Viaggio tra gli algoritmi di Google – parte 2
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Viaggio tra gli algoritmi di Google – parte 2

Come abbiamo visto nella prima parte del nostro articolo “Viaggio tra gli algoritmi di Google – parte 1”, l’obiettivo principale della SEO, Search Engine Optimization, è di intercettare le intenzioni del visitatore per proporgli risultati coerenti con la ricerca che sta effettuando.

Questa attività di ordinamento di informazioni è svolta attraverso gli algoritmi di Google, che sono in evoluzione nel tempo, per essere sempre più performanti.

Dopo il rilascio di Google Panda, Penguin, Hummingbird, a seguito del superamento dei volumi di traffico da Google sui dispositivi mobile rispetto al traffico generato da desktop, nel 2015 viene lanciato il nuovo algoritmo Mobile Update per il quale l’ottimizzazione della versione mobile di un sito diventa per la prima volta un importante fattore per il ranking del sito stesso.

Sempre nel 2015 nasce RankBrain, vero e proprio sistema basato sull’intelligenza artificiale, sviluppato per elaborare le ricerche di Google e ordinarle nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP), al fine di comprendere al meglio le richieste degli utenti, avvicinandosi sempre di più al linguaggio umano e incominciare a rispondere anche alle ricerche vocali.

L’anno 2018 vede il rilascio di Google Mobile-First Indexing: si tratta di un algoritmo fondamentale che detta il passaggio al “mobile first” per cui la versione mobile di un sito web viene considerata dal motore sempre primaria rispetto alla versione desktop. Tutte le pagine web che non sono ottimizzate per i dispositivi mobili con i loro relativi contenuti multimediali non sono più indicizzate sui motori di ricerca e dunque non sono visualizzate tra i risultati di Google. Ne deriva che un sito web che non abbia la versione mobile sarà altamente penalizzato nel posizionamento su Google, mentre potranno esistere siti web presenti solo su mobile e non su desktop.

Nel 2019 l’algoritmo BERT è un ulteriore passo verso il linguaggio umano: con questo sistema Google continua la ricerca sulla comprensione della lingua, mirando a una decodifica più profonda dei significati, anche per supportare la ricerca vocale.

A seguito dell’avvento della pandemia, Google a marzo 2020 lancia COVID-19 Pandemic, un sistema per agevolare gli utenti nel reperire servizi e assistenza, scoraggiare la disinformazione e favorire l’aggregazione online di contenuti informativi sul Covid-19.

Per concludere, segnaliamo Core Web Vitals, l’algoritmo col quale Google per la prima volta pone gli elementi visivi e la sicurezza della navigazione come fattori di ranking, che diventano fondamentali a partire da maggio 2021.
Tra le metriche analizzate dall’algoritmo, Google, attraverso questo aggiornamento, misura la velocità di caricamento del sito, il grado di interattività, la stabilità della pagina web che l’utente visualizza. Quindi, grazie a Core Web Vitals, Google premia l’esperienza di navigazione, oltre al fatto se l’utente percepisce la navigazione sicura o meno.

Data l’immensa quantità di informazioni disponibili sul web, riuscire a trovare ciò che un utente cerca sarebbe impossibile senza uno strumento che supporti il motore nel selezionare le informazioni.

I sistemi di ranking di Google sono progettati proprio a questo scopo: ordinare centinaia di miliardi di pagine web nell’indice di ricerca per fornire i risultati più pertinenti in una frazione di secondo e raccoglierli ordinatamente in modo da supportare sempre al meglio il visitatore nella sua ricerca.

Tutto questo avviene grazie agli algoritmi semantici che abbiamo analizzato.

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