{"id":44634,"date":"2025-05-08T10:00:50","date_gmt":"2025-05-08T08:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=44634"},"modified":"2025-05-08T10:12:19","modified_gmt":"2025-05-08T08:12:19","slug":"piccolo-e-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/piccolo-e-bello\/","title":{"rendered":"Piccolo \u00e8 bello?"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"44634\" class=\"elementor elementor-44634\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b96b17 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5b96b17\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-51fee6a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"51fee6a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Heritage al femminile: Workout magazine incontra Mariacristina Gherpelli, CEO di GHEPI S.r.l.<\/strong><\/p><p>PMI: acronimo di Piccole Medie Imprese, cio\u00e8 quelle imprese che hanno un numero di addetti tra i 10 e i 249 e un fatturato annuo inferiore ai 50 milioni. Unite alle microimprese, il cui numero di addetti \u00e8 invece inferiore a 10, rappresentano l\u2019ossatura dell\u2019economia italiana, circa il 99% delle nostre imprese. Dopo tanti anni di una silenziosa ma fattiva presenza, \u00e8 relativamente da poco tempo che i riflettori degli studi di settore e dei media nazionali si sono accesi su di loro: <strong>sono aziende nella stragrande maggioranza famigliari, sono maggiormente localizzate al Nord, assorbono circa il 76,5% della popolazione lavorativa e contribuiscono in modo significativo al PIL nazionale (64%), sono attente ai temi della sostenibilit\u00e0<\/strong> (anche se a volte lente nelle azioni in questo campo). Poi per\u00f2 soffrono di pi\u00f9 di una debolezza, nella digitalizzazione innanzitutto (nonostante il quadro anno dopo anno migliori), molte traccheggiano nel passaggio generazionale, nell\u2019ingresso di manager dall\u2019esterno, negli investimenti rivolti all\u2019innovazione. Per ognuna di queste voci c\u2019\u00e8 un numero, un diagramma, una tabella che nell\u2019insieme concorrono a delineare un quadro dal quale per\u00f2 resta fuori un elemento difficilmente misurabile: il fattore umano.<\/p><p>S\u00ec, perch\u00e9 nelle PMI la figura del manager che esegue freddamente quel che ritiene sia il bene dell\u2019azienda, senza guardare in faccia a nessuno, non esiste. <strong>C\u2019\u00e8 sempre una radicazione nel territorio, ci si conosce per nome tra titolari e collaboratori, i figli spesso frequentano le stesse scuole o le stesse attivit\u00e0 extrascolastiche, ogni decisione da prendere \u00e8 misurata anche sull\u2019impatto diretto che avr\u00e0 sulle persone che dell\u2019azienda o della comunit\u00e0 fanno parte e quando le situazioni diventano difficili il \u00abbuon nome\u00bb dell\u2019imprenditore diventa garanzia del buon operare<\/strong>. Essere piccoli significa anche questo. Troppo melenso? Parlando con i titolari di tante imprese \u00e8 proprio cos\u00ec, anche se c\u2019\u00e8 spesso una ritrosia pudica a raccontarsi. <strong>Mariacristina Gherpelli, CEO di GHEPI S.r.l<\/strong>., non fa eccezione: pi\u00f9 di una volta la vedr\u00f2 esitante nel rievocare determinate scelte, quasi che parlarne sia farsene un vanto. A un certo punto mi dir\u00e0: \u00abQuesta cosa non so se mi piacerebbe vederla scritta\u00bb: io comunque ci provo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f876723 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f876723\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Esterno.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2MzYsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvRXN0ZXJuby5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"451\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Esterno.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44636\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Esterno.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Esterno-500x282.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Esterno-768x433.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">La sede di GHEPI, a Cavriago (RE).<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31ea7a3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"31ea7a3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>GHEPI Srl: azienda di Cavriago, paese reggiano di meno di diecimila anime, la cui area industriale \u2013 Corte Tegge \u2014 \u00e8 la seconda per importanza della provincia. Gi\u00e0 la storia di questo comune alle porte di Reggio Emilia meriterebbe una narrazione a se stante tanto \u00e8 intessuta di eventi storici drammatici e altri semplicemente curiosi (<em>by the way,<\/em> per gli amanti del genere, Cavriago ha dato i natali a Orietta Berti), ma resto concentrata su GHEPI, 53 dipendenti ripartiti a met\u00e0, quasi matematicamente, in 27 donne e 26 uomini, 8 milioni di fatturato nel 2024,<strong> un\u2019attivit\u00e0 focalizzata sulla progettazione e la produzione di componenti meccanici di precisione e articoli estetici per molti settori industriali attraverso lo stampaggio a iniezione di materiali polimerici: \u00abLe fasi di R&amp;D e progettazione le gestiamo internamente cos\u00ec come, nel 99% dei casi, lo stampaggio, mentre la costruzione degli stampi da una quindicina di anni \u00e8 realizzata presso fornitori esterni, in Italia ma soprattutto in Cina\u00bb.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60b48f8 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"60b48f8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Evento-Clienti-2022.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2MzcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvRXZlbnRvLUNsaWVudGktMjAyMi5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Evento-Clienti-2022.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44637\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Evento-Clienti-2022.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Evento-Clienti-2022-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Evento-Clienti-2022-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Uno degli eventi organizzati da GHEPI per i clienti.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-95ee59c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"95ee59c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>La scelta di delocalizzare questa fase di produzione non \u00e8 stata presa a cuor leggero e, a dire la verit\u00e0, nemmeno rientrava, ai tempi, nei piani strategici di GHEPI: \u00abDiciamo che agli inizi degli anni 2000 abbiamo ricevuto una forte spinta in tal senso dai nostri clienti \u2013 soprattutto da uno che era e resta per noi molto importante \u2013 che vedevano nella costruzione degli stampi in Cina un vantaggio economico. Questo nel tempo si \u00e8 ridotto, per\u00f2 rimane un beneficio enorme sul fronte della gestione dei progetti perch\u00e9 le aziende cinesi che lavorano nel campo che ci interessa sono mediamente molto pi\u00f9 grandi di quelle rimaste in Italia dopo la crisi del 2008-2009 e con loro si riescono a ottenere anche 15-20 stampi alla volta in pochissime settimane e da un solo fornitore. In Italia per gestire una simile mole di lavoro bisognerebbe ripartire la commessa su enne fornitori e ci vorrebbero mesi e mesi di sviluppo\u00bb. Per\u00f2 dal punto di vista psicologico, confessa Mariacristina, \u00e8 stato un momento faticoso: \u00ab<strong>Non vorrei usare la parola nazionalismo, ma avremmo preferito continuare ad alimentare i nostri fornitori italiani. Tuttavia per onest\u00e0 devo dire che, facendo una comparazione con la media delle realt\u00e0 industriali che abbiamo qui in Nord Italia, le tecnologie pi\u00f9 avanzate le ho viste presso quelle cinesi<\/strong>. D\u2019altronde mi risulta che il governo cinese sovvenzioni fortemente le imprese, e questo \u00e8 un grande aiuto. Ma resta il fatto che sono anche molto veloci e strutturate in termini di project management\u00bb. A me resta invece una perplessit\u00e0: l\u2019approccio che potrei definire ricattatorio che spesso le grandi aziende hanno nei confronti dei loro piccoli fornitori, ma questo \u00e8, \u00e8 il business, bellezza.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbaa54d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"bbaa54d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2MzgsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvSUNPTi1PcGVyYS1kYXJ0ZS1kZWwtNTAuanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"803\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44638\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50-498x500.jpg 498w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ICON-Opera-darte-del-50-768x771.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><b>Icon. Nel cerchio di un\u2019idea<\/b> dell\u2019artista modenese Alice Padovani, \u00e8 stata realizzata in occasione del 50\u00b0 anniversario di GHEPI.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbb8773 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"bbb8773\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Presa la decisione il passo successivo \u00e8 stata una scrematura dei possibili interlocutori: \u00abIn Cina ai tempi c\u2019erano anche aziende con le macchine appoggiate sulla terra battuta. Noi abbiamo voluto verificare le situazioni di persona, andando sul posto, non dico che abbiamo chiesto di vedere i contratti di lavoro che applicavano, ma abbiamo comunque cercato di capire il pi\u00f9 possibile quali fossero i loro sistemi di gestione, anche relativamente ai dipendenti. Abbiamo escluso le aziende che praticavano prezzi troppi bassi pur trovandoci nella necessit\u00e0 di raggiungere quell\u2019equilibrio che ci avrebbe consentito di restare competitivi agli occhi di chi ci aveva posto l\u2019aut-aut tra il lavorare con fornitori cinesi o rinunciare alle loro commesse. Abbiamo puntato su aziende che frequentavano le fiere internazionali e che perci\u00f2 contavano tra i loro clienti le principali case d\u2019auto americane o europee, quelle che potevano dimostrare di avere ambienti di lavoro di standard elevato. Grazie all\u2019attenzione a tutti questi fattori ci siamo creati un pool di partner con alcuni dei quali lavoriamo ancora oggi, mentre con altri il rapporto si \u00e8 interrotto sia perch\u00e9 la qualit\u00e0 del loro lavoro non si \u00e8 mantenuta al livello che ci serviva sia perch\u00e9 le relazioni non erano cos\u00ec buone. No, non \u00e8 stato facile\u00bb.<\/p><p><strong>Perfezione, difetto zero sono le due parole d\u2019ordine che regnano nel campo di GHEPI.<\/strong> Mariacristina ci porta l\u2019esempio di Tetra Pak, con cui la sua azienda ha collaborato per una quindicina d\u2019anni producendo i sistemi di chiusura dei brick: \u00abL\u00ec sono richiesti stampi che garantiscano una produzione continua, che non facciano insorgere rischi di fermi produttivi ed \u00e8 proprio per questo motivo che l\u2019azienda non bada a spese nella loro costruzione. Hanno una competenza elevatissima e ti spingono a cercare sempre le soluzioni pi\u00f9 avanzate in nome proprio di quella perfezione di cui parlavo. Lo stesso accade con alcuni clienti per cui produciamo articoli nei quali l\u2019estetica \u00e8 importante, come per esempio i lettori di codici a barre: non importa se dopo poche ore di utilizzo l\u2019oggetto magari \u00e8 gi\u00e0 graffiato, al momento della consegna non viene tollerato alcun difetto\u00bb. Mi sembra di percepire nella voce di Mariacristina un certo orgoglio per la capacit\u00e0 di far fronte a richieste cos\u00ec sfidanti, cos\u00ec come leggo una nota di frustrazione irritata quando racconta di clienti, potenziali e non, che non hanno competenze specifiche, non conoscono la tecnologia dello stampaggio a iniezione e la sottovalutano e quindi guardano sostanzialmente solo al prezzo o quasi: \u00abSuccede poi di incontrare clienti che lamentano criticit\u00e0 di fornitura e di qualit\u00e0 con i loro fornitori \u2013 continua Mariacristina \u2013 e, al momento di proporre le nostre soluzioni, di scoprire che hanno acquistato stampi a prezzi irrisori. Sono casi in cui preferiamo rifiutare la commessa in quanto non riteniamo professionale questo genere di collaborazioni\u00bb. \u00abAvvilimento\u00bb \u00e8 la parola che usa Mariacristina che \u00e8 ben conscia di quanta attenzione richiedano i suoi prodotti, tanto pi\u00f9 che il tratto distintivo dell\u2019attivit\u00e0 di GHEPI \u00e8 il <em>metal replacement<\/em>, la sostituzione dei metalli con polimeri ad alte prestazioni, che richiede \u00aba monte una vera e propria ricerca e sviluppo, non solo progettazione, perch\u00e9 devi individuare anche i giusti materiali da utilizzare per andare incontro ai requisiti di prodotto che il cliente esige. Questo \u00e8 un ambito che ci appassiona e nel quale i clienti ottengono spesso risultati che non si aspettavano\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ef29c2c elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"ef29c2c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mix-Metal-Replacement.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2MzksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvTWl4LU1ldGFsLVJlcGxhY2VtZW50LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"790\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mix-Metal-Replacement.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44639\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mix-Metal-Replacement.jpg 790w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mix-Metal-Replacement-366x500.jpg 366w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mix-Metal-Replacement-768x1050.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Metal Replacement.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3e1bab7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3e1bab7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il mercato a cui GHEPI si rivolge \u00e8 essenzialmente quello nazionale con una quota di export che si aggira intorno al 20%. <\/strong>Invece i settori sono tantissimi e molto diversi tra loro: \u00ab\u00c8 stata una scelta gi\u00e0 dei miei genitori ma che abbiamo deciso di mantenere trasformandola anzi in un nostro tratto caratteristico. Addirittura potrei dire che \u00e8 strategica perch\u00e9 avvicinarsi a un settore nuovo ti consente ogni volta di conoscere aspetti e soluzioni che entrano in un <em>know how<\/em> applicabile successivamente, in modo innovativo, in settori differenti\u00bb. E tra questi troviamo al primo posto per numerosit\u00e0 <strong>i produttori di macchine per packaging, che si tratti del confezionamento delle bustine di t\u00e8 e tisane oppure di quello delle vaschette per gli alimenti dei supermercati oppure ancora delle sigarette. Ma nel <em>palmar\u00e8s <\/em>dei clienti troviamo anche nomi importanti nell\u2019ambito delle macchine per il giardinaggio, dei macchinari da palestra, del trattamento delle acque reflue, dei lettori di codici a barre, della meccatronica.<\/strong><\/p><p><strong>La storia di GHEPI comincia nel 1972 quando Nemesio Gherpelli e Maria Gabriella Pinotti, marito e moglie, decidono di unire le loro forze e i loro sogni per creare un\u2019impresa che viene battezzata con la prima sillaba dei loro cognomi: la forza di un legame estrinsecata nella scelta del nome.<\/strong> Fino a quel momento Nemesio ha lavorato nel campo delle automazioni, dello stampaggio a iniezione e della costruzione degli stampi, Maria Gabriella invece fa la magliaia, entrambi con una sapienza artigiana, una capacit\u00e0 \u00abdel fare\u00bb, coniugata al desiderio di concretizzare una visione tant\u2019\u00e8 che avevano frequentato, ancora prima di fondare l\u2019azienda, una sorta di corso di gestione amministrativa. La spinta definitiva viene da un dissapore tra Nemesio e il suo datore di lavoro, non cos\u00ec grave a detta di Mariacristina, ma tale da indurlo a fare quel passo di cui evidentemente da tanto tempo aveva voglia. Tanto pi\u00f9 che le molte aziende che lo conoscevano come dipendente e ne apprezzavano le capacit\u00e0 gli avevano promesso del lavoro nello stesso campo in cui la GHEPI di oggi opera, cio\u00e8 la sostituzione di componenti in metallo con equivalenti in polimeri pi\u00f9 tecnici.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-399337e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"399337e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Famiglia-GHEPI.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2NDAsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvRmFtaWdsaWEtR0hFUEkuanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Famiglia-GHEPI.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44640\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Famiglia-GHEPI.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Famiglia-GHEPI-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Famiglia-GHEPI-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Foto della famiglia Gherpelli: da sinistra a destra, Elisabetta, Angela, Mariacristina, Nemesio con la moglie Maria Gabriella.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6829d64 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6829d64\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Nemesio e Maria Gabriella sono, pi\u00f9 che complementari, perfettamente in sintonia: <strong>lui tutto innovazione<\/strong> \u2013 \u00abha sempre voluto tecnologie all\u2019avanguardia non solo per una maggiore qualit\u00e0 della produzione, ma anche perch\u00e9, a suo parere, le persone lavorano pi\u00f9 volentieri su macchinari innovativi che non su quelli obsoleti\u00bb ricorda Mariacristina \u2013 <strong>e formazione<\/strong> \u00abper curare la crescita professionale dei collaboratori e motivarli\u00bb; <strong>lei, che nella neonata azienda si occupa dell\u2019amministrazione, attenta al lato umano nelle politiche gestionali<\/strong> e a tutti quegli aspetti che contribuiscono a fare del luogo di lavoro un ambiente dove si sta bene, dove c\u2019\u00e8 rispetto per gli altri e dove c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione <em>ante litteram<\/em> per la sostenibilit\u00e0 (\u00abera allergica agli sprechi, ove possibile recuperava gli scarti di produzione e cercava di riciclare\u00bb). E come genitori? \u00abMolto attenti e premurosi. Hanno vissuto sempre e solo per la famiglia e l\u2019azienda tant\u2019\u00e8 che tra noi tre sorelle ci dicevamo sorridendo che ne esisteva una quarta: la GHEPI\u00bb. GHEPI che ingrana subito bene tant\u2019\u00e8 che gi\u00e0 nel 1979 viene costruito un capannone pi\u00f9 grande e poi nel 2000, sempre per potersi ampliare, ci sar\u00e0 un ulteriore trasferimento nell\u2019attuale sede.<\/p><p>Nel 2009 la tempesta perfetta. Alla crisi internazionale scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti e dal fallimento della Lehmann Brothers e alle sue ripercussioni anche sulla manifattura italiana si unisce un evento che, per quanto annunciato \u2013 \u00abcon grande correttezza\u00bb sottolinea Mariacristina \u2013 gi\u00e0 da un paio d\u2019anni, <strong>ha ripercussioni pesantissime per GHEPI: il loro cliente pi\u00f9 importante, Tetra Pak, li lascia.<\/strong> \u00abQuesta uscita era frutto di una scelta strategica internazionale: l\u2019azienda aveva deciso di spostare le produzioni dei sistemi di chiusura nei Paesi di destinazione dei suoi prodotti, mentre fino a quel momento la produzione era concentrata esclusivamente in Italia. Le conseguenze sono ricadute non solo su di noi, ma su tutti i fornitori, per\u00f2 per GHEPI Tetra Pak valeva il 30% del fatturato. Se sommiamo questo valore al -20% dovuto alla crisi globale si arriva alla perdita secca della met\u00e0 del fatturato senza contare che la quota di Tetra Pak nel nostro portafoglio era quella con la marginalit\u00e0 pi\u00f9 alta perch\u00e9 gli stampi non venivano mai smontati, era una produzione che, diciamo, \u201candava da sola\u201d\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6dd0344 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6dd0344\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Hackathon-Studentesse-di-Ingegneria-2022.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2NDEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvSGFja2F0aG9uLVN0dWRlbnRlc3NlLWRpLUluZ2VnbmVyaWEtMjAyMi5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Hackathon-Studentesse-di-Ingegneria-2022.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44641\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Hackathon-Studentesse-di-Ingegneria-2022.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Hackathon-Studentesse-di-Ingegneria-2022-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Hackathon-Studentesse-di-Ingegneria-2022-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Le studentesse di Ingegneria e Design Industriale che hanno partecipato all\u2019Hackathon organizzato in occasione del 50\u00b0 di GHEPI: un concorso al femminile per elaborare idee e proposte legate ai temi della produzione sostenibile.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-400bc26 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"400bc26\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Mariacristina gi\u00e0 lavorava da una ventina d\u2019anni in GHEPI e ricorda bene l\u2019angoscia di quel periodo, che traspare ancora adesso nel suo racconto: <strong>\u00abNoi avevamo investito tutto nell\u2019azienda, non avevamo mai prelevato utili, per quella commistione azienda-famiglia che \u00e8 stata, oggi credo, un errore imprenditoriale ma che, come tante altre piccole imprese, perseguivamo senza esitazioni<\/strong>. Era la vigilia di Natale del 2009 quando i nostri consulenti ci hanno consigliato di aprire un concordato preventivo. Lo abbiamo rifiutato: perch\u00e9 la nostra crisi avrebbe dovuto ricadere sui nostri fornitori? Conoscevamo bene la procedura perch\u00e9 avevamo gi\u00e0 dovuto assorbire 5-6 concordati di nostri clienti che avevano aggravato la nostra condizione. I consulenti erano allibiti: ci hanno esposto la gravit\u00e0 della situazione spiegandoci che a partire dal 1\u00b0 gennaio tutti avrebbero conosciuto il nostro stato e noi non avremmo potuto far fronte alle richieste di rientro da parte delle banche, sarebbe stata la nostra fine. Ironia della sorte, ci ha salvati proprio una banca: il Banco S. Geminiano e S. Prospero di Reggio Emilia. Ci eravamo rivolti alle nostre banche esponendo in modo totalmente trasparente le nostre difficolt\u00e0, ma si rimpallavano la decisione di venirci incontro. Tutte tranne loro, che erano una banca del territorio con un forte imprinting etico. Bene, ricordo ancora \u2013 e ancora mi emoziono \u2013 quando il loro direttore di area mi ha chiamato fuori dalla sala riunioni e mi ha detto: \u201cCristina, se una banca come la nostra non aiuta un\u2019azienda come la vostra, cosa ci stiamo a fare?\u201d\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1343006 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1343006\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Premio-2023-per-Hackathon.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2NDIsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvUHJlbWlvLTIwMjMtcGVyLUhhY2thdGhvbi5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Premio-2023-per-Hackathon.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44642\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Premio-2023-per-Hackathon.jpg 1080w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Premio-2023-per-Hackathon-500x156.jpg 500w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Premio-2023-per-Hackathon-768x240.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Il premio Innovatori Responsabili vinto da GHEPI nel 2023 per il suo impegno nella valorizzazione delle donne e dei giovani.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a190dca elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a190dca\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Da l\u00ec comincia una faticosa e lenta risalita attraverso tre azioni: sviluppo commerciale \u00abperch\u00e9 avevamo bisogno di recuperare fatturato\u00bb, efficienza dei processi \u00abper diminuire costi e ridurre sprechi\u00bb e istituzione del controllo di gestione che fino ad allora in azienda non c\u2019era mai stato<\/strong>. Quindi <em>happy end<\/em> e \u00abvissero tutti felici e contenti\u00bb? Niente affatto perch\u00e9 nel 2014, quando il peggio sembra ormai alle spalle, un\u2019altra bufera si abbatte su GHEPI: \u00abAttraverso un conoscente avevamo trovato un cliente, nel settore medicale, che sembrava poter addirittura sostituire Tetra Pak come apporto di fatturato. All\u2019inizio la collaborazione \u00e8 stata straordinaria e lo abbiamo aiutato a risollevarsi da un blocco produttivo che durava da mesi. Quando la sua situazione si era normalizzata, ha iniziato a contestare le forniture con modalit\u00e0 pretestuose e il risultato \u00e8 stato una nuova fase difficile tra il 2014 e il 2015\u00bb.<\/p><p>A cui si aggiunge un gravissimo lutto famigliare che colpisce Angela, una delle due sorelle di Mariacristina: \u00abLei era il nostro Responsabile Operations, e mio cognato era Responsabile di un reparto di produzione \u2026 vorrei tralasciare le ripercussioni psicologiche di quell\u2019evento su tutti noi, ma si pu\u00f2 forse immaginare cosa abbia significato per un\u2019azienda come la nostra una tragedia di questa portata\u00bb.<\/p><p>Ma anche da quella batosta GHEPI si risolleva, la resilienza, si sa, \u00e8 un\u2019altra delle caratteristiche delle PMI<strong>. Arriviamo cos\u00ec al 2018 e a un evento del tutto inatteso: <\/strong>\u00ab<strong>Siamo stati contattati da un consulente di JSP International.<\/strong> A essere sincera all\u2019inizio pensavo a un errore perch\u00e9 in quel periodo leggevo, s\u00ec, di acquisizioni di PMI da parte di grandi gruppi, ma ero convinta che l\u2019interesse fosse rivolto a quelle che avevano fatturati pi\u00f9 importanti, almeno sui 20 milioni. Noi non ci eravamo ancora ripresi dalla crisi del 2015, eravamo sui 6 milioni. E JSP \u00e8 una corporate multinazionale da 3000 dipendenti e un billion di fatturato, quotata alla Borsa di Tokyo. \u00c8 vero che l\u2019operazione \u00e8 stata condotta per conto di JSP International, che \u00e8 la loro filiale EMEA, ma il gruppo \u00e8 quello\u2026 ci pareva impossibile che fossero interessati a noi e ancora prima che ci avessero trovati\u00bb.<br \/>Invece era tutto vero: JSP cercava in varie aree d\u2019Europa, fra cui l\u2019Emilia-Romagna, una realt\u00e0 che operasse nel campo dello stampaggio a iniezione delle materie plastiche, e tramite scouting, banche dati incrociate e altri strumenti di indagine erano arrivati alla GHEPI. O meglio, era stato individuato un gruppo di imprese nel quale GHEPI era risultata la migliore per tutta una serie di ragioni.<\/p><p>Siamo al <em>clou<\/em>: che cosa spinge un\u2019azienda ormai in buona salute ad accondiscendere a un\u2019acquisizione da parte di un grande gruppo? Mariacristina non ha esitazioni: \u00ab<strong>Una riflessione su come si sono evoluti i mercati in questi ultimi dieci anni e sulle prospettive di sviluppo futuro. La globalizzazione, le crescenti esigenze dei clienti e le sfide tecnologiche richiedono una tipologia di competenze e di risorse che una piccola impresa non \u00e8 sempre in grado di assicurare, soprattutto con la marginalit\u00e0 del conto terzi. <\/strong>Per cui ci siamo chiesti: vogliamo provare a sopravvivere pur di mantenere la gestione nelle nostre mani o investiamo nel futuro anche se ci\u00f2 comporta di affidare ad altri la nostra azienda per farla crescere? Di fronte a questi scenari abbiamo scelto di accogliere l\u2019interesse manifestato da una multinazionale, convinti che consentir\u00e0 uno sviluppo ulteriore, tanto pi\u00f9 che JSP come primo passo ha investito nell\u2019acquisto di un terreno, dietro alla nostra sede, che ne ha la medesima estensione e perci\u00f2 potremo raddoppiare lo stabilimento\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-97a4724 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"97a4724\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Robot-Collaborativo.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDQ2NDYsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8wNVwvUm9ib3QtQ29sbGFib3JhdGl2by5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1067\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Robot-Collaborativo.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-44646\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Robot-Collaborativo.jpg 810w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Robot-Collaborativo-375x500.jpg 375w, https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Robot-Collaborativo-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Un robot collaborativo in azione in GHEPI.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cf41ced elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"cf41ced\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Al momento JSP ha acquisito il 35 % delle quote, ma la previsione \u00e8 che rilevino la maggioranza o addirittura il 100% di GHEPI. <\/strong>Non \u00e8 stato facile farlo accettare a Nemesio e Maria Gabriella: \u00abNe hanno sofferto all\u2019inizio. Si capisce, \u00e8 la loro creatura. Per\u00f2 la loro creatura deve continuare in un contesto che non \u00e8 pi\u00f9 quello che hanno vissuto per buona parte della loro vita attiva e alla fine hanno capito, volendo il meglio per l\u2019azienda, che in questo modo le si sarebbe garantito un futuro\u00bb. E le persone che vi lavorano? \u00abDiciamo che all\u2019inizio c\u2019\u00e8 stata un po\u2019 di preoccupazione, anzi c\u2019\u00e8 ancora. Per\u00f2 la cultura giapponese costruisce relazioni di lunga durata, \u00e8 la prima cosa che JSP ci ha spiegato, non ha l\u2019atteggiamento rapace di chi viene, realizza e poi fugge portandosi via il <em>know how<\/em>. <strong>E in questi primi anni di vicinanza e collaborazione, abbiamo sempre sentito da parte loro un grande rispetto, un estremo interesse e la volont\u00e0 di ascoltare, capire e conoscere, con l\u2019obiettivo di creare sinergie e nuove progettualit\u00e0. <\/strong>Capisco che qualcuno possa avere dei dubbi, ma penso siano legati pi\u00f9 all\u2019incertezza su come si trasformer\u00e0 il posto di lavoro che al timore di perderlo\u00bb. E a proposito del territorio, che reazioni ci sono state da parte di comunit\u00e0 e istituzioni? \u00abDevo dire di grande interesse e soddisfazione. Molte persone ci hanno fatto i complimenti per aver attirato l\u2019attenzione di un socio cos\u00ec importante e la sindaca \u00e8 contenta perch\u00e9 ci legge un apprezzamento per tutto quello che negli anni \u00e8 stato costruito qui a Cavriago e, soprattutto, per le prospettive di sviluppo locale\u00bb.<\/p><p>Quindi la morale di questa storia \u00e8 che piccolo non \u00e8 bello? \u00abNon voglio dare un\u2019impressione sbagliata. Bisogna distinguere tra gli aspetti umani delle PMI \u2013 che non sono smentibili perch\u00e9 la piccola dimensione porta a livelli di sensibilit\u00e0 e attenzione superiore alla media, che le grandi realt\u00e0 industriali non possono minimamente permettersi per motivi organizzativi \u2013 e gli altri aspetti. <strong>Quando dico che piccolo non \u00e8 pi\u00f9 bello mi riferisco al tema della debolezza strutturale, cio\u00e8 alle prospettive di oggi per riuscire non solo a sopravvivere, ma a dare all\u2019azienda una continuit\u00e0 dignitosa, una redditivit\u00e0 corretta, per poter fare investimenti, per potersi sviluppare<\/strong>. Forse sono influenzata dal fatto che noi, pur essendo una PMI e senza avere prodotti nostri, abbiamo sempre fatto molta attivit\u00e0 di ricerca, di sviluppo, di innovazione perch\u00e9 era anche un modo per \u201crespirare aria nuova\u201d, per acquisire conoscenze, farci partecipare a progetti che ci facessero anche un po\u2019 sognare oltre che mettere a frutto le nostre competenze. Per\u00f2 tutto questo diventa molto difficile se hai risorse limitate e quindi margini di manovra ristretti. Negli anni Settanta si \u00e8 assistito al fenomeno dell\u2019esternalizzazione delle forniture che da un iniziale decentramento di capacit\u00e0 produttiva, per gestire gli ordini in eccesso, si \u00e8 evoluto in un decentramento di competenze, quando le aziende committenti hanno deciso di mantenere all\u2019interno solo le linee di assemblaggio ed eventualmente alcuni processi produttivi speciali, delegando tutte le altre forniture a partner esterni. Nel settore delle materie plastiche, molto giovane rispetto a quello dei metalli, le competenze non sono ancora adeguatamente presenti e diffuse, per cui incontriamo spesso difficolt\u00e0 nel far comprendere il valore di proposte e soluzioni avanzate rispetto a quelle che ci vengono sottoposte da alcuni clienti per confronto con altri competitor. A ci\u00f2 si aggiunge la criticit\u00e0 fisiologica del conto terzi che, in Italia, \u00e8 sovente un modo per ridurre i costi non riconoscendo le attivit\u00e0 indirette di sviluppo dei progetti e dei servizi mentre all\u2019estero sono considerate di primaria importanza\u00bb.<\/p><p>Mariacristina \u00e8 un fiume in piena, ma con lucida consapevolezza di ci\u00f2 che dice: \u00abPoi s\u00ec, \u00e8 vero, che le piccole imprese sono l\u2019ossatura del nostro sistema industriale, ma comunque credo sia un\u2019ossatura fragile. Tanto che questa convinzione, unita ad un forte spirito di collaborazione, ci ha portati nel 2009 a dare vita al nostro primo progetto di rete di imprese, la forma contrattuale proposta da Confindustria proprio per superare il cosiddetto \u201cnanismo\u201d delle imprese italiane. <strong>La verit\u00e0 \u00e8 che spesso noi piccoli imprenditori siamo un po\u2019 individualisti, non siamo capaci di fare un passo indietro, di cedere del nostro per costruire qualcosa di pi\u00f9 grande insieme agli altri e forse \u00e8 anche per questo che in Italia abbiamo cos\u00ec tante piccole e micro imprese\u00bb. <\/strong>\u00c8 una visione molto severa, consolidata per\u00f2 da ben quattro esperienze negative di contratti di rete. Due di questi contratti si sono rapidamente dissolti perch\u00e9 o i campi su cui lavoravano erano troppo pionieristici oppure perch\u00e9 le differenze di dimensione e struttura tra i partecipanti rendevano impraticabile la collaborazione, ma gli altri due sono stati minati alla base proprio dall\u2019atteggiamento denunciato da Mariacristina, il desiderio di qualcuno di prevalere sugli altri, l\u2019assenza di una reale volont\u00e0 di condivisione a favore del proprio interesse, la tendenza nepotistica di favorire gli amici e gli amici degli amici: \u00abE allora, diciamo che anche la rete, quella che prevede la gestione integrata del business, se non un\u2019utopia \u00e8 comunque un obiettivo difficile da perseguire. \u00c8 pi\u00f9 semplice se ci si limita a condividere iniziative commerciali o di marketing come, per esempio, la partecipazione alle fiere, ma non \u00e8 questo il senso della rete in cui noi credevamo\u00bb.<\/p><p>Uno sguardo sul domani? \u00abEssendo accreditati dal 2011 come Laboratorio di Ricerca della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna, dopo l\u2019esperienza dei contratti di rete abbiamo scelto di concentrarci sul nostro core business ampliando il network negli ambiti ricerca, sviluppo e innovazione, anche grazie all\u2019adesione al Clust-ER Meccatronica e Motoristica. Cos\u00ec facendo, e grazie a uno staff di collaboratori molto qualificati, intendiamo offrire ai nostri clienti un servizio sempre pi\u00f9 professionale introducendo anche nuove progettualit\u00e0 rivolte alla sostenibilit\u00e0 ambientale e all\u2019economia circolare per ridurre l\u2019impronta di carbonio dei nuovi prodotti grazie all\u2019ecodesign con materiali avanzati, polimeri espansi, riciclati e biopolimeri. \u00c8 questo un ambito di grande interesse anche per JSP e ritengo che sia un ottimo auspicio per il nostro futuro\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PMI: acronimo di Piccole Medie Imprese, cio\u00e8 quelle imprese che hanno un numero di addetti tra i 10 e i 249 e un fatturato annuo inferiore ai 50 milioni. <\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":44660,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[233],"tags":[],"class_list":["post-44634","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-heritage"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.3 (Yoast SEO v27.7) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Piccolo \u00e8 bello? 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