Giornata mondiale del colore: la sua importanza nel branding aziendale e di prodotto

Workout Magazine - Studio Chiesa communication

Il 6 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Colore, conosciuta anche come World Kids Colouring Day. La ricorrenza nasce nel 2008 con l’intento di sensibilizzare i bambini verso i loro coetanei meno fortunati, che non hanno la possibilità di vedere il mondo sempre a colori.

L’occasione ci invita a fare una riflessione sull’importanza dei colori nella comunicazione e nel marketing.

Poiché ogni colore richiama delle sensazioni nel nostro cervello, la scelta di usarne uno piuttosto che un altro cambia completamente la percezione dell’utente e può aiutare un’azienda a emergere sulle altre.

La scelta del colore di un brand, dunque, è decisiva in una strategia di marketing, dal momento che può condizionare la leggibilità e l’interpretazione di un contenuto.

Nello studio “Impatto dei colori nel Marketing” di Emerald Group, i ricercatori hanno scoperto che circa il 90% dell’opinione che sviluppiamo su un prodotto la prima volta che lo vediamo è basata solo sul colore: l’associazione di idee tra colore e significato rappresenta uno strumento essenziale sulle persone. In altre parole, il colore ci mostra un contenuto, dandoci anche dei sottili indizi sugli altri aspetti del brand, aiutando a decidere cosa è importante e cosa no, cosa guardare e come interpretarlo.

La brand awareness, ossia la riconoscibilità del marchio, si basa molto anche sull’uso dei colori: per questo è importante selezionare quelli che incarnano al meglio i valori aziendali.

La percezione che abbiamo dei colori e le sensazioni che suscitano in noi sono in maggior parte dipendenti dalle nostre singole esperienze: non sarebbe corretto, quindi, affermare che a ogni colore corrisponde una specifica sensazione universale.

Tuttavia ci sono delle linee guida da seguire.

Un primo fattore importante da tenere in considerazione è il contesto: lo stesso colore stimola sensazioni diverse a seconda della situazione in cui è inserito.

Da non sottovalutare, poi, la riconoscibilità del brand: il colore, in questo senso, contribuisce a creare un’identità unica e differente da tutti i competitor.

Infine, è necessario che il colore rispecchi le sensazioni che le persone associano a quel contesto e a quel brand, altrimenti avremo un effetto di incoerenza che genera avversione.

A questo proposito sarà interessante riflettere come vengono generalmente percepiti i colori principali.

I brand che usano il rosso simboleggiano la forza, la vitalità e la leadership, con una decisa volontà di differenziarsi dalla concorrenza con format unici.

Il blu, invece, rappresenta la calma, l’onestà, la fiducia e la stabilità: per questo è il colore più usato da aziende tecnologiche che hanno a che fare con i dati e nel settore finanziario.

Il giallo ricorda il sole e trasmette energia e vivacità. I brand che lo usano (come Studio Chiesa) incarnano felicità, ottimismo e dinamicità.

Il verde, naturalmente, è collegato alla natura, alla crescita e alla salute: i brand che lo usano sono per la maggior parte eco-friendly, oppure vogliono trasmettere stabilità.

Colore dell’eleganza, del lusso e dell’autorità, il nero viene usato per esprimere concretezza, qualità, autorità e serietà.

Infine, sono sempre di più i brand che usano un multicolore per il loro visual (come Google o Ebay): una scelta che rappresenta inclusività, informalità, apertura e diversità.

E la vostra realtà in quale colore si riconosce maggiormente? Ritenete corretto l’abbinamento cromia-brand della vostra società?

Fatecelo sapere!

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