{"id":45249,"date":"2025-11-07T14:19:51","date_gmt":"2025-11-07T13:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=45249"},"modified":"2025-11-07T15:01:35","modified_gmt":"2025-11-07T14:01:35","slug":"la-donna-sulla-fune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/la-donna-sulla-fune\/","title":{"rendered":"La donna sulla fune"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"45249\" class=\"elementor elementor-45249\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b96b17 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5b96b17\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-51fee6a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"51fee6a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Sostenibilit\u00e0: Workout magazine incontra Micaela Lorenzi, CEO di Greenchemicals S.r.l.<\/strong><\/p><p>Le equilibriste. Cos\u00ec le definisce il rapporto che <em>Save the Children<\/em> pubblica ogni anno \u2013 dal 2015 \u2013 cercando di \u00abrisvegliare le coscienze\u00bb come scrive Luisa Corazza (professoressa ordinaria di diritto del lavoro nell\u2019Universit\u00e0 degli Studi del Molise nonch\u00e9 Consulente del Presidente della Repubblica per le questioni di carattere sociale) nella prefazione dell\u2019edizione 2025. <strong>Chi sono le equilibriste? Sono le madri lavoratrici, le penalizzate tra le penalizzate perch\u00e9 se \u00e8 vero che le donne soffrono ancora di un pesante <em>gender gap<\/em> nel mondo del lavoro, le mamme che lavorano sono gravate anche dalla cosiddetta <em>child penalty<\/em><\/strong>, che le inchioda a un perenne slalom tra mille ostacoli che vanno dall\u2019assenza di servizi che le possano supportare nella vita quotidiana a tutta una serie di pregiudizi che rende loro difficile la permanenza nel mondo del lavoro. Luisa Corazza \u00e8 lapidaria: \u00abCombinare maternit\u00e0 e lavoro costituisce ancora una sfida\u00bb.<\/p><p>I numeri? Tanti e tutti significativi. Ma innanzitutto una domanda \u00e8 d\u2019obbligo: come stiamo a bambini in Italia? Non bene. Secondo i dati dell\u2019ISTAT nel 2024 i nuovi nati sono stati 370.000, in calo del 2,6% rispetto all\u2019anno precedente. Questo significa che ogni 1000 abitanti ci sono 6,3 nati mentre nel 2024 erano uno in pi\u00f9. \u00c8 un tasso di natalit\u00e0 da inverno demografico che certamente \u00e8 causato dalla combinazione di pi\u00f9 fattori, non ultime scelte culturali molto individuali, ma non nascondiamoci che a incidere pesantemente \u00e8 anche la difficolt\u00e0 tutta sulle spalle delle donne di conciliare famiglia e lavoro, la precariet\u00e0 dei redditi, l\u2019insicurezza del posto di lavoro. E la \u00abprova del nove\u00bb \u00e8 insita in altri numeri: per esempio, <strong>nel settore privato l\u2019aumento salariale delle madri quindici anni dopo la nascita del primo figlio \u00e8 del 57% inferiore a quello delle lavoratrici senza figli con caratteristiche<\/strong> <strong>simili <\/strong>\u2013 l\u2019indagine \u00e8 stata condotta da INPS tra il 1985 e il 2018 \u2013 e questo divario si manifesta immediatamente dopo la nascita e si mantiene inalterato nel tempo.\u00a0 <strong>Ma non \u00e8 tutto, perch\u00e9 le madri, a quindici anni dopo la nascita, hanno tassi di uscita dal lavoro del 12% superiori alle donne senza figli <\/strong>e in generale \u00e8 maggiore nelle Regioni italiane dove i servizi risultano pi\u00f9 carenti. Un\u2019ulteriore conferma di quanto sia difficile il lavoro per le madri viene dai provvedimenti di convalida dell\u2019Ispettorato del Lavoro (cio\u00e8 l\u2019attestazione della genuinit\u00e0 delle risoluzioni consensuali del contratto di lavoro, obbligatoria per talune categorie come, appunto, le lavoratrici con figli): nel 2022 il 72,8% di tutte le convalide era riferito a donne ed erano dimissioni volontarie motivate per pi\u00f9 della met\u00e0 dalla difficolt\u00e0 di conciliare figli e lavoro (e, attenzione, di quest\u2019ultimo gruppo ben il 17,6% citava cause riguardanti l\u2019organizzazione del lavoro stesso o scelte del datore di lavoro<strong>). Se poi parliamo dei tassi di occupazione per la fascia di et\u00e0 compresa tra i 25 e i 54 anni, nel 2024 si attestano al 68,9% nel caso delle donne senza figli e al 62,3% per le madri: tanto per fare un confronto, nello stesso anno la percentuale dei padri che lavorano, \u00e8 del 91,5%.<\/strong> In altre parole, se sei donna, ma ancora di pi\u00f9 se sei madre, la tua presenza nel mondo del lavoro si raref\u00e0. Non in modo uguale per tutte: a un livello di istruzione superiore corrisponde un tasso di occupazione pi\u00f9 alto, quindi sono le fasce socialmente pi\u00f9 fragili, meno acculturate, a essere le pi\u00f9 colpite.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f876723 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f876723\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Uffici-desio.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTIsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvVWZmaWNpLWRlc2lvLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"714\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Uffici-desio.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45252\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">L\u2019Headquarters Greenchemicals a Desio.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31ea7a3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"31ea7a3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Si potrebbe proseguire a lungo perch\u00e9 ogni numero del rapporto evidenzia una disparit\u00e0 desolante a cui le istituzioni dovrebbero sentirsi obbligate a dare una risposta. Vorrei solo citare ancora un dato proveniente da uno studio del 2025 di Confprofessioni e relativo alle donne che esercitano una libera professione: su un campione di 1300 casi solo il 37% delle donne ha dichiarato di <strong>non<\/strong> aver subito cambiamenti nella propria attivit\u00e0 dopo la nascita di un figlio contro il 68% degli uomini, quindi la maggioranza aveva dovuto riorganizzare la propria vita lavorativa in funzione delle necessit\u00e0 famigliari. <strong>E ben quattro professioniste su cinque ritengono che la maternit\u00e0 possa compromettere il percorso lavorativo<\/strong>. Con questi dati ci possiamo lamentare del crollo delle nascite nel nostro Paese?<\/p><p>Mi sono dilungata, \u00e8 vero, ma solo per dare un quadro, sia pure parziale, della vulnerabilit\u00e0 delle donne nel mondo del lavoro e per conferire senso e spessore alla decisione di molte di loro di rinunciare alla maternit\u00e0 o di posticiparla finch\u00e9 purtroppo non diventa troppo tardi: non \u00e8 egoismo, \u00e8 \u00absemplicemente\u00bb difficile nelle condizioni attuali. E se pensate che ci siano categorie privilegiate, per esempio le imprenditrici di successo, che non abbiano dovuto confrontarsi con questi problemi per benefici \u00abdi casta\u00bb o per una concomitanza di eventi casuali e fortunati, beh, non \u00e8 cos\u00ec o per lo meno non sempre. <strong>Lo testimonia la storia di Micaela Lorenzi, madre di quattro figli e fondatrice (nel 2010) nonch\u00e9 CEO di Greenchemicals Srl, azienda brianzola specializzata in autoestinguenti, cio\u00e8 additivi per la plastica la cui funzione \u00e8 di ritardare la fiamma<\/strong>. Ma della produzione di Greenchemicals parleremo dopo, adesso \u00e8 il momento di dare spazio al racconto di Micaela.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60b48f8 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"60b48f8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/masterbatch.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvbWFzdGVyYmF0Y2guanBnIn0%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/masterbatch.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45253\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Masterbatch.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-95ee59c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"95ee59c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u00abS\u00ec, da bambina giocavo con il Piccolo Chimico. Mi sono sempre piaciute le scienze in generale, ma soprattutto erano i materiali a intrigarmi, mi affascinava mischiare le sostanze per vedere che cosa succedeva. All\u2019inizio mi attirava il settore cosmetico perch\u00e9 mia madre faceva la parrucchiera, ma quando mi sono iscritta a Chimica Industriale all\u2019Universit\u00e0 di Milano e mi sono ritrovata a frequentare gli stessi laboratori, gli stessi ambienti dove Natta aveva inventato il polipropilene e ancora si avvertiva, potrei dire, la sua presenza nell\u2019aria, in quel fermento di idee, di ipotesi, di studi che rendeva ogni giorno elettrizzante, beh, mi sono innamorata della plastica\u00bb. L\u2019universit\u00e0 finisce, Micaela fa qualche esperienza di laboratorio, ma non si sente a proprio agio, ha bisogno di un ambiente pi\u00f9 dinamico, \u00e8 curiosa e il suo sguardo vuole spaziare al di l\u00e0 di provette, bilance e centrifughe. <strong>La decisione \u00e8 presto presa e la prima assunzione \u00e8 in ambito commerciale, come venditrice di additivi per la gomma, a cui segue, pochi anni dopo, l\u2019importante opportunit\u00e0 di lavorare per una grossa multinazionale americana, la Great Lakes (oggi Lanxess), la cui produzione era focalizzata su additivi per plastica<\/strong>, tra i quali autoestinguenti, antiossidanti e assorbitori di UV: \u00abAll\u2019inizio ero responsabile del mercato italiano, poi il mio raggio d\u2019azione si \u00e8 esteso a tutto il Sud-Est Europa. \u00c8 stata un\u2019esperienza formativa incredibile perch\u00e9 si pu\u00f2 dire quello che si vuole sulle multinazionali americane, e io stessa le critico su alcuni aspetti, ma davvero l\u00ec ti insegnano a lavorare, soprattutto ti allenano a \u201cmettere un\u2019azienda sulla carta\u201d, impari a fare budget, forecast, previsioni, in buona sostanza a pianificare, a capire dove eri, dove sei arrivato e dove riuscirai ad andare\u00bb.<\/p><p>Ci passa sei anni, anni fecondi, istruttivi, in cui assimila cosa voglia dire fare impresa. Poi tutto cambia: \u00abCome succede spesso nelle multinazionali, anche la mia \u00e8 stata venduta, anzi \u00e8 passata attraverso due vendite, e questo si \u00e8 tradotto in un vero terremoto nel commerciale. \u00c8 stata in quella fase che mi sono scontrata con il <em>gender gap<\/em>, in relazione soprattutto alla possibilit\u00e0 di carriera\u00bb. <strong>Eh s\u00ec, perch\u00e9 Micaela capisce subito che l\u00ec non far\u00e0 pi\u00f9 un passo in avanti, non solo, ma che la sua vita professionale diventer\u00e0 un arrancare penoso nonostante l\u2019ottima <em>performance<\/em> nel suo lavoro. Per molti motivi diversi tra i quali per\u00f2 spicca un dato di fatto: \u00e8 incinta della sua primogenita<\/strong>, \u00abCon l\u2019avanzare della gravidanza, ma ancora di pi\u00f9 pensando al \u00abdopo\u00bb, non sarei stata in grado di svolgere un lavoro alle vendite che mi portava fuori casa anche venti giorni al mese. Da qui la proposta che mi hanno fatto di passare a un ruolo diverso, stanziale e non in Italia. A quel punto non ho potuto fare altro che licenziarmi\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbaa54d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"bbaa54d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Smartplastics-2025.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTQsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvU21hcnRwbGFzdGljcy0yMDI1LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1067\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Smartplastics-2025.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45254\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Un momento dello <span style=\"font-style: normal\">speech<\/span> di Micaela Lorenzi alla conferenza Smartplastics 2025.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bbb8773 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"bbb8773\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Micaela \u00e8 una combattente e senza deprimersi pensa a un piano B: darsi all\u2019insegnamento, classica scelta femminile che tiene tutto insieme, famiglia e lavoro. Ci prova anche, ma proprio non ce la fa, \u00e8 abituata a un <em>train de vie<\/em> pi\u00f9 dinamico. <strong>Esiste per\u00f2 un piano, diciamo, C: la consulenza. \u00abOrmai avevo maturato un bel po\u2019 di esperienza nel campo degli additivi della plastica, avevo diversi contatti e una buona reputazione sicch\u00e9 ho abbracciato questa strada. Erano gli anni 2006-2007 e in quel periodo cominciavano ad arrivare in Europa additivi di produzione asiatica con prezzi estremamente attraenti ma anche con tanti \u00abpunti di domanda\u00bb legati, per esempio, alla loro effettiva qualit\u00e0<\/strong>. Esisteva poi anche il problema della gestione di tutto l\u2019iter di importazione con le varie norme a cui ottemperare, le aziende ancora non erano strutturate per svolgere quell\u2019attivit\u00e0. E non solo quelle medie, ma anche le grandi, come Italcementi che mi aveva acceso proprio un contratto di consulenza sul controllo qualit\u00e0 di additivi provenienti dalla Cina e che a un certo punto mi ha proposto di occuparmi in prima persona dell\u2019intero processo, dall\u2019acquisto all\u2019importazione cos\u00ec da consegnargli i prodotti gi\u00e0 controllati, sdoganati e \u201cpronti all\u2019uso\u201d\u00bb.<\/p><p>Un salto quantico. Anche perch\u00e9 i produttori cinesi vogliono essere pagati in anticipo, ci vogliono soldi e bisogna trovarli. Micaela decide perci\u00f2 di chiedere un finanziamento alla sua banca ipotecando la casa: \u00abNemmeno avevo finito di pagarla. Avevo, certo, un <em>business plan<\/em>, ma con due clienti soli, anche se di prima grandezza come Italcementi e Knauf. E avevo una bambina di tre mesi. Mi hanno concesso 500.000 euro e cos\u00ec sono partita con la mia startup\u00bb. Startup che non ha neanche una sede: Micaela lavora da sola e da casa. La sua prima \u00abcompagna di strada\u00bb si affianca dopo qualche tempo, quando il <em>business <\/em>ha cominciato a ingranare: \u00abEra ed \u00e8 una mia amica d\u2019infanzia, ragioniera, che aveva perso il lavoro quando aveva avuto una bambina. \u00c8 Alessandra e tuttora lavora qui occupandosi dell\u2019amministrazione e del personale\u00bb. A loro si aggiunge presto una terza donna, Chiara, anche lei disoccupata con due figli, assunta attraverso una societ\u00e0 interinale, che \u00e8 responsabile di tutte le <em>operations<\/em>. Tre profili diversi accumunati dalla necessit\u00e0 di lavorare da casa, magari smettere alle quattro del pomeriggio per andare a prendere i bambini a scuola per poi riprendere dopo cena: \u00ab<strong>Abbiamo dimostrato che pur essendo donne, pur lavorando in <em>smart working<\/em> \u2013 termine e concetto che allora nemmeno si sapeva cosa volesse dire \u2013, pur essendo mamme con tante necessit\u00e0 e obblighi ben precisi, pur non potendo iniziare alle sette della mattina, si riusciva comunque a fare impresa e a farla bene. <\/strong>Abbiamo sfatato tutti i pregiudizi che tanti problemi ci hanno procurato nei precedenti posti di lavoro, tipo \u201cquesto non lo puoi fare perch\u00e9 sei donna o perch\u00e9 sei madre, o perch\u00e9 non puoi lavorare dieci ore di fila\u201d, non era vero niente. Si pu\u00f2 fare tutto\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ef29c2c elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"ef29c2c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PHOTO-2025-11-04-12-54-10.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTYsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvUEhPVE8tMjAyNS0xMS0wNC0xMi01NC0xMC5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"694\" height=\"478\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PHOTO-2025-11-04-12-54-10.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45256\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Micaela Lorenzi con Alessandra e Chiara, le sue prime \u00abcompagne d\u2019avventura\u00bb.  <\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3e1bab7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3e1bab7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>E il fatto paradossale \u00e8 che da imprenditrice Micaela non ha mai incontrato alcuna difficolt\u00e0 legata al genere n\u00e9 con i clienti n\u00e9 con i fornitori n\u00e9 con le banche, \u00aba quel punto ti vedono tutti con occhi diversi\u00bb dice e aggiunge \u00abQuando ti dicono che sei brava. No, brave sono le donne che da dipendenti riescono a fare carriera comunque, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019impresa ciclopica. Quando sei indipendente \u201cte la canti e te la suoni\u201d da sola, ma quando sei invece una dipendente hai molti pi\u00f9 ostacoli da superare ed equilibri da instaurare\u00bb. <strong>Forse \u00e8 anche per questo motivo che Micaela, quando deve assumere qualcuno, a parit\u00e0 di condizioni privilegia una donna, \u00abperch\u00e9 un uomo se la cava sempre, una donna no\u00bb. E forse \u00e8 sempre per questo che in Greenchemicals ci sono donne uscite con le ossa a pezzi da cause legali per mobbing o licenziate dopo la maternit\u00e0 oppure ancora a casa da tanto tempo perch\u00e9 ormai scoraggiate e intimorite all\u2019idea di rimettersi nuovamente in gioco<\/strong>. E in quei casi Micaela non guarda alla preparazione pregressa, ma alla loro attitudine al fare. Mi racconta dell\u2019assunzione di una giovane donna in procinto di chiudere il suo negozio di abbigliamento perch\u00e9 non riusciva pi\u00f9 a stare in piedi con questa attivit\u00e0: \u00abDoris \u00e8 arrivata cos\u00ec, avevo messo un annuncio di lavoro alla scuola dei miei figli e questa ragazza mi aveva telefonato, tra l\u2019altro non per s\u00e9, ma per una sua amica. Parlandole mi era parsa molto spigliata, mi era proprio piaciuta sicch\u00e9 le ho chiesto cosa facesse nella vita e quando mi ha detto della sua situazione, le ho chiesto se le sarebbe interessato un colloquio. Era molto restia, mi diceva: \u201cMa che ne so io di chimica? Ho venduto capi d\u2019abbigliamento fino a ieri\u00bb. E invece avevo ragione: \u00e8 perfetta per la posizione di <em>sales manager<\/em> e ha scoperto la sua vera vocazione. Certo adesso che l\u2019azienda si \u00e8 ingrandita (le donne attualmente sono una ventina, tutte in ufficio) \u00e8 venuto un po\u2019 meno lo spirito degli inizi quando ci sentivamo pi\u00f9 sorelle che colleghe, andavamo insieme in vacanza con i figli, avevamo mantenuto la capacit\u00e0 di sognare nonostante dovessimo superare mille difficolt\u00e0\u00bb. Oggi la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 pragmatica, in azienda ci sono pi\u00f9 regole, fermo restando che nessuna timbra il cartellino, a nessuna viene negato un permesso e le ferie sono un diritto assoluto nei modi e nei tempi.<\/p><p>A questo punto \u00e8 arrivato il momento di spiegare cosa produce Greenchemicals e da dove nasca quel <em>Green<\/em> iniziale che colloca immediatamente l\u2019azienda in un perimetro virtuoso e sostenibile: \u00abBisogna innanzitutto spiegare che <strong>gli autoestinguenti sono obbligatori per tutta una serie di applicazioni nel mondo della plastica che vanno dal settore domestico all\u2019<em>automotive<\/em>, dai treni e dagli aerei ai settori elettronico ed elettrico, ma anche arredamento e costruzioni per rendere la plastica stessa pi\u00f9 resistente al fuoco<\/strong>. Basti pensare che, tanto per citare un esempio, una casa in cui i materiali non contenessero questi additivi brucerebbe completamente, nel caso di incendio, nel giro di dieci minuti al massimo, mentre il loro utilizzo rallenta l\u2019avanzamento del fuoco fino a quaranta, cinquanta minuti di tempo, il che consente alle persone che la abitano di mettersi un salvo e ai soccorsi di arrivare. Qual \u00e8 il loro problema? Che impattano sull\u2019ambiente perch\u00e9 una buona parte di essi \u00e8 a base di bromo oppure di triossido di antimonio \u2013 che tra l\u2019altro \u00e8 un sospetto cancerogeno \u2013 e poi che sono fastidiosi sia per chi li formula sia per chi li maneggia perch\u00e9 normalmente sono in polvere con il rischio concreto di respirarli, sia pure mettendo in atto le obbligatorie precauzioni. <strong>Occorre perci\u00f2 trasformarli in una forma fisica che li renda facili da gestire (e quindi pi\u00f9 <em>safe<\/em>): quella pi\u00f9 comunemente adottata \u00e8 il cosiddetto <em>masterbatch<\/em>, cio\u00e8 un granulino di plastica in cui inglobiamo l\u2019additivo. Senza contare che esistono anche additivi in forma liquida. Ma non ci limitiamo a questo, anzi. Noi gli additivi li formuliamo, per renderli pi\u00f9 attivi o pi\u00f9 stabili e comunque pi\u00f9 <em>eco-friendly<\/em> <\/strong>per ridurne gli effetti negativi sull\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-399337e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"399337e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fiera-K-evento-in-collaborazione-con-Frigosystem.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTcsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvRmllcmEtSy1ldmVudG8taW4tY29sbGFib3JhemlvbmUtY29uLUZyaWdvc3lzdGVtLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fiera-K-evento-in-collaborazione-con-Frigosystem.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45257\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">I team di Greenchemicals e Frigosystem insieme, in un evento in occasione della fiera K 2025.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6829d64 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6829d64\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Da qualche anno, inoltre, Greenchemicals \u00e8 attiva sul fronte del riciclo dei polimeri<\/strong>, un ramo di attivit\u00e0 che a Micaela piace particolarmente perch\u00e9, mentre per quanto concerne gli autoestinguenti ci sono dei limiti oggettivi al miglioramento della loro sostenibilit\u00e0 ambientale, sulla qualit\u00e0 dei materiali plastici riciclati vede la possibilit\u00e0 concreta di un progresso tale da permettere un pieno utilizzo di ci\u00f2 che viene buttato. Mi spiego meglio, <strong>la plastica riciclata non ha le stesse caratteristiche di quella vergine e quindi ha delle limitazioni nel suo utilizzo, ma in Greenchemicals si studiano processi e additivi che vogliono rendere i due materiali sempre pi\u00f9 simili<\/strong>. Per ottenere questo risultato si sfrutta l\u2019estrusione, un processo in <em>continuum<\/em> pi\u00f9 facile da controllare, ma anche meno costoso e meno energivoro: \u00abIn parole povere, con l\u2019ausilio di particolari additivi facciamo avvenire all\u2019interno dell\u2019estrusore delle piccole reazioni chimiche che migliorano la qualit\u00e0 del <em>compound<\/em>. Per esempio, insieme al Politecnico di Milano, abbiamo studiato, e brevettato, come rimuovere l\u2019odore della plastica riciclata per mezzo di un lavaggio interno dell\u2019estrusore con anidride carbonica. E ancora, grazie ad alcuni additivi riusciamo a \u00abricostruire\u00bb il peso molecolare di alcuni polimeri durante il processo di estrusione e quindi a ridare ai prodotti ottenuti le caratteristiche che avevano prima di essere utilizzati, in pratica gli \u00abricostruiamo\u00bb la verginit\u00e0! Esistono anche additivi che consentono al polimero riciclato di conservare il colore bianco che aveva in partenza. Insomma, la tecnologia per il riciclo della plastica corre sempre pi\u00f9 veloce. Casomai \u00e8 la burocrazia che non tiene il passo, cos\u00ec che gli ostacoli che le frappone sono talmente tanti da rallentare questo processo virtuoso che continua a sfornare soluzioni incredibili\u00bb.<\/p><p>Il rapporto con le universit\u00e0, <em>in primis<\/em> con i Politecnici di Milano e di Torino, \u00e8 un po\u2019 il fiore all\u2019occhiello dell\u2019azienda. <strong>Soprattutto la collaborazione con l\u2019Alta Scuola Politecnica, un programma avanzato e multidisciplinare, istituito dai due Politecnici e riservato ogni anno a 150 studenti particolarmente brillanti e motivati che abbiano almeno conseguito la laurea triennale nelle facolt\u00e0 di Ingegneria e Architettura o nella Scuola del Design<\/strong>. Questi talenti seguono percorsi che prevedono anche progetti specifici in collaborazione con le aziende, o meglio, le aziende propongono dei progetti che possono o meno essere scelti dai ragazzi: \u00abQuest\u2019anno abbiamo \u00abvinto\u00bb con una proposta relativa all\u2019eliminazione dell\u2019alluminio dal PolyAl, che \u00e8 il materiale che deriva dal riciclo dei contenitori Tetrapak e che \u00e8 composto da una miscela di polietilene e, appunto, di alluminio. Ho cos\u00ec avuto l\u2019onore di lavorare con sette giovani, tutti usciti dall\u2019universit\u00e0 con 110 e lode, tutti superskillati e che purtroppo sono tutti andati all\u2019estero\u00bb. C\u2019\u00e8 una lieve traccia di delusione nella voce di Micaela quando mi racconta che ha fatto di tutto per trattenerne qualcuno di loro, senza successo. E le risorse che invece si trovano nel territorio? Il ritratto che ne esce ha luci e ombre. Da un lato, dice Micaela, i giovani che arrivano ai colloqui in Greenchemicals hanno \u00abun bagaglio di conoscenze nettamente superiore al nostro, soprattutto per quanto concerne i mezzi informatici, la comunicazione. Ci vedono come dei dinosauri, lenti, goffi e per questo motivo non hanno quel rispetto che noi provavamo verso i nostri superiori, senza capire che certamente loro ne sapranno di pi\u00f9 dal punto di vista digitale, ma gli manca quella conoscenza pratica che nasce da venti o trent\u2019anni di lavoro sul campo\u00bb. Micaela poi sottolinea la loro eccessiva impazienza per quanto concerne crescita dello stipendio e benefit: \u00abMa forse eravamo cos\u00ec anche noi!\u00bb ammette sorridendo.<\/p><p><strong>Greenchemicals oggi ha due impianti produttivi \u2013 uno nel Padovano, Seta Polymers, in partecipazione con altri soci e il secondo, Polichem, vicino a Garlasco \u2013 e una serie di uffici dislocati strategicamente in Europa, negli Stati Uniti e in Cina.<\/strong> Nei confronti di quest\u2019ultima, Micaela ha grande rispetto e considerazione, scevri da quel terrore quasi al confine con l\u2019astio che pervade altri imprenditori: \u00abNoi compriamo l\u201980% delle materie prime da produttori cinesi e mi sono sempre trovata bene. E posso aggiungere che dal 2007, anno in cui ho cominciato a collaborare con loro, sono cambiati moltissimo in tutti quegli aspetti che in genere noi occidentali critichiamo di pi\u00f9, come le condizioni di lavoro. All\u2019inizio s\u00ec, vedevo situazioni terribili che per\u00f2 non ho pi\u00f9 incontrato gi\u00e0 a partire dall\u2019Expo di Shangai nel 2010\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6dd0344 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6dd0344\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Uffici-Polichem.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDUyNTgsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI1XC8xMVwvVWZmaWNpLVBvbGljaGVtLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Uffici-Polichem.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45258\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Gli uffici Polichem a Garlasco.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-400bc26 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"400bc26\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>L\u2019entrata in Seta Polymers \u00e8 stato un po\u2019 lo spartiacque tra un prima e un dopo in Greenchemicals perch\u00e9 nonostante la produzione \u00abin proprio\u00bb, al posto di quella in conto lavoro, sia iniziata abbastanza presto \u2013 pi\u00f9 o meno un anno o due dopo la fondazione dell\u2019azienda \u2013 i risultati non erano stati soddisfacenti. In pi\u00f9 si poneva la delicatezza del dover condividere con terzi le formulazioni dei prodotti. <strong>La partecipazione in Seta ha cambiato completamente lo scenario: l\u2019impianto veneto \u00e8 dedicato all\u201980% a Greenchemicals che cos\u00ec ha potuto studiare e sperimentare nuove formule da immettere sul mercato. \u00abIl secondo grande passo nella nostra storia \u2013 continua Micaela \u2013 \u00e8 stato diventare fornitore di ENI<\/strong>. Ci abbiamo impiegato cinque anni, cinque anni di continui e accaniti tentativi per ottenere la possibilit\u00e0 di una presentazione delle nostre formulazioni che per quanto concerneva il polistirolo erano davvero innovative e io che conosco bene questo materiale lo dico con cognizione di causa. Ero arrivata al punto da pensare di incatenarmi ai cancelli avvolta nella bandiera italiana per far capire che anche nel nostro Paese c\u2019erano delle realt\u00e0, come la nostra, che avevano qualcosa da dire, non era necessario rivolgersi sempre all\u2019estero\u00bb. E, neanche a farlo apposta, \u00e8 stata una donna a sbloccare la situazione, la responsabile della divisione degli stireni, \u00abche ci ha ascoltato, con il risultato che alcune delle nostre formulazioni sono ancora in uso in ENI, una grandissima soddisfazione dal punto di vista sia del fatturato sia della nostra autostima. Hanno riconosciuto che i nostri materiali avevano un valore aggiunto\u00bb.<\/p><p><strong>Brave anche perch\u00e9 sanno guardare oltre il loro steccato, vogliono condividere ed estendere il loro <em>know how<\/em>: da questa volont\u00e0 \u00e8 nata l\u2019Academy.<\/strong> Micaela \u00e8 giustamente orgogliosa di questa iniziativa: \u00abHo voluto crearla perch\u00e9 sul mondo degli additivi \u00e8 molto difficile reperire informazioni e anche in universit\u00e0 non ci sono corsi specifici. <strong>Cos\u00ec abbiamo pensato a delle giornate, una al trimestre \u2013 online o in presenza \u2013 focalizzate su vari tipi di additivi: possono partecipare i nostri collaboratori, ma anche i clienti o altre persone interessate come gli studenti universitari<\/strong>, sono del tutto gratuite, ma soprattutto non pubblicizzano determinati marchi, sono vere e proprie lezioni tenute da professori. L\u2019altro lato della medaglia \u00e8 che dobbiamo spesso pagare i relatori come consulenti veri e propri ma la qualit\u00e0 dell\u2019esperienza ci guadagna\u00bb. Non solo business, insomma, ma un modo per congiungere menti dalle quali possono emergere idee.<\/p><p>E a proposito di idee, il 2026 di Micaela prevede investimenti nella produzione di <em>masterbatch<\/em> per il PET e sul fronte del riciclo un progetto affascinante: un materiale simile al legno realizzato con polvere compressa di poliuretano riciclato. Il risultato? Un pannello che sembra truciolato e che, rispetto a quello, \u00e8 resistente all\u2019umidit\u00e0 e molto stabile nel tempo il che crea interessanti prospettive nel mondo della nautica, non tanto per l\u2019esterno quanto per gli interni delle imbarcazioni. Quindi prossimamente gli yacht potrebbero fruire di un nuovo materiale a firma Greenchemicals. Il percorso di Micaela sulla fune continua inarrestabile.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le equilibriste. Cos\u00ec le definisce il rapporto che Save the Children pubblica ogni anno \u2013 dal 2015 \u2013 cercando di \u00abrisvegliare le coscienze\u00bb come scrive Luisa Corazza (professoressa ordinaria di diritto del lavoro nell\u2019Universit\u00e0 degli Studi del Molise nonch\u00e9 Consulente del Presidente della Repubblica per le questioni di carattere sociale) nella prefazione dell\u2019edizione 2025. <\/p>","protected":false},"author":14,"featured_media":45250,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[136],"tags":[],"class_list":["post-45249","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sostenibilita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La donna sulla fune - Studio Chiesa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Chi sono le equilibriste? 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