{"id":45746,"date":"2026-07-14T09:48:01","date_gmt":"2026-07-14T07:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/?p=45746"},"modified":"2026-07-14T13:21:27","modified_gmt":"2026-07-14T11:21:27","slug":"eredita-dei-valori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiochiesa.it\/en\/eredita-dei-valori\/","title":{"rendered":"L\u2019eredit\u00e0 dei Valori"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"45746\" class=\"elementor elementor-45746\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2f4f02a0 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"2f4f02a0\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\" data-settings=\"{&quot;jet_parallax_layout_list&quot;:[]}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-393c25e1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"393c25e1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Heritage al femminile: Workout magazine incontra Beatrice Buzzella, Amministratrice Delegata di Green Oleo S.p.A.<\/strong><\/p><p><strong>15.568<\/strong> aziende, il <strong>66%<\/strong> del totale delle imprese con fatturato superiore ai <strong>20 milioni di euro. <\/strong>Sono i numeri delle imprese familiari italiane censite dall&#8217;Osservatorio AUB, promosso da Universit\u00e0 Bocconi, AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari) e Unicredit. Un universo che continua a generare una quota decisiva della ricchezza del Paese e che oggi si trova di fronte alla <strong>sfida del ricambio generazionale<\/strong>: la percentuale di aziende familiari che ha gestito questa fase \u00e8 infatti passata da meno dell\u20191% annuo dal 2010 al 2019 all\u20191,6% nel periodo dal 2020 al 2025. Il tema, delicatissimo, \u00e8 al centro della XVII edizione dell\u2019Osservatorio: quali sono i criteri con cui vengono scelti i leader della NextGen? E domanda ancora pi\u00f9 interessante: quanto pesa il genere in questa decisione?<\/p><p>L\u2019analisi si \u00e8 concentrata su un campione pari al 42,1% circa dei passaggi generazionali con un focus sulle aziende familiari pi\u00f9 grandi, con fatturato superiore ai 250 milioni, rilevando in queste ultime la struttura articolata: l\u201980% ha pi\u00f9 di un figlio (per la precisione una media di 2.5 figli) e nel 52% dei casi analizzati i figli sono di sesso diverso. Questo per dire che la scelta del successore non \u00e8 cos\u00ec scontata, in teoria il ventaglio dei possibili \u00abcandidati\u00bb \u00e8 ampio. <strong>Eppure dai dati emerge che alla fine sono due i fattori che continuano a esercitare un\u2019influenza decisiva: l\u2019ordine di nascita e il genere.<\/strong> Cominciamo dal primo: il 74,6% degli effettivi prescelti \u00e8 primogenito o primogenita, il 18,7% secondogenito mentre per gli altri figli la possibilit\u00e0 di essere designati scende ulteriormente. E poi: gli uomini rappresentano il 62% dei potenziali successori, ma diventano l\u201980% dei successori effettivi, quindi la leadership resta fortemente maschile.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-32829715 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"32829715\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Green-Oleo-Panorama.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NDksInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvR3JlZW4tT2xlby1QYW5vcmFtYS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"430\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Green-Oleo-Panorama.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45749\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Lo stabilimento Green Oleo a Cremona.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5329c197 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5329c197\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Ma ordine di nascita e genere non raccontano tutta la storia. Il profilo della nuova generazione di imprenditori mostra infatti un livello di preparazione sempre pi\u00f9 elevato: circa l&#8217;80% dei membri della NextGen possiede almeno una laurea e una quota significativa ha conseguito un Master, un MBA o un dottorato. <strong>Ancora pi\u00f9 significativo il dato sulle donne: il loro livello di istruzione \u00e8 mediamente superiore rispetto a quello degli uomini, circostanza che l&#8217;Osservatorio interpreta come il segnale di una maggiore selettivit\u00e0 nell&#8217;accesso alla leadership femminile<\/strong>. Anche sul piano professionale emerge una differenza: circa un quarto dei successori ha maturato esperienze lavorative esterne all&#8217;azienda di famiglia e questa percentuale \u00e8 pi\u00f9 elevata proprio tra le donne. L&#8217;impressione \u00e8 che, per conquistare il vertice, alle figlie non basti essere le eredi: debbano arrivarci con un curriculum pi\u00f9 robusto.<\/p><p>Se l\u2019Osservatorio AUB spiega come vengono scelte le nuove leader, un\u2019altra ricerca \u2013 questa condotta dal Family Business Lab (FABULA) dell\u2019Universit\u00e0 Cattaneo-LIUC in collaborazione con Banca Sella e con il patrocinio di AIDAF \u2013 aiuta a capire perch\u00e9 decidano di candidarsi. \u00a0<strong>La motivazione pi\u00f9 forte, con punteggio medio di 4,39 su una scala Likert a cinque punti, \u00e8 la possibilit\u00e0 di continuare la tradizione familiare e trasmettere valori e spirito imprenditoriale alle generazioni future. <\/strong>Seguono la volont\u00e0 di contribuire a orientare il futuro dell\u2019impresa di famiglia (4,27 di punteggio medio) e il desiderio di metterla al servizio della comunit\u00e0 (4.07 di punteggio medio). Pi\u00f9 che un\u2019ambizione esclusivamente manageriale, emerge quindi una concezione della leadership come responsabilit\u00e0 verso un patrimonio imprenditoriale, culturale e valoriale da custodire e rinnovare.<\/p><p>Questa idea della leadership come servizio trova un riscontro immediato nella storia di <strong>Beatrice Buzzella, CEO di Green Oleo insieme al fratello<\/strong>. Per lei, avvocata di formazione e professione, entrare nell&#8217;impresa di famiglia non \u00e8 stato l\u2019inevitabile compimento di una traiettoria gi\u00e0 scritta, ma la risposta a una necessit\u00e0 concreta dell&#8217;azienda: \u00abC\u2019era bisogno di una presenza costante perch\u00e9 mio fratello da sempre ricopre anche ruoli istituzionali \u2013 adesso per esempio \u00e8 Presidente di Federchimica \u2013 e non poteva pi\u00f9 essere l\u2019unico punto di riferimento. L\u2019 incompatibilit\u00e0 tra la professione di avvocato e l\u2019esercizio di cariche gestionali in societ\u00e0 commerciali ha fatto maturare, direi in modo molto naturale, la decisione di cancellarmi dall\u2019albo forense\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-728babe1 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"728babe1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC3597.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTAsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvRFNDMzU5Ny5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC3597.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45750\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7d58b8b0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7d58b8b0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Una decisione comunque non priva di sacrificio perch\u00e9, dice: \u00abtenevo molto alla mia indipendenza anche se la maggior parte del mio tempo era dedicata alla COIM, la nostra impresa, di cui gestivo l\u2019ufficio legale\u00bb. E anche una scelta di cui non si \u00e8 mai pentita, prima di tutto per indole: \u00abI rimpianti sono una zavorra e nella mia vita ho sempre fatto in modo di non averne. La prova del nove, diciamo, cos\u00ec, l\u2019ho avuta nel 2012 \u2013 l\u2019anno di acquisizione di Green Oleo \u2013 quando mi sono ammalata seriamente. In quel frangente mi sono guardata dentro, mi sono chiesta se avessi mancato qualche occasione ed essere riuscita a darmi una risposta negativa, capire che in ogni situazione, fossi tornata indietro, avrei preso le stesse decisioni, mi ha sollevato, perch\u00e9 la mia vita avrebbe potuto finire l\u00ec\u00bb.<\/p><p>A questo punto sorge spontanea una domanda: <strong>COIM o Green Oleo? Qual \u00e8 la vera azienda di famiglia? Facciamo un passo indietro e presentiamo il padre di Beatrice: Mario Buzzella<\/strong>.<\/p><p>\u00abMio pap\u00e0 \u2013 racconta Beatrice \u2013 ha cominciato, come tanti imprenditori della sua generazione, dal niente. La sua famiglia non era facoltosa, mio nonno era operaio e mia nonna sarta, e lui, che si era trasferito a Milano perch\u00e9 la sua famiglia \u00e8 originaria di Dervio sul Lago di Como, lavorava di giorno e studiava la sera da tecnico di laboratorio. A dire la verit\u00e0 aveva sfiorato la carriera calcistica, arrivando a giocare nella squadra giovanile del Milan, ma un brutto infortunio gli aveva troncato ogni possibilit\u00e0\u00bb. Mario mette via il pallone, si impegna negli studi, si diploma e viene assunto in SIR, un\u2019azienda chimica specializzata in resine e prodotti chimici di base. <strong>Qui avviene l\u2019incontro della vita: con Cesare Zocchi<\/strong>. \u00abEra un cliente della SIR, con un grande fiuto: aveva capito che quel tecnico che gli parlava dei tanti prodotti che era difficile reperire in Italia, delle possibilit\u00e0 che si sarebbero aperte nel produrli, era un visionario s\u00ec, ma con i piedi per terra\u00bb. <strong>Zocchi si lascia convincere: cominceranno il loro sodalizio in un garage a Settimo Milanese<\/strong>. La partenza \u00e8 fulminea: nel 1962 ricevono il primo ordine di perossido (oggi chiamato Ketanox), una sostanza messa a punto da Mario che trasforma la resina liquida in una plastica solida. All\u2019epoca esistevano altri prodotti con propriet\u00e0 simili ma il Ketanox aveva prestazioni decisamente migliori. <strong>Sulla scia di questa prima fornitura nasce nel 1962 la COIM<\/strong>, divisa al 50% tra Buzzella e Zocchi: il sito produttivo sar\u00e0 costruito a Offanengo, dove a tutt\u2019oggi si trova.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-72dad01 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"72dad01\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Greenoleo-nuovo-magazzino-8115.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTEsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvR3JlZW5vbGVvLW51b3ZvLW1hZ2F6emluby04MTE1LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"719\" height=\"1081\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Greenoleo-nuovo-magazzino-8115.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45751\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">L\u2019impianto fotovoltaico sul tetto del nuovo magazzino.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d692ff1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d692ff1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Negli anni la COIM, specializzata nella produzione di composti chimici ad alta tecnologia, \u00e8 diventata, come la definisce Beatrice, \u00abuna multinazionale tascabile, con sedi e uffici commerciali un po\u2019 ovunque nel mondo e fatturato da un billion\u00bb. Ma ha anche cambiato pelle. Infatti, intorno al 2010, le due famiglie proprietarie cominciano a interrogarsi sul loro futuro<strong>: \u00abLa terza generazione della famiglia Zocchi si stava affacciando in azienda e ci siamo resi conto che era arrivato il momento di fare una scelta. Che abbiamo preso: toglierci dall\u2019operativit\u00e0<\/strong>. \u00c8 stato difficile e ci sono voluti quattro anni per arrivare al vero stacco, soprattutto hanno patito mio pap\u00e0, che conosceva la COIM, potrei dire, in ogni suo bullone, ma anche i nostri dipendenti che non capivano le ragioni di questa decisione e che avevano sempre vissuto in modo molto diretto il rapporto con noi, con lui\u00bb. Oggi Beatrice e il fratello Francesco siedono nel CDA, senza deleghe, e lo stesso vale anche per la famiglia Zocchi, con un Amministratore Delegato esterno.<\/p><p>\u00abA quel punto avremmo potuto vivere perennemente in crociera \u2013 ride Beatrice \u2013 ma <strong>abbiamo invece deciso di ripartire da zero, cercare un\u2019altra realt\u00e0 industriale sulla quale investire. La scelta \u00e8 caduta su Green Oleo<\/strong>\u00bb. Azienda la cui storia, forse pi\u00f9 che non quella di COIM, \u00e8 paradigmatica di una parabola imprenditoriale che molte imprese italiane hanno vissuto nella seconda met\u00e0 del Novecento. Nata a Cremona nel 1923 con il nome di Stabilimenti Chimici Mazzini (una curiosit\u00e0: il fondatore era il padre della cantante Mina), produceva fertilizzanti utilizzando come materia prima ossa animali, esempio <em>ante litteram<\/em> di economia circolare (\u00abAdesso l\u2019abbiamo riscoperta \u2013 sottolinea Beatrice \u2013 ma ai tempi era la normalit\u00e0, l\u2019economia era quella\u00bb). A met\u00e0 degli anni Cinquanta l\u2019ingresso di un socio, l\u2019Ingegner Lacchini, le imprime una forte spinta verso l\u2019industrializzazione: si definiscono i sistemi di processo, si costruiscono impianti, si comincia a guardare ai mercati oltre i confini nazionali. E la SIMEL (in quel periodo si chiama cos\u00ec) non produce pi\u00f9 solo fertilizzanti, ma anche acidi grassi e glicerina, colle, basi per mangimi animali, catramine e solventi, sempre a partire dai sottoprodotti delle attivit\u00e0 agricole e della macellazione.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a0dcc08 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"a0dcc08\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Stabilimenti-Chimici-Mazzini.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTIsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvU3RhYmlsaW1lbnRpLUNoaW1pY2ktTWF6emluaS5qcGcifQ%3D%3D\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"266\" height=\"190\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Stabilimenti-Chimici-Mazzini.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45752\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Gli Stabilimenti Chimici Mazzini, l\u2019inizio della storia di Green Oleo.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4a09f0b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4a09f0b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>\u00c8 proprio l\u2019ampio range dei prodotti ad attirare, intorno agli Ottanta, l\u2019attenzione delle grandi multinazionali<\/strong>: nel 1985 SIMEL viene acquisita da Unilever, che dopo una decina d\u2019anni la vende a I.C.I. che a sua volta, alla curva del decennio successivo, la cede a CRODA. La causa di questi avvicendamenti? \u00abGli acidi grassi sono <em>commodities<\/em>, hanno margini bassi e subiscono molto i cicli dell\u2019economia. La risposta pi\u00f9 semplice \u00e8 stata quella di ripiegarsi sull\u2019acquisto abbandonando la produzione\u00bb spiega Beatrice. Cos\u00ec si arriva all\u2019epilogo del 2012 quando CRODA dichiara l\u2019intenzione di chiudere lo stabilimento a meno che non si trovi un compratore. \u00abAll\u2019epoca Green Oleo era un piccolo fornitore di COIM per cui, quando ci \u00e8 arrivata la notizia della sua messa in vendita, abbiamo cominciato a valutarla proprio come operazione M&amp;A di COIM concludendo per\u00f2 che non c\u2019erano abbastanza sinergie\u00bb. <strong>\u00c8 stato l\u00ec che la logica industriale ha lasciato spazio a una logica imprenditoriale: se Green Oleo non aveva senso per COIM, poteva averlo per la famiglia Buzzella<\/strong>. L\u2019acquisizione \u00e8 avvenuta in modalit\u00e0 montagne russe: alla dichiarazione di interesse, CRODA risponde di aver trovato gi\u00e0 un compratore tranne tornare sui propri passi pochi mesi dopo. Era la fine di agosto e CRODA voleva chiudere entro l\u2019anno: \u00ab\u00c8 stata una corsa pazzesca contro il tempo assumendoci, tra l\u2019altro, rischi considerevoli. Ma d\u2019altro canto rischiare \u00e8 la nostra filosofia, anzi \u00e8 la differenza tra l\u2019imprenditore e il manager: quest\u2019ultimo in genere non lo fa, \u00e8 il primo che sa fin dove pu\u00f2 spingersi e affronta tutte le incognite\u00bb. Primo <em>signing<\/em>: ottobre 2012, <em>closing<\/em>: primi giorni del 2013. <em>Les jeux sont faits<\/em>.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f498cf2 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f498cf2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/SIMEL-1955-1985.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTMsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvU0lNRUwtMTk1NS0xOTg1LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/SIMEL-1955-1985.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45753\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">La SIMEL in una foto degli anni Cinquanta.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-38f13f9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"38f13f9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Da allora che cosa \u00e8 cambiato in Green Oleo? <strong>Cominciamo da ci\u00f2 che produce, che negli anni si \u00e8 arricchito: \u00abSi tratta principalmente di acidi grassi distillati, glicerine ed esteri, sostanze destinate ai settori pi\u00f9 vari, dai detergenti ai cosmetici, dai lubrificanti (quelli pi\u00f9 sofisticati, che richiedono performance pi\u00f9 elevate, come nella Formula Uno) alle candele alle vernici<\/strong>. La destinazione pi\u00f9 curiosa? I piattelli da tiro a volo e la ragione \u00e8 facile da indovinare: spaccandosi in pezzi minuti che non \u00e8 possibile recuperare, devono potersi degradare facilmente nel terreno. Le materie prime sono i sottoprodotti della produzione alimentare: in primo luogo la parte acida dell\u2019olio d\u2019oliva da conserva, che non pu\u00f2 entrare nel prodotto finito, e il sego, che invece \u00e8 il grasso animale. Perci\u00f2 i nostri prodotti sono tutti da fonte rinnovabile e in pi\u00f9 a filiera cortissima viste le caratteristiche del territorio in cui ci troviamo\u00bb. Il campo pi\u00f9 promettente \u00e8 la cosmesi ed \u00e8 anche quello in cui Green Oleo sta indirizzando i suoi investimenti: \u00ab\u00c8 una scelta strategica perch\u00e9 ci permette di bypassare la concorrenza dell\u2019olio di palma che nella percezione del consumatore si colloca al di sotto dell\u2019olio d\u2019oliva soprattutto nei segmenti cosmetici di alta gamma e di quelli a impronta naturale. E l\u2019abbiamo rafforzata acquisendo proprio quest\u2019anno un laboratorio di formulazione cosmetica, KIALAB, che ci ha apportato quelle competenze che ci mancavano internamente\u00bb.<\/p><p>Finora abbiamo parlato di produzione, ma questa \u00e8 solo una parte della fotografia dell\u2019azienda. L\u2019altra concerne invece il suo patrimonio valoriale, di cui Beatrice va giustamente fiera: \u00ab<strong>Dal 2024 siamo Societ\u00e0 Benefit, un passo che ho voluto fortemente e che mi ha dato grandi soddisfazioni<\/strong>. Innanzitutto perch\u00e9, in base alle valutazioni effettuate per l\u2019occasione, \u00e8 risultato che paradossalmente avremmo potuto esserlo fin dall\u2019acquisizione: non abbiamo dovuto cambiare nulla della nostra essenza, potrei dire che nasciamo Benefit. Andremo sempre pi\u00f9 nelle direzioni che sono gi\u00e0 nostre: per esempio usare sempre meno l\u2019olio di palma, da un anno non compriamo pi\u00f9 la sostanza grezza e poco anche quella gi\u00e0 lavorata, una scelta che economicamente fa male ma alla quale vogliamo tener fede. E comunque \u00e8 gratificante essere riconosciuti un\u2019azienda del territorio che d\u00e0 valore al territorio\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4a5378e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"4a5378e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/green-oleo31.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTYsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvZ3JlZW4tb2xlbzMxLmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/green-oleo31.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45756\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-86f5dee elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"86f5dee\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>E a proposito dei valori Beatrice sottolinea che c\u2019\u00e8 stata una forte differenza tra l\u2019azienda fondata e quella acquisita: \u00ab<strong>La COIM \u00e8 cresciuta assimilando logiche che erano quelle di mio padre che viveva la sua quotidianit\u00e0 a stretto contatto con gli operai, con i capireparto.<\/strong> Per esempio per lui era basilare \u2013 anche se non la teorizzava, gli veniva spontanea \u2013 la valorizzazione dell\u2019individualit\u00e0, nel senso che spingeva ciascuno a prendersi responsabilit\u00e0, a essere imprenditore di se stesso nel proprio piccolo, o meno piccolo, ambito. Sfidava un po\u2019 i tuoi limiti, metaforicamente parlando ti buttava sempre nella parte della piscina dove non toccavi. E questo imprinting in COIM ha attecchito e ha dato frutti. <strong>In Green Oleo abbiamo trovato persone che erano cresciute in modo professionalmente diverso<\/strong>, per di pi\u00f9 passate da una propriet\u00e0 all\u2019altra come se fossero \u201cdei pacchetti\u201d, cos\u00ec ci dicevano. Quindi c\u2019era s\u00ec la cultura della qualit\u00e0, ma gli altri valori erano molto generici e cercare di trasmettere i nostri non \u00e8 stato semplice. Certo, in questo processo abbiamo perso alcune persone, quelle che pi\u00f9 avevano bisogno di essere accompagnate nella loro quotidianit\u00e0 lavorativa, ma chi \u00e8 rimasto, chi si \u00e8 riconosciuto nel nostro modo di intendere il lavoro, \u00e8 cresciuto\u00bb.<\/p><p>Beatrice torna spesso sul tema del \u00abtrovarsi\u00bb, dell\u2019essere in sintonia, che determina una sorta di selezione naturale: <strong>chi non riesce a far propri i valori dell\u2019impresa, ma anche chi si ritiene insoddisfatto delle sue politiche, \u00e8 bene che cerchi altre strade<\/strong>. \u00abPer\u00f2 i valori da soli non sono comunque sufficienti, e allora deve venire in aiuto il welfare aziendale: per esempio abbiamo agganciato una polizza sanitaria al raggiungimento di determinati scaglioni di anzianit\u00e0, adesso pensiamo di inserire altri pacchetti come il camp estivo per i figli dei dipendenti. Sono misure che aiutano la <em>retention<\/em>, ma che non fanno miracoli perch\u00e9 non tutti le capiscono, soprattutto i pi\u00f9 giovani\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2f136b9 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"2f136b9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20180626_110158.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTQsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvMjAxODA2MjZfMTEwMTU4LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20180626_110158.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45754\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-429ecee elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"429ecee\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Per\u00f2 sono proprio i giovani a rappresentare un problema per le aziende italiane, che in un quinquennio se ne sono visti sfuggire quasi centomila, un esercito che ha scelto di andare a lavorare all\u2019estero Le ragioni? Essenzialmente per i livelli retributivi pi\u00f9 alti: \u00ab<strong>S\u00ec, la retribuzione pesa tanto sull\u2019attrattivit\u00e0 e sulla capacit\u00e0 di trattenere i talenti<\/strong>. Anche noi, che abbiamo una situazione economica molto diversa da COIM per via dei margini bassi del nostro business, proprio per questo motivo abbiamo perso risorse che tra l\u2019altro avevamo formato per anni. In quanto all\u2019attrattivit\u00e0, se \u00e8 vero che la nostra sostenibilit\u00e0, il nostro animo green incuriosisce i giovani, sempre pi\u00f9 sensibili a una serie di temi, \u00e8 anche vero che non riesce a essere una leva di ingaggio. E a poco serve ricordare che un\u2019azienda familiare \u00e8 molto diversa da una multinazionale che, alle prime avvisaglie di una difficolt\u00e0 economica, taglia\u00bb. E la flessibilit\u00e0? Lo smart working? \u00abQui a Cremona non \u00e8 considerata importante. <strong>E c\u2019\u00e8 da dire che io sono molto critica nei confronti di questa misura che a mio parere crea all\u2019interno delle aziende produttive profili di serie A \u2013 quelli che per la loro mansione vi possono accedere \u2013 e profili di serie B, che sono tutti gli altri<\/strong>. Non \u00e8 un fattore irrilevante in un team\u00bb.<\/p><p>La franchezza non le fa difetto: \u00ab<strong>Io la chiamo autenticit\u00e0. \u00c8 il non aver paura di dire cose impopolari<\/strong>, come \u00e8 la mia posizione sullo smart working. Certo richiede coraggio perch\u00e9 devi tenere il punto su posizioni non allineate al <em>mainstream<\/em>, ma io mi reputo coraggiosa. E poi mi aiuta l\u2019essere stata avvocata perch\u00e9 saper argomentare in modo efficace anche su argomenti delicati fa la differenza\u00bb. Un&#8217;altra sua opinione oggi poco condivisa \u00e8 relativa alla questione femminile: \u00ab<strong>Sono convinta che nel mondo industriale le donne abbiano fatto grandi passi avanti<\/strong>. Per esempio in COIM la ricerca \u00e8 tutta in mano alle donne, in Green Oleo la colonna portante, che \u00e8 il CFO, \u00e8 una donna. Certo, se poi guardiamo ai numeri assoluti, la presenza femminile nel settore chimico non \u00e8 mai stata rilevante, ma soprattutto perch\u00e9 si lavora a ciclo continuo con turni anche di notte\u00bb. <strong>\u00c8 scettica sulle quote rosa<\/strong>: \u00abPosso considerarle accettabili nel breve periodo, magari agli inizi quando c\u2019\u00e8 ancora un bias da superare, ma non mi piace l\u2019idea in generale perch\u00e9 allora significa essere per forza meno selettivi visto che si sceglie in base al genere e non per capacit\u00e0. Al contrario sono convinta che per rendere un buon servizio all\u2019azienda, e a tutti in generale, occorra ogni volta concentrarsi sul profilo pi\u00f9 adatto al ruolo, senza pregiudizi legati al sesso\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-91a9e87 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"91a9e87\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IPO_GreenOleo-0029.jpg\" data-elementor-open-lightbox=\"yes\" data-e-action-hash=\"#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDU3NTUsInVybCI6Imh0dHBzOlwvXC93d3cuc3R1ZGlvY2hpZXNhLml0XC93cC1jb250ZW50XC91cGxvYWRzXC8yMDI2XC8wN1wvSVBPX0dyZWVuT2xlby0wMDI5LmpwZyJ9\">\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.studiochiesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IPO_GreenOleo-0029.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-45755\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\">Beatrice e Francesco Buzzella il giorno dell\u2019IPO a Piazza Affari.<\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-daf13fd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"daf13fd\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Analogamente non ha peli sulla lingua nel giudicare il Green Deal \u00abun tentativo maldestro, un passo forzato che non \u00e8 andato di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie\u00bb<\/strong>. N\u00e9 ha imbarazzi a dichiarare di aver sottoscritto la Dichiarazione di Anversa, che molti giudicano un modo per annacquare il piano sottoscritto dall\u2019Unione Europea nel 2019: \u00abHo sottomano alcuni dati dell\u2019ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) che mostrano chiaramente che mentre l\u2019Europa ha approvato il Green Deal la Cina ha aumentato il consumo di carbone penalizzando cos\u00ec la competitivit\u00e0 dell\u2019industria europea a causa del costo dell\u2019energia. Il risultato \u00e8 stato che molte aziende hanno delocalizzato e cos\u00ec il prodotto finito viene realizzato fuori dai confini dell\u2019UE usando fonti di energia molto pi\u00f9 inquinanti. Capisco l\u2019urgenza di fare qualcosa visti i problemi causati dal climate change, ma <strong>la tempistica \u00e8 stata troppo accelerata e adesso siamo in balia della concorrenza asiatica, che non segue le nostre normative con una minore tutela del consumatore<\/strong>. Se solo ci si fosse seduti a un tavolo comune, tutti insieme \u2013associazioni ambientalistiche, scienziati, industriali \u2013, se non si fosse dato ascolto solo a una parte, si sarebbe probabilmente raggiunto un accordo che non avrebbe messo a repentaglio la produttivit\u00e0 europea. Si sarebbe potuto creare una modalit\u00e0 davvero sostenibile, solo un po\u2019 pi\u00f9 lenta, magari incentivando le aziende a trovare alternative tramite bonus come si \u00e8 fatto con Industria 4.0 che ha funzionato benissimo. Invece la convinzione che tutto era concesso pur di salvare il pianeta ha portato a un disastro economico\u00bb. Beatrice \u00e8 netta quando afferma che a suo parere l\u2019unica soluzione, anche se impopolare, \u00e8 protezionistica \u00abcome fanno gli Stati Uniti, al netto di certi eccessi e d\u2019altronde anche le politiche precedenti erano protezionistiche come sa bene chi negli anni ha voluto fare affari con gli USA. Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019olio di palma: se davvero si porta appresso tutta una serie di criticit\u00e0, si sarebbe potuto imporre un dazio e gi\u00e0 questa misura ne avrebbe limitato l\u2019utilizzo in Europa. D\u2019altro canto, per\u00f2, pu\u00f2 arrivarci un prodotto finito inserito in una classe doganale che non consente di risalire all\u2019origine delle materie prime e quindi il problema resta\u00bb.<\/p><p>L\u2019ultima domanda \u00e8 provocatoria: dunque \u00e8 la Cina la \u00abcattiva\u00bb del mondo? Senza esitazione: \u00abNon \u00e8 questione di cattiveria. Si tratta di un sistema con valori molto diversi dai nostri e quindi la condivisione di normative diventa molto difficile\u00bb. Come si vede, \u00e8 sempre l\u00ec che si torna: ai valori.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15.568 aziende, il 66% del totale delle imprese con fatturato superiore ai 20 milioni di euro. 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