVyLWNvbXBvdW5kLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"528\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44458\" alt=\"Additivi per compound.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound-500x330.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound-768x507.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Additivi-per-compound-1536x1014.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Additivi per compound.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a7f8b39 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a7f8b39\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Gi\u00e0 nel 2018 uno studio (<em>Life Cicle Assessment of grocery carrier bags<\/em>, in Environmental Project no.1985, February 2018) della Danish Environmental Protection Agency (emanazione del Ministry of Environmental and Gender Equality of Denmark) aveva fatto molto scalpore. La ricerca aveva l\u2019obiettivo di individuare quale tipo di borsa da supermercato offrisse le migliori prestazioni ambientali: erano state considerate tutte quelle che normalmente si trovavano nei punti vendita danesi<\/strong>, cio\u00e8 borse in LDPE (in quattro tipologie: semplici, con manici sia morbidi che rigidi e in LDPE riciclato), due tipi di borse in PP (in tessuto e in tessuto-non tessuto), una borsa in PET riciclato, una in poliestere, una in bioplastica, due in carta (sbiancata e non sbiancata), due in cotone (organico e convenzionale) e infine una \u00abmista\u00bb (cio\u00e8 in cotone, iuta e PP). <strong>L\u2019analisi dei loro LCA aveva mostrato che le borse in LDPE, soprattutto a manici rigidi, erano quelle che presentavano i minori valori di impatto nella maggior parte delle categorie ambientali;<\/strong> immediatamente alle loro spalle in graduatoria, ma per un numero inferiore di indicatori, si collocavano le borse in carta non sbiancata e in bioplastica, mentre tutte le altre mostravano impatti peggiori. Inoltre i dati relativi al numero di volte in cui una tipologia di borsa avrebbe dovuto essere usata per fornire complessivamente la stessa performance ambientale di una borsa \u00absemplice\u00bb in LDPE riusata invece come sacco per i rifiuti prima dell\u2019incenerimento come fine vita, indicava, per esempio, 45 volte per una borsa in bioplastica fino a raggiungere la cifra impressionante di 20.000 volte per il cotone organico. La ricerca era molto pi\u00f9 dettagliata \u2013 e anche pi\u00f9 complicata \u2013 di cos\u00ec, ma gi\u00e0 questi pochi dati sono sufficienti a far capire come talvolta le nostre scelte siano pi\u00f9 frutto di suggestioni che non di analisi ponderate dei fatti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-66d8b37 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"66d8b37\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NTksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvU2Vjb25kLUxpZmUtQnJlc2NpYW5pbmkuanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"522\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44459\" alt=\"Fascetta da rimacinato interno.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini-500x326.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini-768x501.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Second-Life-Brescianini-1536x1002.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Fascetta da rimacinato interno.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dadc93c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"dadc93c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Risultati analoghi si ritrovano in un articolo (Dolci, Puricelli et al., <em>How does plastic compare with alternative materials in the packaging sector? A systematic review of LCA studies<\/em>), pubblicato nel 2024 su WM&amp;R, <\/strong>\u00abvoce editoriale\u00bb di ISWA (International Solid Waste Association) che a sua volta \u00e8 un network internazionale di professionisti ed esperti la cui <em>mission<\/em> \u00e8: \u00abPromuovere e sviluppare, a livello <em>worldwide<\/em>, una gestione sostenibile e professionale dei rifiuti e la transizione a un\u2019economia circolare\u00bb. Nell\u2019articolo vengono analizzati 53 studi <em>peer-reviewed<\/em> \u2013 pubblicati tra il 2019 e il 2023 \u2013 che mettono a confronto gli LCA di un packaging in plastica con un altro in materiale diverso<strong>. Anche in questo caso la conclusione spiazzante \u00e8 che la plastica non \u00e8 l\u2019opzione pi\u00f9 impattante dal<\/strong> <strong>punto di vista dell\u2019ambiente<\/strong>. Le bioplastiche potrebbero performare meglio dal punto di vista del cambiamento climatico e dell\u2019esaurimento delle risorse fossili rispetto alle plastiche convenzionali, ma non in tutti gli studi la cosa risulta cos\u00ec evidente e soprattutto per tutti gli altri indicatori di rado mostrano risultati migliori. Il vetro, generalmente considerato \u00abgran virtuoso\u00bb, ha una performance di sostenibilit\u00e0 non superiore a quella della plastica a causa del suo peso e questo anche ipotizzando un suo riutilizzo per diminuire l\u2019impatto ambientale; i metalli, soprattutto l\u2019alluminio, rispetto alla plastica sono pi\u00f9 o meno alla pari se parliamo di contenitori per bevande, mentre per il <em>packaging <\/em>di alimenti solidi la scelta della plastica \u00e8 pi\u00f9 <em>green<\/em>.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e575433 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"e575433\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NjAsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvSW5zdGFsbGF0aW9uc19GSU1JQy5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44460\" alt=\"Installazione RAS e SPA.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Installations_FIMIC-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Installazione RAS e SPA.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ba3e335 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ba3e335\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Perch\u00e9 quindi a tutti noi sembra il contrario? Banalmente per la grande quantit\u00e0 e quindi visibilit\u00e0 dei rifiuti in plastica che sono ovunque, sulla terraferma come negli oceani. <strong>E riguardo a questo punto bisogna, sottolinea Miriam: \u00abfocalizzarsi sulle tre R, cio\u00e8 ridurre, riutilizzare e riciclare. Il che significa che non solo i produttori di materiali in plastica, ma tutti noi siamo chiamati a cambiare i nostri comportamenti\u00bb.<\/strong> Riguardo alle prime due azioni non c\u2019\u00e8 dubbio che dovremmo imparare a produrre meno rifiuti facendo gi\u00e0 a monte delle scelte consapevoli. In buona sostanza c\u2019\u00e8 da chiamare in causa il nostro modello di consumo basato troppo sul concetto \u00abusa e getta\u00bb, mentre a molti oggetti, e non solo a quelli in plastica, \u00e8 possibile dare una seconda vita con un minimo di buona volont\u00e0.<br \/>Riguardo al riciclo il discorso \u00e8 diverso perch\u00e9 coinvolge anche altri soggetti, soprattutto a livello industriale, e poi perch\u00e9 \u00abriciclare non \u00e8 cos\u00ec facile\u00bb.<\/p><p>Cominciamo col dire che l\u2019Italia non si colloca male nel mondo sul tema del riciclo in termini generali: il report del Global Recycling del 2024 ci pone al 14\u00b0 posto (in Europa il paese pi\u00f9 virtuoso \u00e8 l\u2019Austria). Anche sul fronte della plastica i dati sono positivi: in occasione della giornata mondiale del riciclo \u2013 il 18 marzo \u2013 CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha annunciato che nel 2025 verranno riciclati circa il 51% degli imballaggi in plastica tradizionale e il 58,5% di quelli in bioplastica, <strong>raggiungendo perci\u00f2<\/strong> <strong>pienamente gli obiettivi fissati dall\u2019Unione Europea per il 2025 (50%) e autorizzando all\u2019ottimismo riguardo a quelli per il 2030 (55%)<\/strong>. Quindi il nostro Paese sta andando nella direzione giusta, come sottolineato dal Presidente di CONAI. Poi per\u00f2 bisogna \u00abmettere sul piatto\u00bb alcuni dati di fatto: <strong>innanzitutto non tutta la plastica \u00e8 riciclabile<\/strong> \u2013 come qualunque cittadino consapevole sa \u2013, quindi una parte dei rifiuti plastici comunque finisce, gi\u00e0 in fase di raccolta, nell\u2019indifferenziato e viene bruciata o nei termovalorizzatori o negli inceneritori. <strong>Inoltre anche la plastica teoricamente riciclabile, affinch\u00e9 lo sia effettivamente, deve essere selezionata in base ai polimeri da cui \u00e8 costituita (bisogna cio\u00e8 tendere all\u2019omogeneit\u00e0 della sostanza) perch\u00e9 altrimenti nella macinazione successiva si crea il cosiddetto <em>plasmix<\/em>, un materiale misto che \u00e8 difficile da riutilizzare e viene quindi scartato: in alcuni casi la selezione \u00e8 facile, in altri casi molto pi\u00f9 difficile.<\/strong> N\u00e9 la situazione diventa pi\u00f9 semplice dopo la selezione perch\u00e9 spesso gli imballaggi sono \u00absporchi\u00bb, in quanto contaminati dal cibo che contenevano o da sostanze che nulla c\u2019entrano con la plastica (pensiamo per esempio alla carta delle etichette): si richiede perci\u00f2 un lavaggio meccanico, anche ripetuto, il che complica e rallenta il processo senza contare che talvolta questa pulizia non \u00e8 perfetta e quindi non consente il riciclo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5f443f1 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"5f443f1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NjEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvVGVhbV9GSU1JQy5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44461\" alt=\"Operatore al lavoro.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Team_FIMIC-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Operatore al lavoro.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-99eaf8f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"99eaf8f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Ma supponiamo che tutti questi step siano stati superati con successo e che quindi si abbia a disposizione la plastica riciclata: come utilizzarla? Gi\u00e0, <strong>perch\u00e9 questo materiale non \u00e8 esattamente uguale a quello vergine, \u00e8 meno pregiato o dal punto di vista estetico o da quello funzionale e questo pu\u00f2 essere un problema per la destinazione commerciale.<\/strong> In buona sostanza viene utilizzato per oggetti meno \u00abnobili\u00bb che tra l\u2019altro nella stragrande maggioranza dei casi non potranno essere nuovamente riciclati o lo saranno non pi\u00f9 di un paio di volte perch\u00e9 la plastica non \u00e8 riciclabile all\u2019infinito. Infine \u00e8 anche pi\u00f9 costoso, e perci\u00f2 meno conveniente, proprio per la complessit\u00e0 dei processi a cui \u00e8 stato sottoposto e, afferma Miriam, talvolta poco sostenibile: \u00abHo vissuto in prima persona questo problema con i biopolimeri. Nella loro lavorazione si impiegano dei processi di termoregolazione e delle linee aggiuntive che devono orientare le catene molecolari in un certo modo con un dispendio di energia che \u00e8 altissimo\u00bb.<\/p><p>E quindi? Il riciclo della plastica sarebbe solo un\u2019ennesima bufala sul fronte dell\u2019ambientalismo? <strong>La risposta corretta pu\u00f2 essere quella che d\u00e0 Miriam quando afferma che \u00absul riciclo ci deve essere un\u2019analisi che coinvolge tutta la catena.<\/strong> Certo si sono fatti dei passi avanti e anche il cittadino comune ha ormai ha compreso che a partire da una settantina di bottiglie per l\u2019acqua possiamo ricavare un piumino a due piazze e che con una cinquantina di bidoni e un migliaio di sacchetti possiamo arrivare a realizzare una cabina da spiaggia, ma a livello industriale restano i problemi della qualit\u00e0 del controllo e della carenza del materiale riciclato da utilizzare\u00bb. E poi, aggiungerei io, <strong>l\u2019industria dovrebbe porsi in maniera pi\u00f9 approfondita il problema del post consumo degli oggetti in modo da rendere sempre pi\u00f9 semplice e profittevole il riciclo.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cef20d6 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"cef20d6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NjIsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvMjAyNDA5MDJfMTU0OTIxLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44462\" alt=\"Linea di estrusione.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921-500x282.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/20240902_154921-1536x865.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Linea di estrusione.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a9b2021 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a9b2021\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Sul futuro della plastica Miriam esprime un punto di vista che richiama tutti al concetto di consapevolezza: la plastica deve riprendersi la sua importanza e il suo spazio affiancandosi per\u00f2 a un maggior senso di responsabilit\u00e0, \u00abNel momento in cui abbiamo compreso i punti sensibili della nostra Madre Terra, adesso che sappiamo riconoscere dove siamo stati troppo aggressivi e l\u2019impatto delle fatiche relazionali tra uomo e natura, ecco, adesso possiamo cercare un compromesso che sia ideale anche per l\u2019innovazione futura. In altre parole, dobbiamo riconoscere l\u2019impatto e sapere come gestirlo\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6474551 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6474551\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ0NjMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wM1wvUHJvZHV6aW9uZS1kaS1ncmFudWxvLXBsYXN0aWNvLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44463\" alt=\"Produzione di granulo plastico.\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico.jpg 1920w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Produzione-di-granulo-plastico-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Produzione di granulo plastico.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6b51546 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6b51546\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>A questo punto non mi resta che raccontare la fine della storia di Brownie Wise. E non \u00e8 un <em>happy end<\/em>. Dopo essere stata l\u2019artefice del successo di Tupperware, dopo anni in cui era stata invitata ovunque a tenere conferenze, dopo essere stata \u00abil volto pubblico\u00bb dell\u2019azienda ed essere comparsa, prima donna dalla fondazione della rivista, sulla copertina di <em>Business Week<\/em>, improvvisamente cadde in disgrazia. Gelosia da parte di Earl Tupper per quella donna che lo oscurava con la sua fama? Possibile, ma poco probabile visto che notoriamente Tupper non amava \u00abapparire\u00bb. La spiegazione pi\u00f9 convincente, racconta lo scrittore statunitense Bob Kealing, autore di una corposa biografia della Wise, \u00e8 che Tupper, nell\u2019America maschilista della fine degli anni Cinquanta, quando cominci\u00f2 a pensare di cedere l\u2019azienda, avesse la sensazione che la presenza di una donna al timone delle vendite potesse essere un freno, qualcosa che avrebbe reso l\u2019azienda meno attraente. Nel gennaio 1958 Brownie Wise venne licenziata, cosa tanto pi\u00f9 facile in quanto tra lei e la Tupperware non era mai stato stipulato un contratto formale. Ne segu\u00ec una causa legale che si concluse con il misero risarcimento di 30.000 dollari alla Wise che fu perfino costretta ad abbandonare la casa dove abitava in quanto di propriet\u00e0 dell\u2019azienda mentre Tupper arrivava a cancellare il nome di Brownie dalla storia ufficiale di Tupperware e a far distruggere le copie dell\u2019autobiografia che lei aveva scritto l\u2019anno precedente. Nel 1959 Earl Tupper avrebbe venduto l\u2019azienda per 1,6 milioni di dollari a Rexall. Brownie avrebbe intrapreso altri business ma senza successo per morire, pressoch\u00e9 dimenticata da quel mondo di cui era stata regina, nel 1992.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donne nella plastica, anzi \u00abnelle materie plastiche\u00bb per essere precisi, perch\u00e9 il termine \u2013 generico \u2013 raccoglie sotto di s\u00e9 parecchi tipi diversi di polimeri che differiscono moltissimo per propriet\u00e0 e caratteristiche<\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":44473,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[292],"tags":[],"class_list":["post-44434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-visioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.3 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Women in plastics - 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